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Biblioteca Ariostea (parte I)

Incontro con l’autoreLunedi 3 ottobre 2022 ore 17

Melodia per anime spezzate

Presentazione del libro di Sara Carli

Brè edizioni, 2020
Dialoga con l’Autrice Gianluca Fusi
Emozioni, palpiti e avventure di un gruppo di ragazzi che si incontrano in Accademia. Hanno un unico desiderio: realizzare il loro sogno e riuscire a emergere nel difficile mondo dello spettacolo. Caterina ha la lingua tagliente e ama attirare gli sguardi su di sé. Eve nasconde le proprie insicurezze dietro un sorriso e sogna di diventare un’attrice. Oscar vive da sempre nell’ombra del padre e cerca il suo riscatto. E infine loro due, Luca e Viola. Lei, intrappolata dalla paura di non essere abbastanza, sfiora la vita tra un passo di danza e l’altro. Lui, parlantina sciolta e testa tra le nuvole, trova nella musica l’unico modo per mettere ordine nel caos che ha dentro. Tra Roma, Milano e viaggi da sogno a New York e Las Vegas si snodano insicurezze e paure, mentre si instaurano legami tanto inaspettati quanto profondi, dando vita a un romanzo popolato da persone determinate e da personaggi disposti a tutto per sfondare. Storie d’amore che si intrecciano. Amicizie che si trasformano in risentimento. Fragilità e timidezze che devono essere sconfitte, dolorosi viaggi nel passato che devono essere affrontati. Tra coreografie, canzoni e musica, nascono amori veri, fioriscono sentimenti di rivincita e ostilità. Ma soprattutto vengono messe in evidenza le passioni e le debolezze dei ragazzi, sviscerate con toni lievi e delicati. Una narrazione in tre volumi che fa sognare, dove l’amore e i sogni si rincorrono come note su uno spartito.

Incontro con l’autoremartedì 4 ottobre 2022 ore 17

Il pensiero occidentale dai presocratici al postmoderno

Presentazione del libro di Renato Barilli

Alla luce del materialismo storico culturale
Mimesis Edizioni – Eterotopie – 2022

Nel presente volume si delinea un percorso che non segue gli approcci tradizionali ma tenta di proporre soluzioni originali per intendere sia il compito dei presocratici sia il ruolo dei sofisti, cercando inoltre di rispondere al quesito della nascita delle tre religioni monoteiste in Asia minore. È qui evidente anche l’esclusione, o revisione critica, di etichette famose come “Rina- scimento”, “modernità”, “Romanticismo”, il dissidio tra età contemporanea e postmodernità. Il tutto alla luce di un metodo definito di materialismo storico culturale.
Renato Barilli, nato a Bologna nel 1935, docente universitario, nominato emerito dell’Università di Bologna, autore di numerosi studi in storia dell’arte, della letteratura ed estetica. http://www.renatobarilli.it

Scarica la Locandina Renato Barilli

Incontro con l’autoreMercoledi 5 ottobre 2022 ore 17

Attrazioni fatali. Una storia di donne e potere in una corte rinascimentale

Presentazione del libro di Jean Claude Maire Vigueur

Il Mulino 2022
Ne parlano con l’autore Matteo Provasi e Silvana Vecchio
Intrighi, amori, gelosie, rivalità nella corte estense di Ferrara: questi i temi  che si intrecciano nel volume, che mette a fuoco  uno dei drammi  familiari e politici più emblematici del Rinascimento, lo scontro tra i figli di Ercole d’Este, culminato nell’accecamento di Giulio per ordine del fratello Ippolito, poi imprigionato a vita assieme al fratello Ferrante. Il saggio ricostruisce gli eventi con una scrittura fluida e avvincente senza mai rinunciare al  rigore storico,  colloca il dramma familiare in un più vasto contesto culturale che spazia dalla politica all’economia, dalla pedagogia alla psicologia  e ci restituisce un affresco complessivo  della corte più brillante ed elegante del Rinascimento italiano agli inizi del ‘500.
A cura dell’Associazione Amici della Biblioteca Ariostea
 

