scuola

Una biblioteca scolastica

La presente esperienza è il fedele resoconto di un intero anno di prestiti bibliotecari nella sede staccata di un Liceo Scientifico con 5 classi (dalla prima alla quinta), 110 alunni, 17 insegnanti (ovviamente non tutti a orario pieno) in un paese che conta già una biblioteca comunale con circa 16.000 volumi.

Come tutti gli insegnanti sanno, quella del bibliotecario (anche se la legge 426/88 ne introduce la figura) è un’attività “volontaria”, di solito affidata all’insegnante di lettere, che dedica le ore di completamento del suo orario (supplenze permettendo) alla gestione della biblioteca ed al prestito librario.

L’introduzione dell’informatica (che però non è, di solito, nota all’insegnante di lettere) ha prodotto interessanti programmi per “aiutare” l’operatore bibliotecario nel suo compito; ma rimane sempre il grosso ostacolo della schedatura iniziale del patrimonio librario.

Nel caso in questione esso era così suddiviso:

1- narrativa straniera 144

2- narrativa italiana 219

3- classici della letteratura 19

4- poesia italiana e straniera 41

5- critica letteraria 227

6- storia della letteratura, linguistica 108

7- astronomia 19

8- matematica, fisica, chimica, informatica 98

9- biologia, medicina, antropologia 174

10- demografia, statistica 45

11- religione 27

12- psicologia, psichiatria, psicanalisi 26

13- pedagogia, didattica, politica scolastica 56

14- storia, economia, politica 315

15- filosofia, sociologia 178

16- cronaca e problemi contemporanei 45

17- latino 60

18- arte, fotografia, urbanistica, architettura 68

19- cinema, musica 61

20- teatro 70

21- francese 26

22- inglese 209

TOTALE 2235

Come si vede, un patrimonio di una certa consistenza, considerando le dimensioni dell’istituto, anche se non omogeneo, (come evidenzia meglio il grafico sottostante) visto che gli acquisti dipendono unicamente dalle richieste degli insegnanti (oltre che, naturalmente, dalle disponibilità finanziarie).

dotaazione libraria

Quello che si è fatto, per razionalizzare il prestito, è stato semplicemente riportarne i dati , oltre che sull’abituale supporto cartaceo, su un file di database, da cui abbiamo poi estratto le seguenti notizie.

Anzitutto il totale dei prestiti, in un anno scolastico, è stato di 232, suddivisi per classi secondo la seguente tabella

altri (insegnanti, ex-alunni) = 16

La evidente maggior concentrazione di prestiti nelle classi III e IV è dovuta al fatto che sono le classi in cui opera il bibliotecario, che coinvolge gli allievi in attività richiedenti l’uso della biblioteca.

Nel biennio, tradizionalmente, viene particolarmente richiesta la narrativa; mentre in quinta si cercano testi specifici per la preparazione dell’esame di maturità.

Più in dettaglio, il seguente grafico mostra la richiesta per generi, in valore assoluto e in percentuale (rapportata al totale della dotazione libraria):

prestito per generi

Agendo con criteri da “Auditel” si dovrebbe pensare a rafforzare i settori più richiesti, a scapito degli altri (la narrativa, insomma); mentre appare più “educativo” incoraggiare il “consumo” della saggistica, finalizzandolo però ad obiettivi di ricerca concreti.

Inoltre ci sono, anche all’interno delle categorie più apprezzate, libri mai richiesti, accanto ad altri più letti: estrapolando dalla nostra lista gli autori con più di tre preferenze, vediamo in testa Calvino, con 8 titoli; seguito da Asimov ed Eco, con 6; Dickens, con 5; Asor Rosa e Shakespeare, con 4; e una collana scientifico-tecnologica della Schaum, che, se si sommano i vari titoli, batte tutti gli altri.

Risulta abbastanza evidente, scorrendo i titoli, la rilevanza del “consiglio” dell’insegnante nella scelta del libro da leggere, ma non mancano casi (specialmente nel caso della letteratura di intrattenimento) di consigli tra allievi che si passano lo stesso libro, di solito all’ interno di una classe.

