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Biblioteca Ariostea (parte I)

Incontro con l’autoreLunedi 3 ottobre 2022 ore 17

Melodia per anime spezzate

Presentazione del libro di Sara Carli

Brè edizioni, 2020
Dialoga con l’Autrice Gianluca Fusi
Emozioni, palpiti e avventure di un gruppo di ragazzi che si incontrano in Accademia. Hanno un unico desiderio: realizzare il loro sogno e riuscire a emergere nel difficile mondo dello spettacolo. Caterina ha la lingua tagliente e ama attirare gli sguardi su di sé. Eve nasconde le proprie insicurezze dietro un sorriso e sogna di diventare un’attrice. Oscar vive da sempre nell’ombra del padre e cerca il suo riscatto. E infine loro due, Luca e Viola. Lei, intrappolata dalla paura di non essere abbastanza, sfiora la vita tra un passo di danza e l’altro. Lui, parlantina sciolta e testa tra le nuvole, trova nella musica l’unico modo per mettere ordine nel caos che ha dentro. Tra Roma, Milano e viaggi da sogno a New York e Las Vegas si snodano insicurezze e paure, mentre si instaurano legami tanto inaspettati quanto profondi, dando vita a un romanzo popolato da persone determinate e da personaggi disposti a tutto per sfondare. Storie d’amore che si intrecciano. Amicizie che si trasformano in risentimento. Fragilità e timidezze che devono essere sconfitte, dolorosi viaggi nel passato che devono essere affrontati. Tra coreografie, canzoni e musica, nascono amori veri, fioriscono sentimenti di rivincita e ostilità. Ma soprattutto vengono messe in evidenza le passioni e le debolezze dei ragazzi, sviscerate con toni lievi e delicati. Una narrazione in tre volumi che fa sognare, dove l’amore e i sogni si rincorrono come note su uno spartito.

Incontro con l’autoremartedì 4 ottobre 2022 ore 17

Il pensiero occidentale dai presocratici al postmoderno

Presentazione del libro di Renato Barilli

Alla luce del materialismo storico culturale
Mimesis Edizioni – Eterotopie – 2022

Nel presente volume si delinea un percorso che non segue gli approcci tradizionali ma tenta di proporre soluzioni originali per intendere sia il compito dei presocratici sia il ruolo dei sofisti, cercando inoltre di rispondere al quesito della nascita delle tre religioni monoteiste in Asia minore. È qui evidente anche l’esclusione, o revisione critica, di etichette famose come “Rina- scimento”, “modernità”, “Romanticismo”, il dissidio tra età contemporanea e postmodernità. Il tutto alla luce di un metodo definito di materialismo storico culturale.
Renato Barilli, nato a Bologna nel 1935, docente universitario, nominato emerito dell’Università di Bologna, autore di numerosi studi in storia dell’arte, della letteratura ed estetica. http://www.renatobarilli.it

Scarica la Locandina Renato Barilli

Incontro con l’autoreMercoledi 5 ottobre 2022 ore 17

Attrazioni fatali. Una storia di donne e potere in una corte rinascimentale

Presentazione del libro di Jean Claude Maire Vigueur

Il Mulino 2022
Ne parlano con l’autore Matteo Provasi e Silvana Vecchio
Intrighi, amori, gelosie, rivalità nella corte estense di Ferrara: questi i temi  che si intrecciano nel volume, che mette a fuoco  uno dei drammi  familiari e politici più emblematici del Rinascimento, lo scontro tra i figli di Ercole d’Este, culminato nell’accecamento di Giulio per ordine del fratello Ippolito, poi imprigionato a vita assieme al fratello Ferrante. Il saggio ricostruisce gli eventi con una scrittura fluida e avvincente senza mai rinunciare al  rigore storico,  colloca il dramma familiare in un più vasto contesto culturale che spazia dalla politica all’economia, dalla pedagogia alla psicologia  e ci restituisce un affresco complessivo  della corte più brillante ed elegante del Rinascimento italiano agli inizi del ‘500.
A cura dell’Associazione Amici della Biblioteca Ariostea
 

Conferenze e Convegnigiovedi 6 ottobre 2022 ore 17

Primo Evento Internazionale sul Pensiero Ospitale

Festival di “Cultura Diffusa” in Emilia Romagna – Tema: “FUTURO”

Saluti di Paolo Tanganelli (Direttore del Dipartimento di Studi Umanistici UNIFE)
Introduce e modera Alessandro Balboni (Assessore ai Rapporti UNIFE del Comune di Ferrara)


Ritorna MENS-A 2022, l’unico Festival di “Cultura Diffusa” in Emilia-Romagna. 60 studiosi internazionali a confronto sul tema: FUTURO, con incontri, recital, tavole rotonde.
Il Tema di quest’anno è molto importante per contrastare il periodo di immobilità legato al Coronavirus, alle tensioni generate dal conflitto in corso e delineare l’importanza della progettualità culturale e sociale come sprone all’idealità, imprenditorialità e all’agire futuro.
Ogni idea di futuro prende avvio da un “tradere”. Così conoscere il futuro di ieri, può aiutarci a pensare il futuro di domani. Qualcosa da costruire incessantemente attraverso l’azione comune e solidale di una molteplicità di soggetti che producono non tanto un “valore aggiunto”, quanto piuttosto una realtà continuamente aumentata. Il Pensiero Ospitale e negoziale, è ancora più importante oggi, vista l’attuale vicinanza con la Guerra. E’ necessario apprenderlo e che sia di formazione.
Si svolge a Bologna, Modena, Reggio Emilia, Parma, Vignola, Ravenna e Ferrara. 
A Ferrara farà tappa in biblioteca Ariostea, la parola significativa sarà MAESTRI e ospiterà:

– Giuseppe Biondi (Unipr) “Maestri- Seneca e la tragedia del potere”
– Roberto Celada Ballanti (Unige) “Maestri- Socrate e l’etica della domanda”
– Massimo Montanari (Unibo) “Maestri- Marc Bloch e il mito delle origini”

Il Festival è ideato da Beatrice Balsamo con Unibo (Dip. di Storia Culture Civiltà, Dip. Giuridico e di Scienze della qualità della Vita) UNIMORE (Dip. Giuridico e Umanistico) e Unipr (Dip.Umanistico), Unife (Dipartimento di Studi Umanistici), Accademia di Belle Arti di Bologna, Ass. Cultura Regione Emilia Romagna, e patrocinato dai Comuni sopra indicati. Rilascia i crediti formativi agli studenti Unibo, UNIMORE, Unipr, dell’Accademia di Belle Arti/BO e ai Docenti delle scuole medie e superiori, essendo un progetto MIUR.
Ingresso gratuito


https://www.mens-a.it/
MENS-A 2022 – Festival di “Cultura diffusa” in Emilia Romagna

Scarica la Locandina MENS-A 2022 Ferrara

EventiVenerdi 7 ottobre 2022 dalle ore 9 alle ore 19

Cento parole per la salute

Maratona di lettura LILT

Una lunga storia, quella della Lega Italiana per la Lotta contro i Tumori – unico Ente Pubblico vigilato dal Ministero della Salute con l’obiettivo di diffondere la “cultura della prevenzione” come metodo di vita per un futuro senza cancro. Quasi 100 anni, che verranno celebrati nel 2022, dedicati ai malati di cancro, ai loro famigliari e allo sviluppo di campagne, iniziative e progetti volti alla diffusione dei corretti stili di vita come prima efficace arma per difendersi dai tumori.
Nell’ambito delle iniziative celebrative del Centenario LILT 2022, l’Associazione Provinciale LILT di Ferrara organizza una maratona di lettura di testi attinenti alle tematiche LILT, per un coinvolgimento condiviso di riflessione e confronto.
L’evento sarà ospitato nella Biblioteca Ariostea, in Sala Agnelli dalle 9 alle 19.
                Programma
ore 9:00  Apertura Maratona di lettura LILT e saluto delle Autorità  
ore  9:30 Letture a cura degli studenti delle scuole    (Scuola Media Cosmè Tura, Istituto Orio Vergani, Liceo Ariosto)
ore  11:00 Cura e scrittura, testimonianze di vissuti  a cura di lettori volontari (info e prenotazioni  a 3409780408 segreteria@legatumoriferrara.it)
ore  15:30 Leggere poesie, a cura di  poeti e attori
ore  16:15 Leggere un classico,  un attore legge brani da  L’uomo dal fiore in bocca di L. Pirandello
ore  17:00 Asta di Beneficienza  (opere mandala eseguite da pazienti  e operatori LILT)
ore  17:45 Concerto,  Coro delle Mondine di Porporana
ore  19:30  Luci e parole: letture in Piazza del Municipio
ore  22:00 Accensione del mandala luminoso
ore  22:30 Chiusura della Maratona di lettura LILT