Conferenze e Convegnigiovedi 6 ottobre 2022 ore 17

Primo Evento Internazionale sul Pensiero Ospitale

Festival di “Cultura Diffusa” in Emilia Romagna – Tema: “FUTURO”

Saluti di Paolo Tanganelli (Direttore del Dipartimento di Studi Umanistici UNIFE)
Introduce e modera Alessandro Balboni (Assessore ai Rapporti UNIFE del Comune di Ferrara)


Ritorna MENS-A 2022, l’unico Festival di “Cultura Diffusa” in Emilia-Romagna. 60 studiosi internazionali a confronto sul tema: FUTURO, con incontri, recital, tavole rotonde.
Il Tema di quest’anno è molto importante per contrastare il periodo di immobilità legato al Coronavirus, alle tensioni generate dal conflitto in corso e delineare l’importanza della progettualità culturale e sociale come sprone all’idealità, imprenditorialità e all’agire futuro.
Ogni idea di futuro prende avvio da un “tradere”. Così conoscere il futuro di ieri, può aiutarci a pensare il futuro di domani. Qualcosa da costruire incessantemente attraverso l’azione comune e solidale di una molteplicità di soggetti che producono non tanto un “valore aggiunto”, quanto piuttosto una realtà continuamente aumentata. Il Pensiero Ospitale e negoziale, è ancora più importante oggi, vista l’attuale vicinanza con la Guerra. E’ necessario apprenderlo e che sia di formazione.
Si svolge a Bologna, Modena, Reggio Emilia, Parma, Vignola, Ravenna e Ferrara. 
A Ferrara farà tappa in biblioteca Ariostea, la parola significativa sarà MAESTRI e ospiterà:

– Giuseppe Biondi (Unipr) “Maestri- Seneca e la tragedia del potere”
– Roberto Celada Ballanti (Unige) “Maestri- Socrate e l’etica della domanda”
– Massimo Montanari (Unibo) “Maestri- Marc Bloch e il mito delle origini”

Il Festival è ideato da Beatrice Balsamo con Unibo (Dip. di Storia Culture Civiltà, Dip. Giuridico e di Scienze della qualità della Vita) UNIMORE (Dip. Giuridico e Umanistico) e Unipr (Dip.Umanistico), Unife (Dipartimento di Studi Umanistici), Accademia di Belle Arti di Bologna, Ass. Cultura Regione Emilia Romagna, e patrocinato dai Comuni sopra indicati. Rilascia i crediti formativi agli studenti Unibo, UNIMORE, Unipr, dell’Accademia di Belle Arti/BO e ai Docenti delle scuole medie e superiori, essendo un progetto MIUR.
Ingresso gratuito


https://www.mens-a.it/
MENS-A 2022 – Festival di “Cultura diffusa” in Emilia Romagna

Scarica la Locandina MENS-A 2022 Ferrara

EventiVenerdi 7 ottobre 2022 dalle ore 9 alle ore 19

Cento parole per la salute

Maratona di lettura LILT

Una lunga storia, quella della Lega Italiana per la Lotta contro i Tumori – unico Ente Pubblico vigilato dal Ministero della Salute con l’obiettivo di diffondere la “cultura della prevenzione” come metodo di vita per un futuro senza cancro. Quasi 100 anni, che verranno celebrati nel 2022, dedicati ai malati di cancro, ai loro famigliari e allo sviluppo di campagne, iniziative e progetti volti alla diffusione dei corretti stili di vita come prima efficace arma per difendersi dai tumori.
Nell’ambito delle iniziative celebrative del Centenario LILT 2022, l’Associazione Provinciale LILT di Ferrara organizza una maratona di lettura di testi attinenti alle tematiche LILT, per un coinvolgimento condiviso di riflessione e confronto.
L’evento sarà ospitato nella Biblioteca Ariostea, in Sala Agnelli dalle 9 alle 19.
                Programma
ore 9:00  Apertura Maratona di lettura LILT e saluto delle Autorità  
ore  9:30 Letture a cura degli studenti delle scuole    (Scuola Media Cosmè Tura, Istituto Orio Vergani, Liceo Ariosto)
ore  11:00 Cura e scrittura, testimonianze di vissuti  a cura di lettori volontari (info e prenotazioni  a 3409780408 segreteria@legatumoriferrara.it)
ore  15:30 Leggere poesie, a cura di  poeti e attori
ore  16:15 Leggere un classico,  un attore legge brani da  L’uomo dal fiore in bocca di L. Pirandello
ore  17:00 Asta di Beneficienza  (opere mandala eseguite da pazienti  e operatori LILT)
ore  17:45 Concerto,  Coro delle Mondine di Porporana
ore  19:30  Luci e parole: letture in Piazza del Municipio
ore  22:00 Accensione del mandala luminoso
ore  22:30 Chiusura della Maratona di lettura LILT