Nell tabellaa seguente sono riportati i “grandi lettori”, cioè quelli che haanno preso a prestito più di 3 libri:

SESSOClasseLibri
FIV7
MV4
MIV8
MIV4
MIII4
FIV15
MVI5
MIII5
FV14
MIV4
FIII4
FIV4
FIII5
FIII4
MIII4
FIII5
TOTALE 1696

Come si vede c’è una perfetta uguaglianza tra maschi e femmine; è presente un solo insegnante (il bibliotecario) e, ovviamente, la concentrazione per classi rispetta quella generale.

Da notare che queste 16 persone, da sole, hanno preso in prestito quasi la metà dei libri dell’anno (leggere meno, leggere tutti ?).

Infine un’ultima notazione riguardo alla durata del prestito, riassunta nel grafico sottostante:

durata del prestito

Come si vede la maggior concentrazione si ha entro il primo mese: ci sono casi di restituzioni brevissime, anche solo due giorni (presumibilmente in occasione di compiti in classe); il resto si distribuisce abbastanza equamente.

CONCLUSIONI

Chi fa uso delle statistiche di solito, oggi, lo fa per vendere meglio la sua merce; noi non crediamo che il libro debba esserlo (anche se sconfortanti segnali ci giungono dal mercato editoriale) e che la scuola, in questo caso, debba andare in controtendenza ripetto alla società.

L’inizio potrebbe essere:

  • che i professori sapessero dell’esistenza di una biblioteca scolastica nell’istituto in cui insegnano;
  • che sapessero usarla e farla usare.

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Letteratura

Il campo dei santi

su IBS

Il suo radicale cattolicesimo conservatore fu di ispirazione per molti dei suoi romanzi, spesso storie di genere utopico che raccontano del fallimento di ideologie come il liberalismo e il comunismo attraverso la restaurazione di una monarchia assoluta cattolica. Raspail stesso si dichiarò monarchico e nel suo romanzo del 1990 Sire auspicava il ritorno di un re in Francia che nel romanzo viene incoronato a Reims nel febbraio del 1999, il diciottenne Philippe Pharamond de Bourbon, diretto discendente della dinastia reale francese.

Nel suo romanzo più famoso, Il campo dei santi, pubblicato nel 1973, Raspail prefigurava un ipotetico collasso della civiltà occidentale per un’immigrazione di massa proveniente dal Terzo Mondo e in particolare dall’India agli inizi degli anni ’90. Il libro ricevette apprezzamenti alla sua uscita ma anche critiche per i suoi contenuti apertamente razzisti e xenofobici. Il libro venne tradotto successivamente in inglese, tedesco, spagnolo, portoghese, afrikaans, ceco, olandese, polacco, ungherese e italiano. Dagli anni 2010 il libro divenne un testo di riferimento per gruppi di estrema destra, suprematisti bianchi, neofascisti e neonazisti. Il libro venne encomiato anche da Steve Bannon prima di divenire capo stratega nell’amministrazione del presidente degli Stati Uniti d’America Donald Trump e da Marine Le Pen, che si dichiarò sua fan nonostante Raspail affermò di preferire e votare Nicolas Sarkozy.