Organizzazione: Associazione Provinciale di Ferrara APS
C.so della Giovecca, 203 – 44121 Ferrara
Cell. 3409780408 e-mail: ferrara@lilt.it http://www.legatumoriferrara.it
A cura dell’Associazione Provinciale LILT di Ferrara, in collaborazione con il Consorzio Eventi Editoriali e con il patrocinio del Comune di Ferrara

Scarica la  Brochure Maratona di Lettura LILT 7 ottobre 2022

Conferenze e ConvegniLunedi 10 ottobre 2022 ore 17

Letteratura e omosessualità

Donne che si amano: censura, scandalo e successi nei romanzi di Patricia Highsmith dagli anni ’50 ai ’90

Interviene Margherita Giacobino, scrittrice e saggista 
Nel 1952 Patricia Highsmith pubblica il suo secondo romanzo, Carol, ma lo fa con lo pseudonimo Claire Morgan. La prima edizione fu censurata e la stessa Highsmith faticò a trovare un editore disposto a pubblicare la storia di una relazione lesbica. Ma l’enorme successo del pubblico cambiò le sorti del romanzo e fu l’inizio di una lunga carriera che si concluse solo con la morte dell’autrice avvenuta nel 1995 anno del suo ultimo romanzo Idilli d’estate. L’amore omosessuale e lesbico attraversa il corpo letterario della scrittrice statunitense, mutando nei decenni con l’evolversi di una società che, anche se faticosamente, mette in discussione norme sociali e convenzioni che la stessa Highsmith aveva avuto il coraggio di sfidare già all’inizio della sua carriera.
Secondo appuntamento del ciclo “Il lunedi dei libri proibiti” a cura di Arcigay Ferrara Gli Occhiali d’Oro, nuova rassegna di incontri dedicata alla letteratura che ha subito censura o ha fatto scandalo in anni nei quali parlare esplicitamente di omosessualità, lesbismo, bisessualità e identità di genere era “proibito”, era un tabù. Il ciclo di tre conferenze attraversa la narrativa di autori e autrici che hanno trovato il coraggio di uscire dall’invisibilità per parlare dell’amore e degli amori non convenzionali, di sessualità, di corpi non conformi, contribuendo in maniera decisiva alla decostruzione di norme sociali, stereotipi e pregiudizi, percorso ancora attuale e non concluso. Il prossimo incontro è previsto lunedì 7 novembre 2022.

Incontro con l’autoreMartedi 11 ottobre 2022 ore 17

Criptocorsie

Presentazione del libro di Gilberto Isella

Book Editore, 2021
Dialoga con l’autore Massimo Scrignoli

Criptocorsie. Corsie sepolte eppure paradossalmente contigue alle visibili, ricordi che emergono e riaffondano nell’oblío. “Portico scavato sotto strada, / oscura brezza in trasparente libagione” scriveva Isella in Arepo (2018): per accedere a tali corsie vengono richiesti pedaggi e contropedaggi, ma è sempre il ticket valido a mancare. Sul loro sfondo un Essere frastornato, o da prospettarsi come pura ipotesi, enigma. L’’Essere motore di stratificazioni in progress, accumulate nel reale cosí come appare ai sensi e all’intelletto umani. Eventi di cui il Dio ignoto, supportato da angeli astuti, firma l’incomprensibile regia.In questa nuova raccolta poetica, Gilberto Isella prosegue la sua consueta ricerca di coordinate in grado di orientare il soggetto umano in un mondo sempre piú complesso e in preda al disordine, sul piano sia ontologico che etico, come già nel precedente Arepo (Book Editore 2018, fin alista al Premio Camaiore 2019 e al Premio Città dell’Aquila 2019).
Gilberto Isella (Lugano 1943) è tra i piú importanti poeti svizzeri contemporanei. È stato vice-presidente del Pen Club, centro della Svizzera Italiana. Come critico si occupa in particolare di poesia contemporanea e teoria letteraria. Ha tradotto dal francese Charles Racine, Jacques Dupin e Bernard Vargaftig. Per il teatro ha scritto Messer Bianco vuole partire e Il giardino della vita e ha pubblicato diverse importanti raccolte poetiche.

Incontro con l’autoreMercoledi 12 ottobre 2022 ore 17

Rita Levi-Montalcini e il suo maestro

Presentazione del volume a cura di Marco Piccolino

Edizioni ETS, 2021
Dialogano con il curatore Marco Bresadola e Simona Capsoni
Innumerevoli le occasioni in cui Rita Levi-Montalcini ha raccontato la sua vita, e ancor più innumerevoli quelle in cui la sua storia è stata narrata da scienziati, giornalisti, scrittori, cineasti. Basta però spingere lo sguardo oltre la superficie per capire che la vicenda di Rita, della sua vita, delle sue scoperte, e in particolare del rapporto con il suo Maestro, Giuseppe Levi, è ancora tutta da svelare, e soprattutto da decostruire rispetto alla narrazione che lei stessa ne fa, e che è quasi invariabilmente il riferimento di chi su di lei ha scritto. Ampiamente basato su ricerche storiche approfondite e su conoscenze dirette, questo libro si sforza di offrire una diversa rappresentazione della storia, facendo un particolare ricorso alla forza suggestiva delle immagini, molte delle quali qui pubblicate per la prima volta. Tra i contributi, un prezioso inedito di Maria Gattone, moglie di Gino Levi-Montalcini, che ricostruisce le vicende della famiglia negli anni della guerra. Giuseppe Levi, il Maestro nella storia di questo volume, è una figura centrale della biologia del Novecento. È soprattutto grazie a lui se negli anni bui del fascismo si sviluppò in Italia una scuola di biologia sperimentale di respiro internazionale, a partire dalla quale fiorirono, per iniziativa di alcuni allievi particolarmente brillanti, alcune delle maggiori scoperte della biologia moderna. Insieme con la moglie Lidia Tanzi, Levi è anche il protagonista di Lessico famigliare, il libro scritto dalla figlia Natalia Ginzburg, e la sua vicenda si situa dunque in modo naturale all’intersezione delle “due culture”. Sorprendentemente, come questo volume suggerisce, tale collocazione è applicabile anche alla personalità e all’opera dell’Allieva.

Accadde in Italia

Concert-conference a cura di Pierclaudio Fei e Sara Surico

Accadde in Italia è un percorso che prende l’avvio dalle più belle immagini di Strumenti ad Arco ritratti nell’Arte pittorica dal Trecento in avanti e arriva, col far suonare quegli stessi Strumenti accuratamente ricostruiti, a fare sentire al pubblico il suono dell’antico. La  Concert-Conference, è un’ esperienza “live con proiezioni di immagini, video e esecuzione dal vivo di Musiche originali su Strumenti Medievali e Rinascimentali  e alcune dissertazioni artistiche sui capolavori pittorici a cura della dott.ssa Sara Surico”
Tutto quello che riguarda la Musica ha carattere universale, è di tutti ed è per tutti! Gli antefatti delle origini del Violino, cioè la storia per suoni ed immagini che sto esplorando col Progetto Accadde in Italia, hanno infatti visto la luce in tutta Europa e in tutti quei Paesi che durante il Medioevo e il Rinascimento stavano sviluppando la loro Cultura Musicale.
Pierclaudio Fei è nato a Firenze nel 1966 e, diplomatosi in Violino nel 1988 col Maestro Massimo Nesi presso il Conservatorio di Ferrara, ha successivamente conseguito il Diploma di Viola studiando con Julie Shepherd (Conservatorio di Perugia, 1996) e, sotto la guida di Alessio Barsotti, il Diploma di Trombone (Conservatorio di Livorno, 1998). Dedicatosi sempre con uguale interesse alla Musica da Camera e all’attività orchestrale, ha collaborato con Musicisti quali Felix Ayo, Cristiano Rossi, Salvatore Accardo, Luciano Pavarotti, Cecilia Gasdia, Alberto Zedda, Gustav Kuhn, Sonny Rollins, ecc