Organizzazione: Associazione Provinciale di Ferrara APS
C.so della Giovecca, 203 – 44121 Ferrara
Cell. 3409780408 e-mail: ferrara@lilt.it http://www.legatumoriferrara.it
A cura dell’Associazione Provinciale LILT di Ferrara, in collaborazione con il Consorzio Eventi Editoriali e con il patrocinio del Comune di Ferrara

Scarica la  Brochure Maratona di Lettura LILT 7 ottobre 2022

Conferenze e ConvegniLunedi 10 ottobre 2022 ore 17

Letteratura e omosessualità

Donne che si amano: censura, scandalo e successi nei romanzi di Patricia Highsmith dagli anni ’50 ai ’90

Interviene Margherita Giacobino, scrittrice e saggista 
Nel 1952 Patricia Highsmith pubblica il suo secondo romanzo, Carol, ma lo fa con lo pseudonimo Claire Morgan. La prima edizione fu censurata e la stessa Highsmith faticò a trovare un editore disposto a pubblicare la storia di una relazione lesbica. Ma l’enorme successo del pubblico cambiò le sorti del romanzo e fu l’inizio di una lunga carriera che si concluse solo con la morte dell’autrice avvenuta nel 1995 anno del suo ultimo romanzo Idilli d’estate. L’amore omosessuale e lesbico attraversa il corpo letterario della scrittrice statunitense, mutando nei decenni con l’evolversi di una società che, anche se faticosamente, mette in discussione norme sociali e convenzioni che la stessa Highsmith aveva avuto il coraggio di sfidare già all’inizio della sua carriera.
Secondo appuntamento del ciclo “Il lunedi dei libri proibiti” a cura di Arcigay Ferrara Gli Occhiali d’Oro, nuova rassegna di incontri dedicata alla letteratura che ha subito censura o ha fatto scandalo in anni nei quali parlare esplicitamente di omosessualità, lesbismo, bisessualità e identità di genere era “proibito”, era un tabù. Il ciclo di tre conferenze attraversa la narrativa di autori e autrici che hanno trovato il coraggio di uscire dall’invisibilità per parlare dell’amore e degli amori non convenzionali, di sessualità, di corpi non conformi, contribuendo in maniera decisiva alla decostruzione di norme sociali, stereotipi e pregiudizi, percorso ancora attuale e non concluso. Il prossimo incontro è previsto lunedì 7 novembre 2022.