https://it.wikipedia.org/wiki/Jean_Raspail

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Biblioteca Ariostea (1di2

Conferenze e Convegnimercoledì 1 giugno 2022 ore 9,30

La poesia nel “Giardino” – Laboratorio Bassani 4

A cura della Fondazione Giorgio Bassani

Nel 2022 ricorrono i sessant’anni dell’uscita del Giardino dei Finzi-Contini per la casa editrice Einaudi. La Fondazione Giorgio Bassani intende celebrare questo anniversario riflettendo sul peso e sul ruolo della poesia nel capolavoro dell’autore ferrarese. Con i loro contributi, i relatori (provenienti da università italiane ed europee e americane, come La Sapienza, Università di Torino, Universidad Complutense de Madrid, Université Grenoble Alpes, Wellesley College di Boston) offriranno preziose e inedite riletture del Giardino, con l’intento di fare luce sulla complessa ricerca estetica da cui quest’opera è nata. Una ricerca in cui il discorso romanzesco si intreccia armonicamente con quello lirico e in cui alla parola poetica è attribuito il compito fondamentale di rivelare verità e bellezza, come recita la celebre lirica di Emily Dickinson, posta da Bassani al centro del libro.
Programma
9.30 Saluti di Marco Gulinelli (Assessore alla cultura di Ferrara), Paola Bassani (Fondazione Bassani) e Mirna Bonazza (Biblioteca Ariostea)
9.45 Sergio Parussa, Nel giardino del bello e del vero: Giorgio Bassani, Emily Dickinson e Micòl Finzi-Contini; 10.15 Walter Boggione, Rinaldo e la Sibilla. Futuro e verità nel «Giardino»
11 Enzo Neppi, L’olifante, un verso dantesco (Inferno XXXI, 18) e il personaggio di Alberto nel «Giardino dei Finzi-Contini»; 11.30 Aurora Conde Munoz, Poetiche dello sguardo nel «Giardino dei Finzi-Contini»; 12 Sonia Gentili, Una discesa agl’inferi. Orfeo dopo Auschwitz in Bassani e nella poesia europea; 12.30 Discussione
Nel pomeriggio il Laboratorio si svolgerà presso la Fondazione Giorgio Bassani – Casa dell’Ariosto
Ulteriori informazioni: https://www.fondazionegiorgiobassani.it

Incontro con l’autorelunedi 6 giugno 2022 ore 17

Viaggio in Emilia e in Romagna. Sulle orme di J. W. Von Goethe

Presentazione del libro di Antonello Di Carlo

Edizioni WE, 2022
“In tal maniera, dall’apice del mio indomabile campanilismo e investito in pieno da uno Sturm und Drang post-litteram, iniziai a meditare sulla possibilità di rivisitare, di rivivere, senza stravolgere, le tappe e le esperienze vissute dal Poeta, concentrando l’attenzione, quale figlio adottivo di un’amata terra, alla parte finale del Gran Tour. Il mio audace narcisismo mi ha fatto indossare i panni del giovane e avventuroso Goethe e ho trasferito in lui le mie parole, le mie emozioni, e, soprattutto, le mie rime, apportando a questo mio lavoro musicalità, eleganza e ritmo che ben si sposano con l’accento epico-descrittivo dello stesso…”
Antonello Di Carlo è uno scrittore siciliano nato a Palermo 46 anni fa e dal 2000 vive a Reggio Emilia. Ha conseguito studi giuridici ma il liceo classico, in un certo qual modo, ha sempre plasmato e forgiato la sua indole di scrittore.
Tra i riconoscimenti più significativi si ricorda che l’autore è membro onorario della National Italian Foundation per meriti letterari e che è stato encomiato del sindaco di New York City Billy de Blasio. Nel mese di giugno 2021 è stato insignito del premio alla carriera Città di Firenze e settembre del premio alla carriera GMGA publishing.