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La storia si fa da sé

Fonte: Pierluigi Fagan

Il tema del post è, in parte, culturale partendo da un libro. Il punto è, in breve, che negli ultimi decenni le questioni principali della nostra forma di vita associata, sono state monopolizzate da questioni economiche. Nel tempo, si è diffusa una incerta ma comunque abbastanza spessa, coltre di conoscenza di questo argomento. Molti amici economisti o con specifica cultura relativa obietteranno che questa presunta “cultura” non c’è affatto e quando c’è è distorta. Senz’altro, è sempre tutto relativo al parametro di comparazione. Proprio in termini di comparazione relativa però, ora che il paradigma economico sta lasciando il campo di gravità centrale dei fenomeni del mondo al paradigma delle relazioni internazionali-politica estera-geopolitica, si nota maggiormente la totale e diffusa ignoranza che i più hanno dell’argomento. Ci sono cose di questo argomento, come di ogni argomento, i fondamentali diciamo, che sarebbe bene avere altrimenti il dibattito pubblico non progredisce e si finisce a discutere del perché l’acqua è liquida con gente che non sa nulla né di acqua, né di proprietà emergenti. Che poi sono i più arrabbiati, quelli con cui ogni discussione è vana poiché primitiva, confusa, inquinata da apriori infondati potenziati da ansia indotta.
E veniamo al caso specifico. Si tratta del libro di un particolare tipo di storico, uno storico di relazioni internazionali, Pierre Grosser, specializzato nella sfera asiatica. Dico subito che non consiglio particolarmente la lettura se non avete un interesse specifico, è tra l’altro un libro faticoso. L’oggetto specifico è lo sviluppo della storia sotto il profilo delle relazioni internazionali e sfere di potenza in Asia, nel Novecento, da poco prima l’inizio del secolo al 1991.
Esplicitamente o implicitamente, il libro dice tre cose.
La prima è quanto poco senso ha la nostra condivisa visione della storia recente totalmente centrata sulla sfera occidentale. Che sia occidentale o orientale, la “sfera” è appunto tale, un tutt’uno. Dall’Impero russo poi sovietico a quello britannico, dai francesi agli americani, dal doppio conflitto mondiale alla guerra fredda, dalla bomba atomica alle vicende del comunismo in atto, nulla si può comprendere delle loro logiche di sviluppo, se non si inquadra anche il quadrante orientale coi suoi attori (Giappone, Cina, India, Pakistan, Coree, Vietnam, Indonesia etc.) specifici, mossi da logiche indigene. È questo un punto epistemologico importante, il come tagliamo i nostri oggetti di conoscenza per semplificarli, qui il caso è geo-storico, ma più in generale è un problema gnoseologico. Economisti che non sanno nulla di geopolitica, geopolitici che non sanno nulla di economia, entrambi che non sanno nulla di storia o storia culturale, religione e molto altro. Noi proiettiamo la forma che ha preso la nostra conoscenza divisa in discipline su un intero, il mondo e pretendiamo di ridurre il mondo al taglio disciplinare e poi ideologico di cui siamo “esperti”. Questo è un problema strutturale, si dovrebbe cominciare a parlarne poiché problemi come le questioni ecologiche, la nuova guerra fredda o forse calda, le politiche di energia, certo l’economia e la finanza (dalla fine della globalizzazione ingenua al problema delle valute di riserva), le guerre, tra cui quella per il primato tecnologico, presuppongono trame intrecciate di cose che troviamo in più discipline. Poiché l’Io penso è sempre individuale ed è sempre l’unico forno in cui è possibile cucinare una pietanza nel suo complesso, al di là degli inviti certo utili a far colloquiare tra loro esperti di varie discipline, ci sarebbe forse bisogno di allargare il campo di formazione ad alcuni generalisti relativamente esperti, che possano poi legare tra loro gli esperti disciplinari specifici.
La seconda cosa che dice il libro sebbene in maniera implicita, è quanto sia complesso ovvero intrecciato ed aggrovigliato in sé stesso il campo in questione, il campo della relazioni internazionali, geopolitica, sfere di potenza. La lettura l’ho definita “faticosa” perché vengono sì citati velocemente i fatti storici, dalla guerra navale russo-nipponica a Tienanmen, ma la loro conoscenza è data per scontata, non vengono raccontati. Quello che viene raccontato continuamente è invece un groviglio del tipo: “A era preoccupato che B lo potesse aggredire così si è appoggiato a C, il quale però aveva interesse a D che però era alleato di B, così ha fatto un accordo segreto con A, e proprio quando s’è trattato di far guerra preventiva ad A, B ha dichiarato guerra a D con cui però B aveva buoni rapporti, creando un problema che … etc.”. Di mezzo ci sono tranelli, trucchi, propaganda, falsi movimenti, complotti, alleanze, alleanza tradite, accordi segreti, dissimulazioni, inganni, sgambetti tra potenze ed aspiranti tali, trattati scritti e poi stracciati, con leader che emergono da dinamiche di potere spesso non analizzate per riduzione di complessità, popolazioni che hanno sempre e comunque un peso non indifferente nelle scelte operate, secondo loro mentalità propria o più spesso indotta. Essendo poi uno “storico” propriamente detto cioè non solo un narratore di fatti a loro volta letti da qualche parte, Grosser fa a volte riferimento a documenti de-secretati o archivi resi disponibili a posteriori, che mostrano la contraddittorietà ed a volte l’incertezza stessa della trama storica che poi noi leggiamo come un flusso ordinato e più o meno coerente. Lo si nota perché i più invitati al proscenio degli eventi del mondo recente, scambiano le narrazioni coi fatti, per carità sempre complicati da accertare ma insomma che gli asini non volano è un fatto.
La terza cosa è poi un insieme di cose che sono poi i contenuti propri del libro e delle sue analisi. In breve, l’Asia è ovviamente un mondo nel mondo. Nella prima fase di questo secolo sfalsato, è stata vittima abbastanza inerte dell’imperialismo e colonialismo europeo e solo a rimorchio e perifericamente, americano. Russi, francesi, britannici, olandesi, tedeschi, spagnoli, portoghesi, scrivono pagine di storia, non gloriosa invero, appena un secolo fa quando oggi sembra incomprensibile come queste nazioni avessero così tanta brama e potere di poterla soddisfare. La bellezza monumentale delle capitali di questi stati europei è spesso fatta con la ricchezza estorta con violenza armata dall’Asia e da altre parti di mondo che ormai si sono emancipate o sono cadute in altro dominio. Lo si sottolinea per ragioni funzionali, non morali. Questa situazione svolta in una transizione violenta come al solito condotta dalla guerra, la guerra ha spesso questa funzione storica di comprimere tanto in poco (tempo), riducendo la complessità di certi passaggi. Nel caso, due guerre mondiali o una guerra in due fasi più una coda (Corea, Vietnam, due Afghanistan ed altri conflitti minori locali). Estromessi gli europei, rimangono un Giappone normalizzato ed ormai dependance degli US che però ad un certo punto sembra sfidare sul piano economico, l’Unione Sovietica in genere più interessata all’Europa che all’Oriente, in stabile competizione anche con la Cina ormai maoista (magari alcuni studiando il lungo conflitto di potenza tra Unione Sovietica, Cina, diretto o via Corea del Nord, Vietnam e Cambogia, scoprirebbero che il motore del conflitto non è sempre necessariamente il capitalismo o che molte insurrezioni “comuniste” erano soprattutto nazionaliste, alla faccia dell’internazionalismo che è cosa teorica più che concreta) divaricazione in cui si infilano gli indiani, i pachistani, gli americani, i vietnamiti. Dopodiché termina la guerra fredda, scompare per il momento il giocatore russo ed inizia nel 1979 la pax asiatica che dura tutt’oggi, anche se sembra andare incontro a nuove turbolenze. Dal ’46 al ’79 l’80% dei morti in guerre è stato in Asia, da allora ad oggi solo il 4%. Tra guerre, carestie (il Grande Balzo cinese) e massacri interni (tra cui l’Indonesia), nuove potenze atomiche (India, Pakistan, Corea del Nord), emerge un nuovo equilibrio di scambi economici e la nuova realtà multipolare che in Asia è dato di fatto. Sono 562 pagine di grovigli per 100 anni quindi nessuna sintesi può darne conto.
Quindi: tra riarmo giapponese (anche nucleare?), nuove alleanze militari promosse dagli US, agitazione della delicatissima questione Taiwan, il rapporto complicato tra Cina ed India (spesso via Russia), crisi politica pakistana, possibile crisi economica nel sud-est (Asean), lotte egemoniche sul modello (democrazia di mercato o vari tipi di potere politico dominante), questioni identitarie-confinarie lascito del disordine geografico-politico dell’Impero britannico, ma anche vecchie ruggini storiche locali che non si cancellano nella memoria storica se non col tempo, sovra-estensione russa (Ucraina, Artico, Siria, Africa), questione energetiche e valutarie, sei-più-una potenze atomiche (Russia, Cina, Corea del Nord, USA, India, Pakistan, ma con UK sempre pronta a tornare in gioco), scossoni procurati alla rete globalizzata che tanto ha beneficiato il quadrante, come chiude l’Autore: Nel XXI secolo, la storia del mondo si deciderà ancora in Asia.
Sfere di potere, logiche e fatti da conoscere, sfere di conoscenze, questo era il menù del post, pesante come il libro, mi spiace ma non ho saputo far di meglio.