Incontro con l’autoreMartedi 11 ottobre 2022 ore 17

Criptocorsie

Presentazione del libro di Gilberto Isella

Book Editore, 2021
Dialoga con l’autore Massimo Scrignoli

Criptocorsie. Corsie sepolte eppure paradossalmente contigue alle visibili, ricordi che emergono e riaffondano nell’oblío. “Portico scavato sotto strada, / oscura brezza in trasparente libagione” scriveva Isella in Arepo (2018): per accedere a tali corsie vengono richiesti pedaggi e contropedaggi, ma è sempre il ticket valido a mancare. Sul loro sfondo un Essere frastornato, o da prospettarsi come pura ipotesi, enigma. L’’Essere motore di stratificazioni in progress, accumulate nel reale cosí come appare ai sensi e all’intelletto umani. Eventi di cui il Dio ignoto, supportato da angeli astuti, firma l’incomprensibile regia.In questa nuova raccolta poetica, Gilberto Isella prosegue la sua consueta ricerca di coordinate in grado di orientare il soggetto umano in un mondo sempre piú complesso e in preda al disordine, sul piano sia ontologico che etico, come già nel precedente Arepo (Book Editore 2018, fin alista al Premio Camaiore 2019 e al Premio Città dell’Aquila 2019).
Gilberto Isella (Lugano 1943) è tra i piú importanti poeti svizzeri contemporanei. È stato vice-presidente del Pen Club, centro della Svizzera Italiana. Come critico si occupa in particolare di poesia contemporanea e teoria letteraria. Ha tradotto dal francese Charles Racine, Jacques Dupin e Bernard Vargaftig. Per il teatro ha scritto Messer Bianco vuole partire e Il giardino della vita e ha pubblicato diverse importanti raccolte poetiche.

Incontro con l’autoreMercoledi 12 ottobre 2022 ore 17

Rita Levi-Montalcini e il suo maestro

Presentazione del volume a cura di Marco Piccolino

Edizioni ETS, 2021
Dialogano con il curatore Marco Bresadola e Simona Capsoni
Innumerevoli le occasioni in cui Rita Levi-Montalcini ha raccontato la sua vita, e ancor più innumerevoli quelle in cui la sua storia è stata narrata da scienziati, giornalisti, scrittori, cineasti. Basta però spingere lo sguardo oltre la superficie per capire che la vicenda di Rita, della sua vita, delle sue scoperte, e in particolare del rapporto con il suo Maestro, Giuseppe Levi, è ancora tutta da svelare, e soprattutto da decostruire rispetto alla narrazione che lei stessa ne fa, e che è quasi invariabilmente il riferimento di chi su di lei ha scritto. Ampiamente basato su ricerche storiche approfondite e su conoscenze dirette, questo libro si sforza di offrire una diversa rappresentazione della storia, facendo un particolare ricorso alla forza suggestiva delle immagini, molte delle quali qui pubblicate per la prima volta. Tra i contributi, un prezioso inedito di Maria Gattone, moglie di Gino Levi-Montalcini, che ricostruisce le vicende della famiglia negli anni della guerra. Giuseppe Levi, il Maestro nella storia di questo volume, è una figura centrale della biologia del Novecento. È soprattutto grazie a lui se negli anni bui del fascismo si sviluppò in Italia una scuola di biologia sperimentale di respiro internazionale, a partire dalla quale fiorirono, per iniziativa di alcuni allievi particolarmente brillanti, alcune delle maggiori scoperte della biologia moderna. Insieme con la moglie Lidia Tanzi, Levi è anche il protagonista di Lessico famigliare, il libro scritto dalla figlia Natalia Ginzburg, e la sua vicenda si situa dunque in modo naturale all’intersezione delle “due culture”. Sorprendentemente, come questo volume suggerisce, tale collocazione è applicabile anche alla personalità e all’opera dell’Allieva.