Incontro con l’autoreMartedi 7 giugno 2022 ore 17

5 Ragazze

Presentazione del libro di Cetty Muscolino

Edizioni La Carmelina, 2021
Illustrazioni di Roberto Pagnani
Dialoga con gli autori Federico Felloni
Raffiguriamo donne immobili nell’andare, cristallizzate eppure flessibili, come figure più che accennate ma non del tutto nitide. Dove vanno stando? Esplorano i luoghi del loro radicamento sfruttando i luoghi della loro normale peculiarità, le vie in cui passano abitualmente, i boschi, i giardini, le terre, i mari del loro sentire quotidiano o mensile. Sono cinque donne legate al giorno e alla notte, alla strada e al bosco, alla natura quieta e a quella av­venturosa. Nell’andare fanno i conti con ciò che non quadra, vividamente colte in una felicità piena, che poi si tramuta in chiusura, silenzio, costrizione, ma senza rimanere tale. Come non immaginarle in una posa non ri­gida, riprese di schiena o di fronte, mentre si abbandonano al mutevole e allo stesso tempo lo governano? Ci sono amori, ma non solo per le persone; sono amori anche per le cose, per gli oggetti, per la vita, amori delle ragazze per se stesse, per altre e altr i di ogni tipo, specchi dell’immagine del proprio ancoramento interiore, specchi in cui sono nude e pudiche. Avventure diverse hanno luogo nella vita di queste ragazze. La fuga verso luoghi incantati e isolati tramuta il sogno in incubo. La patria allontanata in direzione di una patria conquistata è soltanto metafora di un inces­sante cambiamento interiore, che diventa immobilità nell’affermazione del continuo desiderio di cambiamento. La strada è un contenitore di osservazioni, di minuziosi dettagli colti nella ripetizione e nell’accostamento a un paesaggio percepito invece che conosciuto. Un intrepido viaggio in treno è il luogo della salvezza, la negazione di ciò che nega l’espressione del proprio libero distendersi nel mondo. Tutte, come appoggiate a un pavimento o a una superficie rigida che esalta l’essere sfocato delle loro parti corporee. Tutte, con uno sguardo solo accennato per cui “ogni nuo va foglia catturata caccia via dalla retina quella che l’ha preceduta”, nel senza fine dell’indefinito. L’immagine delle figure che si pongono nel centro di questo mondo di fenomeni ci riporta ai confini titubanti che solo l’osservatore può cogliere, non è detto con sua gioia, ma certo con suo stupore, come colui che non sa, né intuisce, ma apprende quale sia l’emozione che folgora, che dalle cinque ragazze è distribuita in forma di mutamento e di morbida sembianza dell’affetto suggerito e disperato.
 

Conferenze e Convegnimartedì 7 giugno 2022 ore 20.30 – Evento senza diretta streaming

L’ebraismo sacerdotale e quello rabbinico: storia di una straordinaria resilienza

Progetto ZICCARON – Conoscenza e diffusione dell’ebraismo italiano

A cura di Bruno Poggi
Interviene Marco Gulinelli, Assessore alla cultura del Comune di Ferrara
Gli ebrei di oggi sono gli eredi e i continuatori, fisici e spirituali, di una comunità nazionale e di una esperienza religiosa che ha almeno tre millenni di storia. Nell’anno 70 la distruzione, da parte dei Romani, del Santuario di Gerusalemme privò l’ebraismo del centro fisico della sua vita cultuale, nella quale avevano una importanza essenziale i riti sacrificali e l’osservanza di pratiche di purità, e dei quali erano protagonisti e custodi i sacerdoti: tali si è, nell’ebraismo, per nascita, discendendo dalla stirpe sacerdotale di Aron, fratello di Mosè. Con la distruzione del Tempio, finito il ruolo del sacerdozio (in senso pratico, anche se tuttora i sacerdoti nell’ebraismo esistono, senza le funzioni di un tempo), furono i rabbini ad assumere la guida culturale e spirituale dell’ebraismo.

Il progetto Ziccaron (che in ebraico significa “memoria”) si basa su un assunto fondamentale: che la Shoah non incorpora e non esaurisce la specificità ebraica. Il ricordo di questa tragedia non deve essere rivolto al passato ma, al contrario, deve rivolgersi al futuro. In questa ottica la conoscenza del mondo ebraico e dell’ebraismo deve essere implementata per sconfiggere il principale terreno di coltura dell’antisemitismo: la scarsa conoscenza, quando non una vera e propria ignoranza, sugli ebrei e l’ebraismo. 
Per raggiungere tale scopo il Progetto Ziccaron mette a disposizione dei  cittadini ferraresi 40 Borse di Studio (senza vincolo di scadenza temporale) per poter frequentare la Yeshivah Tiferet ha-Torah una scuola di ebraismo e cultura ebraica online che offre numerosi corsi su questo argomento.