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Saggio sulla lucidità

di

Enrico Sbriglia

02 settembre 2022

Saramago non è tornato

È un testo che mi ha sempre inquietato, forse perché osserva, con un umanesimo spietato, le nostre società e i nostri modelli di Stato, che presumeremmo avanzati in tema di democrazia, quantomeno dichiarata, ancorché malamente praticata. Il titolo del libro, di Josè Saramago, è “Saggio sulla lucidità”. Descrive uno scenario di delusione verso la politica, le istituzioni e i suoi rappresentanti, esprimendo una insofferenza verso i governanti che assomiglia terribilmente ai momenti drammatici che stiamo vivendo, seppure pare che quest’ultimi siano percepiti in modo banale, distante, dalla generalità. Al massimo, avvertiti e tradotti visibilmente negli aumenti progressivi del costo del gas, nel rialzo dell’inflazione; nell’invito, al momento ancora silenziato, ad adottare stili di vita più sobri in tema di consumi, soprattutto di quelli riferiti all’energia e alla mobilità, nonché nei trasporti.

Il libro racconta di ciò che accade in una indefinita città del Portogallo, in occasione di una tornata elettorale nel corso della quale si registra un’astensione massiccia, maggioritaria, del corpo elettorale e di come tale accadimento venga interpretato dalle forze politiche di Governo e di opposizione come fatto eversivo. Una testimonianza palese di un ordito di trame finalizzate a sovvertire il sacro ordine costituito. Una congiura, forse, ispirata da potenze straniere e nemiche che intendono in tal modo sovvertire il sistema. Da lì una reazione governativa progressiva e violenta verso i cittadini, che risulteranno tutti sospettati di far parte della trama, mentre per converso i politici che l’autore, premio Nobel per la letteratura nel 1998, indica come appartenenti al partito di mezzo, oppure di destra o di sinistra, non si discostano assolutamente da una lettura condivisa e univoca che vede negli elettori non più la fonte d’ispirazione delle proprie azioni e programmi politici, ma il nemico: il nemico d’abbattere. Nel racconto, che si sviluppa come un giallo, c’è il richiamo a una epidemia che ha colpito il Paese qualche tempo prima, determinando la cecità di quanti si siano infettati: quanta similitudine con il dramma del Covid che abbiamo vissuto in questi due ultimi anni e che ancora stiamo combattendo. O meglio, subendo!

Nel frattempo, però, si avvicina anche per noi cittadini italiani, sempre più involuti nel ruolo di sudditi che intendono imporci, l’ennesima incomprensibile scadenza elettorale, quasi come se non fossimo in uno stato di guerra, ancorché non palesemente dichiarata, mentre i parolai di una politica senza più pensiero critico, dopo avere umiliato e mutilato il Parlamento con una legge suicida, ingaggiano tra loro la sfida delle promesse vuote e impossibili, sventolando il cencio di un Eldorado, ognuno con la propria visione di un avvenire radioso e progressivo, dimentichi tutti delle regole basilari dell’economia politica, del fatto che andrebbero sempre indicati i cespiti certificati delle risorse che si potrebbero impiegare. E poi quali redditi verrebbero effettivamente penalizzati, quali politiche economiche – in un’ottica di armonizzazione con quelle dell’Unione europea e confortata da essa – si dovrebbero intraprendere, quali ulteriori e necessari sacrifici dovremmo intraprendere.

No, meglio esibire le paillette e mostrine, meglio ostentare a ogni piè sospinto i crocifissi al collo di Cristi con il capo inclinato. Così, almeno loro, non vedranno e sentiranno le cose che si propinano agli elettori. Meglio lanciare promesse sulla flat-tax, con la solita tiritera degli aiuti alle famiglie, aggiungendo semmai la proposta di ripristinare il servizio di leva obbligatorio per i nostri giovani, mostrando un tempismo e una capacità di leggere i tempi terribili che stiamo vivendo che, ancora una volta, sanno raccontare della lontananza della politica dalla sensibilità e dai timori diffusi tra la gente, nelle famiglie, qualunque esse siano, monocellulari, ordinarie, allargate, multicolori.

Chi, infatti, affiderebbe a questa amorfa classe politica le proprie figlie e i propri figli, o la nipoteria, soprattutto nei momenti difficili che il Paese sta vivendo. Chi si fiderebbe di loro, della loro autorevolezza e del loro senso dello Stato, della loro ragionevolezza e capacità di ponderazione? I sacrari militari, che costellano il nostro Paese, dove riposano inquieti migliaia di ragazzini dai più diversi dialetti e dalle uniformi bucherellate, che non ebbero la fortuna di tornare a provare la carezza di una madre, che non conobbero l’amore di una donna, il piacere di accarezzare un figlio, d’impegnarsi nel lavoro e nella società, ormai sembra che non contino più niente, mentre cresce in tanti la consapevolezza che una sparuta minoranza di cittadini, i quali il 25 settembre pure esprimeranno una scelta partitica, consentiranno a delle forze politiche, qualunque esse saranno, di governare con numeri insignificanti, con percentuali che un tempo sarebbero state intestate alla minoranza, un’Italia piegata.

Sì, è proprio il trionfo di una politica sinistra, che nulla ha di liberale e convintamente democratico e partecipativo. E nessun Saramago italiano sembra più in grado di descriverla. Che almeno la smettessero di dire bugie!

http://www.opinione.it/politica/2022/09/02/enrico-sbriglia_saramago-democrazia-stato-liberale-partecipazione/

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Biblioteca Ariostea

Incontro con l’autoreLunedi 12 settembre 2022 ore 17

Machina

Presentazione del libro di Alessandro Bergonzini

Dialoga con l’Autore Vainer Merighi
Dopo 2 mesi di malattia, l’8 aprile 1492, muore Lorenzo il Magnifico all’età di 43 anni, destabilizzando i complessi equilibri fra il Ducato di Milano, il regno di Napoli, lo Stato Pontificio e la Repubblica veneziana. Morte naturale o avvelenamento? Il giorno immediatamente successivo il suo medico personale viene trovato morto. Suicidio o omicidio? Il Cardinal Martini dovrà far luce su questa misteriosa vicenda, alla ricerca della verità nascosta in una selva di intrighi, congiure, lotte di potere, enormi interessi economici e… un congegno straordinario.
Alessandro Bergonzini è nato a Modena nel 1967. Dopo aver ultimato  gli studi di Economia e lavorato per un breve periodo a Londra, intraprende la carriera di dottore commercialista sempre nella sua città natale, ma, col nuovo millennio ,si riaccende in lui l’interesse letterario della sua infanzia ed inizia i suoi primi esperimenti di scrittura. Nel giardino della Salamandra è il suo primo romanzo pubblicato, ambientato nell’Europa del 1500. Seguono Naamah (2020) e Machina (2022).
 