Accadde in Italia

Concert-conference a cura di Pierclaudio Fei e Sara Surico

Accadde in Italia è un percorso che prende l’avvio dalle più belle immagini di Strumenti ad Arco ritratti nell’Arte pittorica dal Trecento in avanti e arriva, col far suonare quegli stessi Strumenti accuratamente ricostruiti, a fare sentire al pubblico il suono dell’antico. La  Concert-Conference, è un’ esperienza “live con proiezioni di immagini, video e esecuzione dal vivo di Musiche originali su Strumenti Medievali e Rinascimentali  e alcune dissertazioni artistiche sui capolavori pittorici a cura della dott.ssa Sara Surico”
Tutto quello che riguarda la Musica ha carattere universale, è di tutti ed è per tutti! Gli antefatti delle origini del Violino, cioè la storia per suoni ed immagini che sto esplorando col Progetto Accadde in Italia, hanno infatti visto la luce in tutta Europa e in tutti quei Paesi che durante il Medioevo e il Rinascimento stavano sviluppando la loro Cultura Musicale.
Pierclaudio Fei è nato a Firenze nel 1966 e, diplomatosi in Violino nel 1988 col Maestro Massimo Nesi presso il Conservatorio di Ferrara, ha successivamente conseguito il Diploma di Viola studiando con Julie Shepherd (Conservatorio di Perugia, 1996) e, sotto la guida di Alessio Barsotti, il Diploma di Trombone (Conservatorio di Livorno, 1998). Dedicatosi sempre con uguale interesse alla Musica da Camera e all’attività orchestrale, ha collaborato con Musicisti quali Felix Ayo, Cristiano Rossi, Salvatore Accardo, Luciano Pavarotti, Cecilia Gasdia, Alberto Zedda, Gustav Kuhn, Sonny Rollins, ecc