Il progetto proseguirà per tutto il mese di giugno:
Giovedi 9 giugno  – Lo Shabbat: il cuore della vita ebraica
Martedi 14  giugno – Gli “strumenti” dell’ebraismo: Talled, Tefillin e Mezuzah
Giovedi 16 giugno – Dimmi come mangi e ti dirò chi sei: la Kasherut, ovvero le norme alimentari ebraiche

In collaborazione con la scuola ebraica Yeshivah Tiferet ha-Torah e il Servizio Biblioteche e Archivi del Comune di Ferrara

Conferenze e ConvegniMercoledi 8 giugno 2022 ore 17

Parigi nella prima metà del Novecento: moda e arte

Conferenza di Alda Pellegrinelli

Introduzione a cura di Federica Graziadei e Nicoletta Zucchini, presidente e vice presidente del Gruppo Scrittori Ferraresi
La conferenza si occuperà del clima storico-culturale nella Francia e nella sua capitale nella prima metà del Novecento, degli sviluppi della moda e dell’arte e le reciproche interferenze, dei cambiamenti principali nel modo di intendere la figura della donna nella società e nella moda e delle nuove forme, nuovi materiali.
A cura del Gruppo Scrittori Ferraresi

Incontro con l’autoregiovedi 9 giugno 2022 ore 17

L’ultima soluzione. 1977: estate di sangue a Baura

Presentazione del libro di Lauro Marzola

Dialoga con l’autore Maurizio Ganzaroli –direttore della Galleria d’arte “Il Rivellino”
(Sarà proiettato in anteprima  il  suo cortometraggio “La casa delle finestre murate” e un video con opere di artisti italiani della galleria da lui scelti per atmosfere che si legano a quelle del libro presentato.)
Faust edizioni, I nidi, 2022
Nel giugno del 1977 a Baura, ruspante frazione in provincia di Ferrara dove la vita si dipana quieta nelle sue abitudini, si preannuncia una di quelle tipiche estati padane in cui il sole «ha una sposa pedante che si chiama umidità». Nella settecentesca Villa Belli, tra i suoi altolocati ospiti, fervono i preparativi per le vacanze che trascorreranno insieme in una sfavillante croc iera. Sotto la cenere dei rapporti interpersonali cova, però, la scintilla del Male che – alimentata dalle passioni, dalle gelosie e dalla cupidigia – accende il fuoco della tragedia: il sangue inizia a scorrere quella notte, con due morti apparentemente inspiegabili. Tutti sono indiziati, ognuno con un valido movente: tradimento, vendetta o tornaconto economico? Chi è, o chi sono i colpevoli? In quei giorni, inoltre, un allevatore di maiali del paese (la cui prima moglie è scomparsa dodici anni prima in circostanze misteriose) si presenta alle au torità per denunciare che la sua attuale seconda moglie si è allontanata da casa… A scavare dentro queste due storie parallele, nell’acqua di torbidi sentimenti nera come un canale di campagna, sarà chiamato il ferrarese Luciano Alberti, baffuto commissario capo della locale Questura, ex partigiano e poliziotto d’altri tempi. Coadiuvato dall’ispettore capo Nicola Pavani, anch’egli ferrarese, un esuberante dongiovanni in jeans Fiorucci a zampa d’elefante e Ray-Ban Aviator, e dall’ispettore Claudio Capece detto ‘o Polipo, erculeo napoletano buon padre di famiglia, il commissario Alberti cercherà di far luce su quella estate di sangue, sospesa tra un film poliziottesco di Maurizio Merli e un panino all’Ustariaza in via Piangipane, tra un ciclomotore Califfone e un’ormonale serata alle Cupole di Tamara, tra la musica di Onda Radio Libera 102 e la Giulia 1600 verde oliva della Polizia. Una Fe rrara con i telefoni a gettoni e i cinema di paese, che non esiste più.
Lauro Marzola è nato a Ferrara nel 1957. Dall’infanzia ai diciotto anni ha vissuto a Torino, ma come ogni emigrante il suo cuore è rimasto fortemente legato alla terra natale e al paese di Baura, dove ogni anno trascorreva le vacanze. Nel 1978 è tornato definitivamente a casa e dal 1982 ha iniziato a lavorare nel settore ambientale per il Comune di Ferrara. Accanito lettore di fumetti e libri noir, nutre una passione particolare per autori quali Léo Malet e Georges Simenon. Il romanzo d’esordio “L’ultima soluzione” è il primo della saga che vede protagonista il commissario ferrarese Luciano Alberti.
 