Incontro con l’autoreMartedi 13 settembre 2022 ore 17

Kerouac

Presentazione della raccolta di racconti di Fabrizio Rinaldi

Albatros Editore, 2022
Prefazione di Barbara Alberti
Dialoga con l’Autore Cecilia Bolzani

Si tratta di otto racconti che hanno per protagonisti uomini e donne comuni, ai quali possono tuttavia accadere fatti “strani” o quantomeno particolari. Tali personaggi, per lo più inventati dall’autore, vivono esperienze le più diverse, ma tutte riconducibili al denominatore comune delle sorprese che la vita ci riserva; inaspettate e talvolta in-credibili, per quanto invece siano effettivamente realistiche. L’autore ha scelto di parlare in prima persona, ma sei racconti sono “invenzioni”, mentre due sono episodi reali accaduti allo scrittore. Uno degli scopi che si è prefisso Rinaldi, in questa raccolta di racconti, è invalidare la teoria dell’impossibilità di essere oggettivi rispetto alla materia trattata.
Fabrizio Rinaldi. Docente di Lettere e Filosofia, regista teatrale e operato-re culturale, Fabrizio Rinaldi, su consiglio di Fernanda Pivano, pubblica underground le sue prime poesie negli anni ‘70.  Nel 1983 esce il suo romanzo breve L’arcange-lo, per la casa editrice Ila Palma. Nel 2017 pubblica il noir Io sono Pietro, per la casa editrice Albatros, con la quale pubblica nel 2019 anche il giallo Ombre nella fortezza. Vive a Legnago (Verona).

Conferenze e ConvegniMercoledi 14 settembre 2022 ore 17

Federico da Montefeltro: mecenate illuminato di artisti e letterati

Conferenza di Alberto Andreoli

Martedì 10 settembre 1482, nel corso del primo anno della “Guerra del Sale” contro la Serenissima, moriva «de febre» a Ferrara il duca Federico da Montefeltro, «capitaneo zenerale de la Liga». Il sesto centenario dalla nascita del signore di Urbino (Gubbio, 1422) offre l’occasione per ripercorrerne le più significative tappe della carriera di condottiero, di uomo di stato, ma soprattutto di mecenate delle arti e delle lettere.
Per il ciclo “Non solo arte”. Conversazioni di storia dell’arte a Palazzo Paradiso, 6a edizione.
In collaborazione con la Società Dante Alighieri – Comitato di Ferrara APS.                                                                                                       

Incontro con l’autoreGiovedi 15 settembre 2022 ore 17

Sassolini di Pollicino

Presentazione del libro di Daniele Lugli

Edizioni La Carmelina, 2022
Gli arti­coli che sono raccolti in questo volume – scritti da Daniele Lugli per “Pollicino”, ri­vista del circolo ferrarese “Il raggio verde” di Legambiente, in un arco di tempo compreso tra il 2000 e il 2005 – hanno retto bene gli anni e a distanza di qualche decennio ci parlano ancora. Lo fanno a più livelli, come l’autore sa fare, con quello strabismo invidiabile che in uno stesso testo, o conversazione, accosta in un lampo il molto lontano con l’incredibilmente vicino e in quel transito ci riporta a quello che siamo, ripulisce le nostre lenti affinché possiamo capire più profondamente noi stessi e ciò che stiamo vivendo. Tra i temi: le diseguaglianze crescenti, la guerra, la crisi ambientale, l’inquina­mento dell’aria e dell’acqua, le religioni, e poi la violenza sulle don­ne, i diritti dei bambini, le migrazioni, il traffico, la città, la felicità, il futuro…
A cura del Consorzio Eventi Editoriali
 
 

Incontro con l’autoreVenerdi 16 settembre 2022 ore 17

Chris Amon. La sfortuna non esiste

Presentazione del libro di Emiliano Tozzi

Minerva Edizioni, 2022
Dialoga con l’Autore  Stefano Ravaglia
Raccontare la carriera di quell’unico pilota neozelandese alla guida delle vetture del Cavallino rampante, in tutta la storia dell’automobilismo sportivo, vincolata solamente al giogo della sfortuna non sarebbe giusto e nemmeno onesto. Nel tentativo d’immaginare, anche solo lontanamente, chi fosse realmente Chris Amon.  Dai suoi esordi nella terra d’origine fino a quella telefonata che portò il nome di Gilles Villeneuve all’attenzione di Ferrari, i risvolti che raccontano ancora oggi un pilota inimitabile furono molteplici e insospettabili. Un pilota straordinario, che non vada ricordato solamente per la sua incapacità di vincere un Gran Premio di Formula 1. Nonostante un talento fuori dal comune. Oltre quel mare, di eterna sfortuna.
Emiliano Tozzi (scrittore) è nato a Faenza (Ra) nel maggio del 1973. Quindici anni da cantante lirico, senza mai aver perso di vista le quattro ruote da corsa. È artefice del blog di automobilismo sportivo “Sinfonia Motore (la voce dell’a-sfalto)” online dal marzo 2017. Ha debuttato nel mondo dell’editoria nel 2018 col titolo “Quel giorno a Le Mans” pubblicato da Pacini Editore; nel suo libro ha raccontato l’esordio di Cetilar Racing, sul leggendario circuito della Sarthe, fino al loro ritorno su quella medesima pista un anno più tardi.

Invito alla letturasabato 17 settembre 2022 ore 10.30

LEGGERMENTE – Gruppo di lettura dedicato alle “discipline della mente”

“A libro aperto: una vita è i suoi libri” di Massimo Recalcati

A cura di  Giancarlo Moretti
Un incontro è un evento che taglia il percorso di una vita rendendola diversa da com’era prima. Per questo ogni vero incontro è un incontro d’amore, perché ci trasforma. E, come ci trasformano le persone in carne e ossa, ci trasformano anche le idee e le parole. Sono esistite, per ciascuno di noi, letture che hanno cambiato radicalmente la nostra vita, che l’hanno resa diversa da prima. Perché quel libro mi scuote? Forse perché in esso trovo le risposte o le domande che mi attraversano. In questo senso, leggere non è solo conoscere altri mondi e altre vite, ma è anche incontrare inaspettatamente pezzi del nostro mondo e della nostra vita. Un libro è importante quando mostra i miei fantasmi, quando affonda, per qualche ragione obliqua, nel mio essere più riposto, sorprendendomi e rivelandomi quello che sapevo già ma che non avevo ancora le parole per dire. In queste pagine Recalcati racconta tutt a la profondità di questa esperienza, aprendo anche lo scrigno dei suoi personali incontri di lettura e mostrandoci come leggere non sia erudizione, accumulazione, ma un modo per offrire alla vita l’occasione di un incontro con la parte più segreta di se stessa, rendendo possibile il suo rinnovamento, la sua espansione, l’acquisizione di una forma nuova. Perché un incontro con un libro è un incontro d’amore.
Info e iscrizioni :c.fiorini@edu.comune.fe.it Tel. 0532-418206   

Incontro con l’autoreLunedì 19 settembre 2022 ore 17

La meditazione tra essere e benessere: non c’è mindfulness senza buddhismo

Presentazione del libro di Raffaella Arrobbio

Introduce Marcello Girone Daloli

Il libro indaga l’apparente contiguità tra due mondi che -entrambi- si riferiscono alla pratica della meditazione. L’esposizione si muove tra il mondo della meditazione antica e quello contemporaneo specchiando la meditazione laica di oggi nella millenaria saggezza buddhista, e viceversa.
Raffaella Arrobbio, laureata in Filosofia e in Psicologia, ha lavorato per circa quarant’anni come psicoterapeuta. Parallelamente, a partire dagli anni ’70 del secolo scorso, inizia a studiare il Dharma Buddhista entrando poi, a partire dalla metà degli anni ’80, nel percorso di studio e pratica meditativa buddhista tradizionale sotto la guida di qualificati Maestri della scuola Karma Kagyu del Buddhismo Tibetano.
Libri pubblicati: Il Tesoro Nascosto -Le vie al benessere interiore, SEI editore, Torino, 2001; Gesù e Buddha in dialogo – Saggezza e Amore nel Buddhadharma e nei Vangeli, Lorenzo de’ Medici Press, Firenze, 2016.