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La storia si fa da sé

Fonte: Pierluigi Fagan

Il tema del post è, in parte, culturale partendo da un libro. Il punto è, in breve, che negli ultimi decenni le questioni principali della nostra forma di vita associata, sono state monopolizzate da questioni economiche. Nel tempo, si è diffusa una incerta ma comunque abbastanza spessa, coltre di conoscenza di questo argomento. Molti amici economisti o con specifica cultura relativa obietteranno che questa presunta “cultura” non c’è affatto e quando c’è è distorta. Senz’altro, è sempre tutto relativo al parametro di comparazione. Proprio in termini di comparazione relativa però, ora che il paradigma economico sta lasciando il campo di gravità centrale dei fenomeni del mondo al paradigma delle relazioni internazionali-politica estera-geopolitica, si nota maggiormente la totale e diffusa ignoranza che i più hanno dell’argomento. Ci sono cose di questo argomento, come di ogni argomento, i fondamentali diciamo, che sarebbe bene avere altrimenti il dibattito pubblico non progredisce e si finisce a discutere del perché l’acqua è liquida con gente che non sa nulla né di acqua, né di proprietà emergenti. Che poi sono i più arrabbiati, quelli con cui ogni discussione è vana poiché primitiva, confusa, inquinata da apriori infondati potenziati da ansia indotta.
E veniamo al caso specifico. Si tratta del libro di un particolare tipo di storico, uno storico di relazioni internazionali, Pierre Grosser, specializzato nella sfera asiatica. Dico subito che non consiglio particolarmente la lettura se non avete un interesse specifico, è tra l’altro un libro faticoso. L’oggetto specifico è lo sviluppo della storia sotto il profilo delle relazioni internazionali e sfere di potenza in Asia, nel Novecento, da poco prima l’inizio del secolo al 1991.
Esplicitamente o implicitamente, il libro dice tre cose.
La prima è quanto poco senso ha la nostra condivisa visione della storia recente totalmente centrata sulla sfera occidentale. Che sia occidentale o orientale, la “sfera” è appunto tale, un tutt’uno. Dall’Impero russo poi sovietico a quello britannico, dai francesi agli americani, dal doppio conflitto mondiale alla guerra fredda, dalla bomba atomica alle vicende del comunismo in atto, nulla si può comprendere delle loro logiche di sviluppo, se non si inquadra anche il quadrante orientale coi suoi attori (Giappone, Cina, India, Pakistan, Coree, Vietnam, Indonesia etc.) specifici, mossi da logiche indigene. È questo un punto epistemologico importante, il come tagliamo i nostri oggetti di conoscenza per semplificarli, qui il caso è geo-storico, ma più in generale è un problema gnoseologico. Economisti che non sanno nulla di geopolitica, geopolitici che non sanno nulla di economia, entrambi che non sanno nulla di storia o storia culturale, religione e molto altro. Noi proiettiamo la forma che ha preso la nostra conoscenza divisa in discipline su un intero, il mondo e pretendiamo di ridurre il mondo al taglio disciplinare e poi ideologico di cui siamo “esperti”. Questo è un problema strutturale, si dovrebbe cominciare a parlarne poiché problemi come le questioni ecologiche, la nuova guerra fredda o forse calda, le politiche di energia, certo l’economia e la finanza (dalla fine della globalizzazione ingenua al problema delle valute di riserva), le guerre, tra cui quella per il primato tecnologico, presuppongono trame intrecciate di cose che troviamo in più discipline. Poiché l’Io penso è sempre individuale ed è sempre l’unico forno in cui è possibile cucinare una pietanza nel suo complesso, al di là degli inviti certo utili a far colloquiare tra loro esperti di varie discipline, ci sarebbe forse bisogno di allargare il campo di formazione ad alcuni generalisti relativamente esperti, che possano poi legare tra loro gli esperti disciplinari specifici.
La seconda cosa che dice il libro sebbene in maniera implicita, è quanto sia complesso ovvero intrecciato ed aggrovigliato in sé stesso il campo in questione, il campo della relazioni internazionali, geopolitica, sfere di potenza. La lettura l’ho definita “faticosa” perché vengono sì citati velocemente i fatti storici, dalla guerra navale russo-nipponica a Tienanmen, ma la loro conoscenza è data per scontata, non vengono raccontati. Quello che viene raccontato continuamente è invece un groviglio del tipo: “A era preoccupato che B lo potesse aggredire così si è appoggiato a C, il quale però aveva interesse a D che però era alleato di B, così ha fatto un accordo segreto con A, e proprio quando s’è trattato di far guerra preventiva ad A, B ha dichiarato guerra a D con cui però B aveva buoni rapporti, creando un problema che … etc.”