Conferenze e Convegnigiovedi 9 giugno 2022 ore 20.30 – Evento senza diretta streaming

Lo Shabbat: il cuore della vita ebraica

Progetto Ziccaron – Conoscenza e diffusione dell’ebraismo italiano

A cura di Bruno Poggi
Tra i numerosi precetti che l’ebraismo prescrive lo Shabbat ha sempre occupato un posto fondamentale nel cuore dell’ebreo osservante. E’ la più importante delle ricorrenze del calendario ebraico e si sussegue di settimana in settimana scandendo il ritmo dell’anno nella vita individuale, familiare e in quella della comunità.
L’osservanza dello Shabbat comporta l’esecuzione di due categorie di precetti: quelli positivi, che implicano un’azione da compiere e che rientrano nel precetto “ricorda il giorno del sabato per santificarlo”, (Esodo 20, I dieci comandamenti), e quelli negativi, che impongono l’astensione da una serie di lavori ed opere che rientrano nel precetto “osserva il giorno del sabato per santificarlo”.

Il progetto Ziccaron (che in ebraico significa “memoria”) si basa su un assunto fondamentale: che la Shoah non incorpora e non esaurisce la specificità ebraica. Il ricordo di questa tragedia non deve essere rivolto al passato ma, al contrario, deve rivolgersi al futuro. In questa ottica la conoscenza del mondo ebraico e dell’ebraismo deve essere implementata per sconfiggere il principale terreno di coltura dell’antisemitismo: la scarsa conoscenza, quando non una vera e propria ignoranza, sugli ebrei e l’ebraismo. 
Per raggiungere tale scopo il Progetto Ziccaron mette a disposizione dei  cittadini ferraresi 40 Borse di Studio (senza vincolo di scadenza temporale) per poter frequentare la Yeshivah Tiferet ha-Torah una scuola di ebraismo e cultura ebraica online che offre numerosi corsi su questo argomento.

Il progetto proseguirà anche la prossima settimana con:
Martedi 14  giugno – Gli “strumenti” dell’ebraismo: Talled, Tefillin e Mezuzah
Giovedi 16 giugno – Dimmi come mangi e ti dirò chi sei: la Kasherut, ovvero le norme alimentari ebraiche


In collaborazione con la scuola ebraica Yeshivah Tiferet ha-Torah e il Servizio Biblioteche e Archivi del Comune di Ferrara

Invito alla letturavenerdi 10 giugno 2022 ore 17

Le emozioni della lettura

Pomeriggio di presentazioni e letture da parte dei soci dell’Olimpia Morata

 Introducono Roberto Gamberoni e Cinzia Brancaleoni
L’Associazione Circolo culturale “Olimpia Morata” APS è intitolata alla illustre latinista nata a Ferrara nel 1526 e cresciuta presso la corte estense durante il ducato di Ercole II D’Este. L’Associazione fondata nel 1995 opera nel campo della Cultura e delle Arti per promuovere realtà contemporanee su tutto il territorio nazionale con interessanti e stimolanti scambi con realtà culturali che svolgano attività in tal senso. E’ apolitica e apartitica
Agisce per il coinvolgimento di ogni persona, Associazione o Istituzione pubblica o privata che possa collaborare all’insegna della cultura e dell’arte legata alla contemporaneità dei nuovi ingegni. Partecipa da diversi anni ad eventi artistici ( Biennale Internazionale d’Arte di Ferrara e Milano Art Fair) e letterari, quale Il Maggio Dei Libri promosso dal Ministero dei Beni Culturali, oltre a molteplici mostre, presentazioni e conferenze durante tutto l’anno in sedi prestigiose e storiche di Ferrara, Milano, Venezia, Roma. Ospita Artisti e Scrittori sempre interessanti e di grande interesse organizzando anche incontri musicali e concerti I suoi soci sono spesso poeti, pittori e scrittori che attivamente partecipano e sono noti per la loro passione.
Ha sede a Ferrara, presso lo Studio L’Altrove di Francesca Mariotti, sua presidente, in via Palestro 31.
A cura dell’Associazione Olimpia Morata
 
 