Scarica la locandina  Locandina Incontri con la spiritualità applicata settembre_dicembre 2022

Incontro con l’autoreMartedi 20 settembre 2022 ore 17

L’enigma di corso Riviera. Una nuova indagine per Claire Fordiani.

Presentazione del libro di Moreno Po

Faust Edizioni, 2022. Collana di narrativa “I nidi”
Dialoga con l’Autore Davide Bertasi

Febbraio 2021. La piccola cittadina padana di Torraltéra, già stressata dall’angoscia della infinita pandemia, si risveglia con l’orrore di un fatto di sangue, avvenimento rarissimo per quella comunità ma non per le cronache nazionali che debbono registrare, purtroppo, l’ennesimo femminicidio in quel terribile inizio d’anno…

Dopo la buona accoglienza ricevuta dal suo romanzo d’esordio, Moreno Po ritorna con una nuova indagine di Clarissa ‘Claire’Fordiani, giornalista a contratto e insegnante precaria, appassionata di enigmi e di storie della sua terra. Tra suggestioni letterarie e racconti di fiumi vagabondi, anche questa volta per lei arriverà un finale inatteso.
Moreno Po è nato a Pilastri di Bondeno nel settembre del 1953, la domenica del patrono. Vive a Bondeno. Nella sua più che quarantennale vita professionale di architetto ha pubblicato numerosi saggi e articoli sulla protezione e valorizzazione del paesaggio, sulla pianificazione
territoriale strategica, sull’utilizzo delle risorse UE per lo sviluppo dell’economia locale.Suoi brevi racconti sono già comparsi su due antologie dedicate al Po (inteso come fiume). Nel luglio del 2021 ha visto la luce “L’Ortolano del Gamberone” (Faust Edizioni).
 

 
 

Incontro con l’autoreMercoledi 21 settembre 2022 ore 17

Lamé – Delitti in abito buono

Presentazione del libro di Gaia Conventi

Dialogano con l’Autrice Laura Bottoni e Teodora Liscio
Letture di  Roberto Gamberoni
VGS Libri, 2021
Che si tratti del sagrato di Santa Maria in Vado o dell’antica Biblioteca Ariostea, a Ferrara, la morte sa dove dare appuntamento senza risultare invadente. Probabilmente le dipartite letterarie sono le poche ad avere un senso: avviano il meccanismo di una trama e in qualche caso ne sono la soluzione ultima. Che siate accaniti lettori di noir o che questa sia la vostra prima volta, scoprirete che nella vita e nella morte c’è sempre un pizzico d’ironia che spesso risulta salvifica. Magari non per la vittima predestinata – dal fato e dall’autore – ma certamente per il lettore che, in quanto tale, deve ritenersi complice di ogni delitto qui narrato.
Gaia Conventi nasce nel Delta. Trascorre diversi anni a Ferrara tra letteratura e fotografia alla ricerca dello spritz perfetto. Invecchia felicemente, e senza fretta alcuna, in provincia, tra gatti e musicisti, gialli comici e noir cattivissimi. Sulla sua lapide farà scrivere: “Torno subito”, perché adora le soprese. Ha collezionato diversi riconoscimenti nazionali, dal Myfest di Cattolica alla pubblicazione nella collana dei Gialli Mondadori.
 
A cura dell’Associazione Culturale Olimpia Morata di Ferrara

Conferenze e ConvegniGiovedi 22 settembre 2022 ore 17

Suolo consumato, paesaggi erosi

Conversazione di Paola Bonora (UNIBO) presentata da Paola Roncarati (Garden club Ferrara)

La crisi ecosistemica che il pianeta sta attraversando ha molte concause. Una delle più impattanti è il consumo di suolo, termine con cui si indica la progressiva copertura e impermeabilizzazione, con cemento e asfalto, del manto superficiale della terra, conseguenza della ipertrofica dilatazione dei fenomeni di urbanizzazione e infrastrutturazione.  Nell’incontro si esamineranno le principali ripercussioni, che incrociano piano ambientale e versante economico.
Paola Bonora è stata docente ordinaria di Geografia all’Università di Bologna, Presidente di Corso di Laurea, Direttrice di Corsi di Alta formazione e di Master. Ha coordinato progetti di ricerca, è autrice di numerosi saggi e volumi, tra cui due libri sul consumo.
Sarà presente la presidente nazionale UGAI.A cura del Garden Club di Ferrara

Conferenze e Convegnivenerdi 23 settembre 2022 ore 17

Publio Virgilio Marone, Bucolica quarta: il ritorno dell’honestum?

Conferenza di Claudio Cazzola e Antonio Moschi

Anno 714 dalla fondazione di Roma = 40 avanti Cristo: a Brindisi viene stipulata la pace fra i triumviri Antonio ed Ottaviano, garante in console in carica Asinio Pollione, cui il testo della quarta bucolica virgiliana è dedicato. Le prospettive storiche aperte da questo trattato – presto deluse – si intrecciano con attese propagate da profezie messianiche di origine orientale, che preannunciano una palingenesi universale coincidente con la nascita di un “puer” – un messia in grado di restaurare la perduta “Felicitas temporum”. Il progetto di un rinnovato tempio antropologico vede  la nozione di “Honestum” come pietra angolare.

Per il ciclo “Elogio dell’onesto ignoto”, a cura dell’istituto Gramsci e dell’ Istituto di Storia Contemporanea di Ferrara
Scarica la locandina Elogio dell’onesto ignoto 2022

Conferenze e ConvegniLunedi 26 settembre 2022 ore 17

Letteratura e omosessualità

Pier Vittorio Tondelli e gli anni ’80: il manifesto di una generazione sotto censura

Intervengono: Enos Rota scrittore e studioso dell’opera tondelliana e Manuela Macario Presidente Arcigay Ferrara
Correva l’anno 1980 quando La Feltrinelli pubblicò l’opera prima di un giovane autore di Correggio, Pier Vittorio Tondelli. Gli Altri libertini, questo il titolo, si affacciò al nuovo decennio facendo subito scandalo. La scrittura autobiografica di Tondelli divenne il manifesto di una generazione che non aveva più voglia di nascondersi, una generazione che voleva avere voce. Altri libertini fu quella voce che parlava di sesso, di incontri occasionali, di omosessualità, ma anche di violenza, di bullismo, quello subito nelle caserme e fedelmente descritto nella sua seconda opera Pao Pao del 1982 sempre per Feltrinelli. Le opere di Tondelli furono censurate, considerate volgari, sequestrate. Ma il grande successo di pubblico e critica lo consacrò come uno degli esponenti di spicco della letteratura postmoderna. Pier Vittorio Tondelli, come molti omosessuali dell’epoca, morì di A ids nel 1991, dopo aver concluso il suo ultimo e potente romanzo, Camere Separate (Bompiani) che seguì lo straordinario successo di Rimini (1985 Bompiani). L’autore emiliano fu anche saggista e drammaturgo. In dieci anni ci lasciò una quantità di pagine oggi studiate in tutto il mondo. Un’eredità letteraria che ha contribuito in maniera decisiva nel cammino di autodeterminazione di tante persone omosessuali e lesbiche che hanno trovato il coraggio di non nascondersi più, di uscire dall’invisibilità nella quale ancora oggi molte persone LGBTI+ sono costrette.

​Per il ciclo “Il lunedi dei libri proibiti” a cura di Arcigay Ferrara Gli Occhiali d’Oro, nuova rassegna di incontri dedicata alla letteratura che ha subito censura o ha fatto scandalo in anni nei quali parlare esplicitamente di omosessualità, lesbismo, bisessualità e identità di genere era “proibito”, era un tabù. Il ciclo di tre conferenze attraversa la narrativa di autori e autrici che hanno trovato il coraggio di uscire dall’invisibilità per parlare dell’amore e degli amori non convenzionali, di sessualità, di corpi non conformi, contribuendo in maniera decisiva alla decostruzione di norme sociali, stereotipi e pregiudizi, percorso ancora attuale e non concluso. I prossimi incontri sono previsti per il 10 ottobre e il 7 novembre 2022.