. Di mezzo ci sono tranelli, trucchi, propaganda, falsi movimenti, complotti, alleanze, alleanza tradite, accordi segreti, dissimulazioni, inganni, sgambetti tra potenze ed aspiranti tali, trattati scritti e poi stracciati, con leader che emergono da dinamiche di potere spesso non analizzate per riduzione di complessità, popolazioni che hanno sempre e comunque un peso non indifferente nelle scelte operate, secondo loro mentalità propria o più spesso indotta. Essendo poi uno “storico” propriamente detto cioè non solo un narratore di fatti a loro volta letti da qualche parte, Grosser fa a volte riferimento a documenti de-secretati o archivi resi disponibili a posteriori, che mostrano la contraddittorietà ed a volte l’incertezza stessa della trama storica che poi noi leggiamo come un flusso ordinato e più o meno coerente. Lo si nota perché i più invitati al proscenio degli eventi del mondo recente, scambiano le narrazioni coi fatti, per carità sempre complicati da accertare ma insomma che gli asini non volano è un fatto.
La terza cosa è poi un insieme di cose che sono poi i contenuti propri del libro e delle sue analisi. In breve, l’Asia è ovviamente un mondo nel mondo. Nella prima fase di questo secolo sfalsato, è stata vittima abbastanza inerte dell’imperialismo e colonialismo europeo e solo a rimorchio e perifericamente, americano. Russi, francesi, britannici, olandesi, tedeschi, spagnoli, portoghesi, scrivono pagine di storia, non gloriosa invero, appena un secolo fa quando oggi sembra incomprensibile come queste nazioni avessero così tanta brama e potere di poterla soddisfare. La bellezza monumentale delle capitali di questi stati europei è spesso fatta con la ricchezza estorta con violenza armata dall’Asia e da altre parti di mondo che ormai si sono emancipate o sono cadute in altro dominio. Lo si sottolinea per ragioni funzionali, non morali. Questa situazione svolta in una transizione violenta come al solito condotta dalla guerra, la guerra ha spesso questa funzione storica di comprimere tanto in poco (tempo), riducendo la complessità di certi passaggi. Nel caso, due guerre mondiali o una guerra in due fasi più una coda (Corea, Vietnam, due Afghanistan ed altri conflitti minori locali). Estromessi gli europei, rimangono un Giappone normalizzato ed ormai dependance degli US che però ad un certo punto sembra sfidare sul piano economico, l’Unione Sovietica in genere più interessata all’Europa che all’Oriente, in stabile competizione anche con la Cina ormai maoista (magari alcuni studiando il lungo conflitto di potenza tra Unione Sovietica, Cina, diretto o via Corea del Nord, Vietnam e Cambogia, scoprirebbero che il motore del conflitto non è sempre necessariamente il capitalismo o che molte insurrezioni “comuniste” erano soprattutto nazionaliste, alla faccia dell’internazionalismo che è cosa teorica più che concreta) divaricazione in cui si infilano gli indiani, i pachistani, gli americani, i vietnamiti. Dopodiché termina la guerra fredda, scompare per il momento il giocatore russo ed inizia nel 1979 la pax asiatica che dura tutt’oggi, anche se sembra andare incontro a nuove turbolenze. Dal ’46 al ’79 l’80% dei morti in guerre è stato in Asia, da allora ad oggi solo il 4%. Tra guerre, carestie (il Grande Balzo cinese) e massacri interni (tra cui l’Indonesia), nuove potenze atomiche (India, Pakistan, Corea del Nord), emerge un nuovo equilibrio di scambi economici e la nuova realtà multipolare che in Asia è dato di fatto. Sono 562 pagine di grovigli per 100 anni quindi nessuna sintesi può darne conto.
Quindi: tra riarmo giapponese (anche nucleare?), nuove alleanze militari promosse dagli US, agitazione della delicatissima questione Taiwan, il rapporto complicato tra Cina ed India (spesso via Russia), crisi politica pakistana, possibile crisi economica nel sud-est (Asean), lotte egemoniche sul modello (democrazia di mercato o vari tipi di potere politico dominante), questioni identitarie-confinarie lascito del disordine geografico-politico dell’Impero britannico, ma anche vecchie ruggini storiche locali che non si cancellano nella memoria storica se non col tempo, sovra-estensione russa (Ucraina, Artico, Siria, Africa), questione energetiche e valutarie, sei-più-una potenze atomiche (Russia, Cina, Corea del Nord, USA, India, Pakistan, ma con UK sempre pronta a tornare in gioco), scossoni procurati alla rete globalizzata che tanto ha beneficiato il quadrante, come chiude l’Autore: Nel XXI secolo, la storia del mondo si deciderà ancora in Asia.
Sfere di potere, logiche e fatti da conoscere, sfere di conoscenze, questo era il menù del post, pesante come il libro, mi spiace ma non ho saputo far di meglio.