Incontro con l’autorelunedi 13 giugno 2022 ore 17

Daoyin, l’arte del nutrimento vitale

Presentazione del libro di Fabio Smolari

Edizioni Valigie Rosse, 2021
Introduce Marcello Girone Daloli
“L’arte del nutrimento vitale” è l’insieme di tutte le tecniche e le conoscenze atte a promuovere una vita salutare e longeva. Già a partire dal V sec. a.C. il sogno di “vivere a lungo senza invecchiare” era un’aspirazione condivisa da molti aristocratici ed asceti cinesi, e tra i vari metodi individuati per perseguire lo scopo, l’esercizio fisico fu uno dei più indagati. Nacque così il daoyin, esercizio che unisce attività respiratoria, mentale, fisica e automassaggio al fine di regolare la circolazione di energia e sangue all’interno del corpo, strumento per il benessere ma anche forma di prevenzione e ausilio alla cura, nonché metodo per la coltivazione psicofisica dell’individuo.
Fabio Smolari (1965), sinologo, ex-atleta della nazionale italiana wushu (arti marziali cinesi), ha dedicato la sua vita allo studio e alla divulgazione delle arti del corpo e della cultura cinese. L’incontro a Pechino nel 1992 con il maestro Zhang Guangde (1932-2022) lo conduce al daoyin, disciplina della quale questo volume descrive la storia, la teoria e le caratteristiche, i legami con la medicina tradizionale cinese, con la filosofia e con le scienze mediche e motorie moderne.

Scarica la locandina Incontri con la spiritualità applicata 2022

Incontro con l’autoremartedì 14 giugno 2022 ore 17

Disequilibri stabili (racconti)

Presentazione del libro di Maurizia Torza

Prefazione di Renato Barilli
Cicorivolta Edizioni, 2022
Dialoga con l’autrice Francesca Boari
Sono le sette. All’improvviso nella camera già inondata di luce, dato che le finestre non hanno né scuri, né tende, la radio dà la sveglia con le note improvvise e invadenti di una musica sinfonica. Il volume è talmente alto che le fa balzare il cuore in gola. La storia si ripete ogni mattina, saprà poi. I vicini non si lamentano? Lui continua a dormire e a russare pesantemente. Non sente? Poi squilla il telefono con un trillo normale. Quello lui lo avverte, risponde e ringrazia. È il bidello dell’istituto che lo chiama per svegliarlo, come ogni giorno, quando il professore ha lezione. Come può sentire il telefono e non Mozart o Bach sparati a mille?…
Maurizia Torza è nata a Cremona. Si è laureata in Lettere Moderne e specializzata in Storia dell’Arte. Ha svolto attività di ricerca presso il Dipartimento delle Arti Visive di Bologna,  collaborato all’organizzazione di mostre e pubblicato recensioni e saggi su riviste specialistiche. A Ferrara, dove vive, è stata per trent’anni docente di Storia dell’Arte presso il Liceo Ariosto.

Conferenze e Convegnimartedi 14 giugno 2022 ore 20.30 – Evento senza diretta streaming

Gli “strumenti” dell’ebraismo: Talled, Tefillin e Mezuzah

Progetto Ziccaron – Conoscenza e diffusione dell’ebraismo italiano

A cura di Bruno Poggi 
L’osservanza di talune mitzvot richiede l’utilizzo di alcuni “strumenti specifici”. Essi sono:
I Tefillin: Sono i filatteri, ossia due scatolette di cuoio che si legano sul braccio sinistro e sulla testa. Dentro queste due scatolette sono contenuti due fogli di pergamena con su scritto i quattro brani della Torah inerenti ad essi. I Tefillin si indossano tutti i giorni all’infuori dello Shabbat, delle feste e del giorno 9 di Av.
Il Talled: L’ordine di indossare delle frange agli angoli dei vestiti, “ZIZZIT”, si trova scritto nella Torah. Il suo scopo è quello che la Torah stessa ci dice: “Lo vedrete e vi ricorderete le mizvot che il Signore vi ha dato”. Quindi secondo i Maestri della Mishnà, il Talled va indossato soltanto la mattina e proprio per il fatto che è scritto “Lo vedrete”, il Talled va indossato tutti i giorni. Vi sono due tipi di Talled: l’uno è più piccolo, “Talled Katan“, e va indossato tutto il giorno sotto i vestiti; l’altro più grande e si indossa soltanto durante le Tefillot della mattina
La Mezuzah: è composta ora da un piccolo foglio di pergamena contenente i primi
due brani dello Shemà, dove viene affermata l’unicità divina, l’obbligo di studiare ed insegnare la Torah ai propri figli e quindi l’obbligo di affiggere la Mezuzah.