Incontro con l’autoremartedì 27 settembre 2022 ore 17

La fanciulla senza mani e altre poesie

Presentazione del libro di Vicki Feaver

Interno Poesia Edizioni, 2022
A cura di Giorgia Sensi

Domesticità, femminilità, sessualità, violenza e passione sono i temi ricorrenti nella poesia di Vicki Feaver – poetessa britannica per la volta prima tradotta e pubblicata in Italia grazie alla curatela di Giorgia Sensi – con una predilezione per la riscrittura di fiabe e miti che fanno pensare ai racconti di Angela Carter in “The Bloody Chamber”. “La fanciulla senza mani e altre poesie” è un’antologia che riunisce poesie oneste e coraggiose, mai sentimentali, che seguono cronologicamente le fasi della vita dell’autrice: dalla bambina insicura che voleva diventare poeta e che diventerà la donna «sepolta sotto il ghiaccio / con parole che dentro bruciano»; all’interno del volume abitano poesie tenere e ironiche sulla sua infanzia, la famiglia, il rapporto a volte conflittuale con la madre, la ribellione adolescenziale, la paura della perdita della memoria, l’avanzare del l’età e delle fragilità.
Vicki Feaver (1943) è cresciuta a Nottingham. Ha cominciato a scrivere poesia quasi trentenne quando l’ultimo dei suoi quattro figli ha cominciato la scuola. Ha lavorato come docente di Lettere e Scrittura Creativa al West Sussex Institute, in seguito Università di Chichester, fino a diventare Emeritus Professor.
È autrice di quattro raccolte di poesia: Close Relatives (Secker 1981); The Handless Maiden (Cape 1994), vincitrice del Heinemann Award e finalista del Whitbread Prize; The Book of Blood (Cape 2006), finalista del Forward Prize e del Costa Prize; e I Want! I Want! (Cape 2019), finalista del Forward Prize. The Handless Maiden include le poesie ‘Lily Pond’, finalista dell’Arvon Foundation International Poetry Competition, e ‘Judith’, vincitrice del Forward Prize for Single Best Poem.
Nel 1993 Vicki Feaver ha ricevuto una Hawthornden Fellowship e nel 1999 un Cholmondeley Award. I suoi versi sono stati inclusi in diverse antologie di poesia contemporanea, tra le quali Penguin Modern Poets 2 (1995) (con Carol Ann Duffy e Eavan Boland); After Ovid (1996), una antologia di traduzioni dalle Metamorfosi di Ovidio, e The Penguin Book of Poetry from Britain and Ireland since 1945 (1998).
Vicki Feaver ora vive in Scozia. 

Incontro con l’autoreMercoledi 28 settembre 2022 ore 17

La pusiòn granda

Presentazione del libro di Marco Grimaldi

Edizioni Progetto Cultura (Roma), 2022
Introduzione e saluti di Federica Graziadei, presidente del Gruppo Scrittori Ferraresi
Presenta e dialoga con l’Autore Nicoletta Zucchini, vicepresidente del Gruppo Scrittori Ferraresi

Il romanzo si presenta come un affresco corale che ruota attorno alla famiglia Magri e alla sua tenuta agricola (la Pusiòn granda) durante la seconda guerra mondiale, tra il 1939 e1945. Le vicende si snodano sulle corde dell’amore, della passione, dei dissapori e delle contraddizioni di quel tempo. Non mancano tinte noir e gialle a movimentare la narrazione. Le ambientazioni sono diverse, infatti, i protagonisti vivono esperienze che spaziano da Ferrara a Trieste, dalla ex Jugoslavia alla Russia. Il mondo che ruota intorno alla “Pusiòn granda” accompagna il lettore in un viaggio nel tempo e nello spazio, tra lotte politiche e guerriglie, tra squadristi e partigiani, grandi ideali, usanze locali e aneddoti. I cerchi della vita si chiudono sempre, ma sorprendenti saranno i percorsi che prenderanno i nostri protagonisti per compierli.
Marco Grimaldi nasce a Ferrara dove tutt’ora vive, laureato in Scienze Biologiche, lavora come informatore scientifico. Le innate doti comunicative di cui è felicemente dotato, si sono trasformate nella necessità interiore di scrivere. Oltre al romanzo d’esordio, già altre opere nel cassetto sono in attesa di pubblicazione. “La pusiòn granda” è l’opera d’esordio arrivata finalista nel “Premio letterario Mangiaparole” di Roma del 2021.
A cura del Gruppo Scrittori Ferraresi
 

Incontro con l’autoreGiovedi 29 settembre 2022 ore 17

Sorelle. Storia letteraria di una relazione

Presentazione del libro di Monica Farnetti

Carocci Editore, 2022
Dialoga con l’Autrice Silvana Vecchio


Nel corso dei secoli molti scrittori e scrittrici hanno saputo vedere la forza che si sprigiona dalla relazione di sorellanza.  Biologica o simbolica che sia, la sorellanza è una forma che da sempre modella la materia della vita femminile,  una forma che la letteratura puntualmente registra, cogliendola nel rapporto con le sue diverse occasioni e accompagnando nel tempo la sua trasformazione. Il volume racconta come, grazie soprattutto all’esigenza di essere riconosciute intellettualmente, e alla precoce alzata d’ingegno (documentata a partire dal tardo Medioevo) che le porta a perseguire in gruppo questo obiettivo, le donne accedono alla scena pubblica e vi imprimono il loro segno, convertendosi da sorelle di pena a compagne di splendore.
A cura dell’Associazione Amici della Biblioteca Ariostea

Incontro con l’autoreVenerdi 30 settembre 2022 ore 17

La resa degli Dei. Il confine.

Presentazione del libro di L.M. Squarzoni

Edizioni ArgentoDorato, 2022 – collana Inchiostro Dorato
Dialoga con l’Autrice Eleonora Belletti
Il dono di Leonor è un segno di preveggenza e potere; lo ha ricevuto in quanto retaggio di un antico patto tra la casata dominante e gli dei. Un giorno, però, quel dono si rivela ambito anche da altre casate, e una serie di eventi misteriosi funestano il mondo diviso tra il giorno e la notte. La sua vita cambierà e forse nemmeno gli dei, ai quali è votata, potranno salvarla da un destino ineluttabile.
Lara Squarzoni nasce e vive a Ferrara. Laureata in Filosofia, impiega il tempo libero coltivando la propria inclinazione per le discipline umanistiche attraverso le arti visive e la scrittura. Per la prima volta pubblica un romanzo fantasy, frutto delle visioni prodotte dalla sua fervida immaginazione.

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Rebus

Fonte: Guido Dalla Casa

Ecco la situazione attuale del mondo, sintetizzata in poche righe:

–        I cambiamenti climatici, disastrosi per la loro rapidità, sono ormai evidenti e causati dalle attività proprie della civiltà industriale;

–        L’acqua, base della Vita, viene a mancare quasi ovunque (non piove dove dovrebbe);

–        La popolazione umana mondiale continua ad aumentare inesorabilmente;

–        I Cicli principali della Vita (fotosintesi, ciclo alimentare, impollinazione) sono alterati in modo evidente e pericolosissimo (cause sostanziali sono l’impiego dei pesticidi e una dieta umana carnivora);

–        La Biodiversità, essenziale per le capacità omeostatiche del Pianeta, è in diminuzione vertiginosa;

–        I rifiuti, indistruttibili e pericolosi, si accumulano sulla terra e negli oceani;

–        Molto presto la crisi alimentare mondiale sarà gravissima e incontrollabile.

L’Italia è piccola nel mondo, ma in questi problemi è dentro fino al collo.

  E’ incredibile constatare che, da quando è in corso la campagna elettorale, nessuno parla minimamente dei problemi di cui sopra. I politicanti, i partiti, le cosiddette “forze politiche”, pensano alle alleanze, ai litigi, alle accuse reciproche, a qualche stupido problemino locale e usano il solito linguaggio del secolo scorso (destra, sinistra, centro, e simili amenità). Neppure nei programmi, neppure nelle promesse “da non mantenere” compare il più piccolo accenno ai problemi reali.