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Saggio sulla lucidità

di

Enrico Sbriglia

02 settembre 2022

Saramago non è tornato

È un testo che mi ha sempre inquietato, forse perché osserva, con un umanesimo spietato, le nostre società e i nostri modelli di Stato, che presumeremmo avanzati in tema di democrazia, quantomeno dichiarata, ancorché malamente praticata. Il titolo del libro, di Josè Saramago, è “Saggio sulla lucidità”. Descrive uno scenario di delusione verso la politica, le istituzioni e i suoi rappresentanti, esprimendo una insofferenza verso i governanti che assomiglia terribilmente ai momenti drammatici che stiamo vivendo, seppure pare che quest’ultimi siano percepiti in modo banale, distante, dalla generalità. Al massimo, avvertiti e tradotti visibilmente negli aumenti progressivi del costo del gas, nel rialzo dell’inflazione; nell’invito, al momento ancora silenziato, ad adottare stili di vita più sobri in tema di consumi, soprattutto di quelli riferiti all’energia e alla mobilità, nonché nei trasporti.

Il libro racconta di ciò che accade in una indefinita città del Portogallo, in occasione di una tornata elettorale nel corso della quale si registra un’astensione massiccia, maggioritaria, del corpo elettorale e di come tale accadimento venga interpretato dalle forze politiche di Governo e di opposizione come fatto eversivo. Una testimonianza palese di un ordito di trame finalizzate a sovvertire il sacro ordine costituito. Una congiura, forse, ispirata da potenze straniere e nemiche che intendono in tal modo sovvertire il sistema. Da lì una reazione governativa progressiva e violenta verso i cittadini, che risulteranno tutti sospettati di far parte della trama, mentre per converso i politici che l’autore, premio Nobel per la letteratura nel 1998, indica come appartenenti al partito di mezzo, oppure di destra o di sinistra, non si discostano assolutamente da una lettura condivisa e univoca che vede negli elettori non più la fonte d’ispirazione delle proprie azioni e programmi politici, ma il nemico: il nemico d’abbattere. Nel racconto, che si sviluppa come un giallo, c’è il richiamo a una epidemia che ha colpito il Paese qualche tempo prima, determinando la cecità di quanti si siano infettati: quanta similitudine con il dramma del Covid che abbiamo vissuto in questi due ultimi anni e che ancora stiamo combattendo. O meglio, subendo!

Nel frattempo, però, si avvicina anche per noi cittadini italiani, sempre più involuti nel ruolo di sudditi che intendono imporci, l’ennesima incomprensibile scadenza elettorale, quasi come se non fossimo in uno stato di guerra, ancorché non palesemente dichiarata, mentre i parolai di una politica senza più pensiero critico, dopo avere umiliato e mutilato il Parlamento con una legge suicida, ingaggiano tra loro la sfida delle promesse vuote e impossibili, sventolando il cencio di un Eldorado, ognuno con la propria visione di un avvenire radioso e progressivo, dimentichi tutti delle regole basilari dell’economia politica, del fatto che andrebbero sempre indicati i cespiti certificati delle risorse che si potrebbero impiegare. E poi quali redditi verrebbero effettivamente penalizzati, quali politiche economiche – in un’ottica di armonizzazione con quelle dell’Unione europea e confortata da essa – si dovrebbero intraprendere, quali ulteriori e necessari sacrifici dovremmo intraprendere.

No, meglio esibire le paillette e mostrine, meglio ostentare a ogni piè sospinto i crocifissi al collo di Cristi con il capo inclinato. Così, almeno loro, non vedranno e sentiranno le cose che si propinano agli elettori. Meglio lanciare promesse sulla flat-tax, con la solita tiritera degli aiuti alle famiglie, aggiungendo semmai la proposta di ripristinare il servizio di leva obbligatorio per i nostri giovani, mostrando un tempismo e una capacità di leggere i tempi terribili che stiamo vivendo che, ancora una volta, sanno raccontare della lontananza della politica dalla sensibilità e dai timori diffusi tra la gente, nelle famiglie, qualunque esse siano, monocellulari, ordinarie, allargate, multicolori.

Chi, infatti, affiderebbe a questa amorfa classe politica le proprie figlie e i propri figli, o la nipoteria, soprattutto nei momenti difficili che il Paese sta vivendo. Chi si fiderebbe di loro, della loro autorevolezza e del loro senso dello Stato, della loro ragionevolezza e capacità di ponderazione? I sacrari militari, che costellano il nostro Paese, dove riposano inquieti migliaia di ragazzini dai più diversi dialetti e dalle uniformi bucherellate, che non ebbero la fortuna di tornare a provare la carezza di una madre, che non conobbero l’amore di una donna, il piacere di accarezzare un figlio, d’impegnarsi nel lavoro e nella società, ormai sembra che non contino più niente, mentre cresce in tanti la consapevolezza che una sparuta minoranza di cittadini, i quali il 25 settembre pure esprimeranno una scelta partitica, consentiranno a delle forze politiche, qualunque esse saranno, di governare con numeri insignificanti, con percentuali che un tempo sarebbero state intestate alla minoranza, un’Italia piegata.

Sì, è proprio il trionfo di una politica sinistra, che nulla ha di liberale e convintamente democratico e partecipativo. E nessun Saramago italiano sembra più in grado di descriverla. Che almeno la smettessero di dire bugie!

http://www.opinione.it/politica/2022/09/02/enrico-sbriglia_saramago-democrazia-stato-liberale-partecipazione/