Il progetto Ziccaron (che in ebraico significa “memoria”) si basa su un assunto fondamentale: che la Shoah non incorpora e non esaurisce la specificità ebraica. Il ricordo di questa tragedia non deve essere rivolto al passato ma, al contrario, deve rivolgersi al futuro. In questa ottica la conoscenza del mondo ebraico e dell’ebraismo deve essere implementata per sconfiggere il principale terreno di coltura dell’antisemitismo: la scarsa conoscenza, quando non una vera e propria ignoranza, sugli ebrei e l’ebraismo. 
Per raggiungere tale scopo il Progetto Ziccaron mette a disposizione dei  cittadini ferraresi 40 Borse di Studio (senza vincolo di scadenza temporale) per poter frequentare la Yeshivah Tiferet ha-Torah una scuola di ebraismo e cultura ebraica online che offre numerosi corsi su questo argomento.

Il progetto si concluderà
Giovedi 16 giugno – Dimmi come mangi e ti dirò chi sei: la Kasherut, ovvero le norme alimentari ebraiche

In collaborazione con la scuola ebraica Yeshivah Tiferet ha-Torah e il Servizio Biblioteche e Archivi del Comune di Ferrara

Invito alla letturaMercoledi 15 giugno 2022 ore 17

Chiare Fresche Pagine

Consigli di lettura per l’estate 2022

A cura della Banda del Libro
L’estate incombe, il caldo ci attanaglia già. Si prospettano mesi torridi e uno dei refrigeri da non farsi mancare saranno sicuramente un bell’elenco di freschissimi libri.
I consigli dell’estate della Banda del Libro ancora una volta sono qui per questo. 
Mari, oceani, colline, montagne, laghi, campagna, un paio di occhiali da sole e del tempo per appassionanti pagine di romanzi.
Uno degli impegni imperdibili di ogni anno in compagnia della passione straripante per la parola scritta torna mercoledì 15 giugno ore 17.00 in Biblioteca Ariostea e sul canale youtube dedicato.
La Banda del Libro non fa distinzione di genere, sottogenere o tipologia, unica regola il libro deve appassionare e far appassionare.
 

Società, sociologia

Drogati

Il sogno – meglio, l’incubo – prospettato da Kalergi si sta progressivamente concretizzando. Un rimodellamento del mondo e della realtà completamente nuovi e opposti alla nostra conoscenza fino ad ora vissuta. Un sistema liquido, per dirla alla Bauman, senza popoli e identità; una confusa massa amorfa e indifferenziata dominata da una élite finanziaria transnazionale; una mescolanza anarchica di sessualità perversa e di pulsioni immorali; una proletarizzazione diffusa senza le qualità del proletariato ed una classe medio – borghese degradata al livello della sussistenza. Niente frontiere, né differenze monetarie – forse un paio – e comunque tutte digitalizzate ed elettronizzate. Anche il governo mondiale sarà digitalizzato – lo conferma Klaus Schwab, che afferma come “i governi devono altresì acquisire consapevolezza che è in atto una transizione del potere decisionale da attori pubblici a soggetti privati e da istituzioni consolidate a network spesso non ben definiti”. Un sistema di potere fantasma che stravolgerà il senso del lavoro, l’idea di educazione, la struttura societaria: tutto già ben avviato con il lavoro a domicilio, la didattica a distanza e la distruzione della famiglia.
Quindi, il dominio della finanza, in perfetta collusione con la tecnocrazia, sta attuando il Nuovo Ordine Mondiale, con la sovrintendenza della teologia transumanista, con buona pace dei cultori del buonismo globalista e del pacifismo meticcio.

Ma se non capiamo cosa sta accadendo, il cambiamento del mondo accadrà comunque, ma senza di noi, vocianti e persi nel nostro immenso non sapere, non capire, quindi non sapere come agire.

arrivato oggi