  Se ci fosse un minimo di onestà intellettuale, un programma dovrebbe iniziare più o meno in questo modo: L’esperimento iniziato circa due secoli fa e denominato civiltà industriale è fallito, perché abbiamo constatato che è impossibile, dato che i suoi processi sono incompatibili con il funzionamento dell’Ecosfera, il sistema più grande di cui tutti facciamo parte. Proponiamo di uscirne gradualmente in questo modo.

 A questo punto ogni Movimento potrebbe esporre le sue proposte.

  Ma siamo lontanissimi, in un altro mondo. I politicanti pensano e parlano come nel secolo scorso. A questo punto, anche se possiamo condividere in parte il ragionamento di chi dice “Se non voti, è ancora peggio”, per chi credete di poter votare??

scuola

Una biblioteca scolastica

La presente esperienza è il fedele resoconto di un intero anno di prestiti bibliotecari nella sede staccata di un Liceo Scientifico con 5 classi (dalla prima alla quinta), 110 alunni, 17 insegnanti (ovviamente non tutti a orario pieno) in un paese che conta già una biblioteca comunale con circa 16.000 volumi.

Come tutti gli insegnanti sanno, quella del bibliotecario (anche se la legge 426/88 ne introduce la figura) è un’attività “volontaria”, di solito affidata all’insegnante di lettere, che dedica le ore di completamento del suo orario (supplenze permettendo) alla gestione della biblioteca ed al prestito librario.

L’introduzione dell’informatica (che però non è, di solito, nota all’insegnante di lettere) ha prodotto interessanti programmi per “aiutare” l’operatore bibliotecario nel suo compito; ma rimane sempre il grosso ostacolo della schedatura iniziale del patrimonio librario.

Nel caso in questione esso era così suddiviso:

1- narrativa straniera 144

2- narrativa italiana 219

3- classici della letteratura 19

4- poesia italiana e straniera 41

5- critica letteraria 227

6- storia della letteratura, linguistica 108

7- astronomia 19

8- matematica, fisica, chimica, informatica 98

9- biologia, medicina, antropologia 174

10- demografia, statistica 45

11- religione 27

12- psicologia, psichiatria, psicanalisi 26

13- pedagogia, didattica, politica scolastica 56

14- storia, economia, politica 315

15- filosofia, sociologia 178

16- cronaca e problemi contemporanei 45

17- latino 60

18- arte, fotografia, urbanistica, architettura 68

19- cinema, musica 61

20- teatro 70

21- francese 26

22- inglese 209

TOTALE 2235

Come si vede, un patrimonio di una certa consistenza, considerando le dimensioni dell’istituto, anche se non omogeneo, (come evidenzia meglio il grafico sottostante) visto che gli acquisti dipendono unicamente dalle richieste degli insegnanti (oltre che, naturalmente, dalle disponibilità finanziarie).

dotaazione libraria

Quello che si è fatto, per razionalizzare il prestito, è stato semplicemente riportarne i dati , oltre che sull’abituale supporto cartaceo, su un file di database, da cui abbiamo poi estratto le seguenti notizie.

Anzitutto il totale dei prestiti, in un anno scolastico, è stato di 232, suddivisi per classi secondo la seguente tabella

altri (insegnanti, ex-alunni) = 16

La evidente maggior concentrazione di prestiti nelle classi III e IV è dovuta al fatto che sono le classi in cui opera il bibliotecario, che coinvolge gli allievi in attività richiedenti l’uso della biblioteca.

Nel biennio, tradizionalmente, viene particolarmente richiesta la narrativa; mentre in quinta si cercano testi specifici per la preparazione dell’esame di maturità.

Più in dettaglio, il seguente grafico mostra la richiesta per generi, in valore assoluto e in percentuale (rapportata al totale della dotazione libraria):

prestito per generi

Agendo con criteri da “Auditel” si dovrebbe pensare a rafforzare i settori più richiesti, a scapito degli altri (la narrativa, insomma); mentre appare più “educativo” incoraggiare il “consumo” della saggistica, finalizzandolo però ad obiettivi di ricerca concreti.

Inoltre ci sono, anche all’interno delle categorie più apprezzate, libri mai richiesti, accanto ad altri più letti: estrapolando dalla nostra lista gli autori con più di tre preferenze, vediamo in testa Calvino, con 8 titoli; seguito da Asimov ed Eco, con 6; Dickens, con 5; Asor Rosa e Shakespeare, con 4; e una collana scientifico-tecnologica della Schaum, che, se si sommano i vari titoli, batte tutti gli altri.

Risulta abbastanza evidente, scorrendo i titoli, la rilevanza del “consiglio” dell’insegnante nella scelta del libro da leggere, ma non mancano casi (specialmente nel caso della letteratura di intrattenimento) di consigli tra allievi che si passano lo stesso libro, di solito all’ interno di una classe.

Nell tabellaa seguente sono riportati i “grandi lettori”, cioè quelli che haanno preso a prestito più di 3 libri:

SESSOClasseLibri
FIV7
MV4
MIV8
MIV4
MIII4
FIV15
MVI5
MIII5
FV14
MIV4
FIII4
FIV4
FIII5
FIII4
MIII4
FIII5
TOTALE 1696

Come si vede c’è una perfetta uguaglianza tra maschi e femmine; è presente un solo insegnante (il bibliotecario) e, ovviamente, la concentrazione per classi rispetta quella generale.

Da notare che queste 16 persone, da sole, hanno preso in prestito quasi la metà dei libri dell’anno (leggere meno, leggere tutti ?).

Infine un’ultima notazione riguardo alla durata del prestito, riassunta nel grafico sottostante:

durata del prestito

Come si vede la maggior concentrazione si ha entro il primo mese: ci sono casi di restituzioni brevissime, anche solo due giorni (presumibilmente in occasione di compiti in classe); il resto si distribuisce abbastanza equamente.

CONCLUSIONI

Chi fa uso delle statistiche di solito, oggi, lo fa per vendere meglio la sua merce; noi non crediamo che il libro debba esserlo (anche se sconfortanti segnali ci giungono dal mercato editoriale) e che la scuola, in questo caso, debba andare in controtendenza ripetto alla società.

L’inizio potrebbe essere:

  • che i professori sapessero dell’esistenza di una biblioteca scolastica nell’istituto in cui insegnano;
  • che sapessero usarla e farla usare.

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Letteratura

Il campo dei santi

su IBS

Il suo radicale cattolicesimo conservatore fu di ispirazione per molti dei suoi romanzi, spesso storie di genere utopico che raccontano del fallimento di ideologie come il liberalismo e il comunismo attraverso la restaurazione di una monarchia assoluta cattolica. Raspail stesso si dichiarò monarchico e nel suo romanzo del 1990 Sire auspicava il ritorno di un re in Francia che nel romanzo viene incoronato a Reims nel febbraio del 1999, il diciottenne Philippe Pharamond de Bourbon, diretto discendente della dinastia reale francese.

Nel suo romanzo più famoso, Il campo dei santi, pubblicato nel 1973, Raspail prefigurava un ipotetico collasso della civiltà occidentale per un’immigrazione di massa proveniente dal Terzo Mondo e in particolare dall’India agli inizi degli anni ’90. Il libro ricevette apprezzamenti alla sua uscita ma anche critiche per i suoi contenuti apertamente razzisti e xenofobici. Il libro venne tradotto successivamente in inglese, tedesco, spagnolo, portoghese, afrikaans, ceco, olandese, polacco, ungherese e italiano. Dagli anni 2010 il libro divenne un testo di riferimento per gruppi di estrema destra, suprematisti bianchi, neofascisti e neonazisti. Il libro venne encomiato anche da Steve Bannon prima di divenire capo stratega nell’amministrazione del presidente degli Stati Uniti d’America Donald Trump e da Marine Le Pen, che si dichiarò sua fan nonostante Raspail affermò di preferire e votare Nicolas Sarkozy.

https://it.wikipedia.org/wiki/Jean_Raspail