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Biblioteca Ariostea

Incontro con l’autoregiovedì 2 febbraio 2023 ore 17

​Peste e Guerra. La poesia non salverà la vita

Presentazione del libro di Paolo Fabrizio Iacuzzi

Dialoga con l’Autore Giorgia Sensi e Giuseppe Ferrara
Il bizzarro viaggio con una bicicletta, Bianca, immagine di resistenza o meglio di resilienza di una scrittura poetica nell’arco di quarant’anni: dalla guerra di Bosnia a quella dell’Ucraina, dall’Aids al Covid-19, dalla violenza alla discriminazione sessuale. Guerre, virus, natura e affetti muovono il quadrante della sua poesia che è stata definita “una nuova rapsodia epico-lirica” (Gabrio Vitali, “Il Manifesto”). Una prima parte del volume è composta da versi scelti dalla vasta produzione di Iacuzzi, uno dei maggiori poeti della sua generazione, e una seconda che mette in scena il dialogo con il suo interlocutore-curatore-inquisitore, il giovane poeta Michele Bordoni.
Paolo Fabrizio Iacuzzi è nato a Pistoia il 10 marzo 1961. Vive tra Firenze e Pistoia, dove si occupa di editoria, organizzazione culturale e progetti educativi. E’ il direttore del Premio Internazionale Ceppo Pistoia e del Fondo Piero Bigongiari della Biblioteca San Giorgio di Pistoia. Nel 1996 ha pubblicato Magnificat (Bologna, I Quaderni del Battello Ebbro); nel 2000 Jacquerie (Aragno); nel 2005 Patricidio (Aragno); nel 2008 Rosso degli affetti (Aragno), nel 2016 Pietra della pazzia (Giorgio Tesi), nel 2018 Folla delle vene (Corsiero), Consegnati al silenzio (Bompiani). Sue poesie sono inserire nell’antologia Sospeso respiro. Poesia di Pandemia (Moretti & Vitali 2021).

Incontro con l’autorevenerdì 3 febbraio 2023 ore 17

Rimini mon amour

Presentazione del libro di Giancarlo Bresciani

Edizioni La Carmelina, 2022
Moderazione e letture a cura del Consorzio Eventi Editoriali
Il testo si presta a due letture, con i corsivi o senza, il protagonista, quasi fosse una figura astratta e solo spettatore di se stesso, non cita mai il suo nome e quello dei suoi famigliari, semplicemente si racconta nel mondo parallelo che erano per lui le vacanze estive. Uno sdoppiamento come se, quasi non fossero esistiti nella sua vita gli altri periodi dell’anno, se non citati attraverso una fredda cronaca degli avvenimenti che si succedeva­no tra un’estate e l’altra, giusto per inquadrarne il periodo storico. Le vi­cende sono concentrate in tempi non poi così lontani arroccati intorno alla metà del secolo scorso, dove nella realtà di Rimini e nel caos inteso in senso filosofico, si concretizza un microcosmo del protagonista che è il tramite dei luoghi e dei personaggi tutti raccontati nel realismo dei ri­cordi e che sono stati i veri attori di quegli anni.
Giancarlo Bresciani è un appassionato di radio e di volo, i due elementi della comunicazione universale. Da quel mondo sconosciuto che è l’atmosfera ha tratto ispirazione per il suo libro Fruscio d’Ali. Opera preceduta da Il merlo imbalsamato, una ricerca introspettiva ambientata negli anni sessanta, scritto e più volte riscritto come ogni prima opera e mai voluto pubblicare. Il volo l’ha anche portato a scrivere e a tradurre diversi articoli su questo argomento, molti sono stati pubblicati sulla rivista Volo a Vela di cui è corrispondente. Ha tradotto tra l’altro anche un importante testo di Hanna Reitsch Il cielo il mio regno, un libro cult per gli appassionati che non esisteva in lingua italiana. Ha voluto ricordare il periodo da adolescente trascorso in collegio ed ha scritto Forse è stato meglio così… storia tra l’autoironia e una puntina di r ibellione. Ha pubblicato per i tipi di Edizioni La Carmelina Storia di Antonio Zanni di Comacchio, pescatore di frodo, contabile, soldato, un libro particolarmente apprezzato e avvincente. Seguito da Alfonso II, l’ultimo duca, in cui riappare il secolo sedicesimo narrato attraverso i suoi personaggi.
A cura del Consorzio Eventi Editoriali

Invito alla letturamartedì 7 febbraio 2023 ore 17

Note sugli artisti citati nel ricettario del XVI secolo, già Pseudo-Savonarola, della Biblioteca Comunale Ariostea di Ferrara

Presentazione del volume di Marcella Marighelli

Copy Art, Ferrara, 2022
Introduce Mirna Bonazza, Responsabile U.O. Biblioteche del Servizio Biblioteche e Archivi
ll Ms. Cl. II 147 della Biblioteca Ariostea di Ferrara è uno dei più interessanti e completi ricettari rinascimentali fino ad oggi messi in luce. Redatto da tre scriventi nel corso del Cinquecento, accoglie istruzioni spettanti alla farmacia, alla medicina, alla cucina, all’enologia, all’alchimia, alla cosmesi, scongiuri, pronostici e procedimenti artistici e artigianali.
Dallo studio del codice nella sua totalità emerge un coinvolgente inedito scenario ferrarese che, saldamente ancorato a documenti, conduce alla corte estense e ai contesti in cui alcuni dei personaggi ricordati operarono. Nelle Note sugli artisti… si riconoscono artigiani e pittori attivi a Ferrara entro la prima metà del XVI secolo, cronologicamente vicini all’ideatore del corpus del codice: Tonetto, Giovanni Tedesco, Nicolò Pisano, Benedetto da Ferrara, Severino, mentre Benedetto da Cremona, Onofrio da Sulmona, Guglielmo da Salerno sono documentati nei primi decenni di quello precedente.
L’opuscolo è un estratto della revisione e trascrizione di tutto il codice, di prossima pubblicazione.

Incontro con l’autoremercoledì 8 febbraio 2023 ore 17

Il reale fantastico. Costruzione ed estetica del paesaggio nel cinema di Michelangelo Antonioni

Presentazione del libro di Doris Cardinali

Il filo di Arianna, 2022
Ne parla con l’autrice Jonny Costantino (Scuola d’Arte Cinematografica Florestano Vancini)
Nel corso della sua carriera  Michelangelo Antonioni ha sviluppato un concetto ben preciso di paesaggio, o meglio della sua costruzione estetica per il grande schermo, reinventando i modi di rappresentare il binomio individuo-paesaggio nel quadro della poetica dello sguardo che caratterizza il suo  stile cinematografico. La chiave di lettura scelta  in questo libro, vuole  riflettere, grazie anche all’analisi di documenti  custoditi presso il Fondo documentario del Museo Michelangelo Antonioni di Ferrara,  sulla complessità della costruzione dell’immagine filmica, cercando di capire come Antonioni “crea” i suoi paesaggi prima ancora di rappresentarli cinematograficamente.
A cura dell’Associazione Amici della Biblioteca Ariostea

Incontro con l’autoregiovedì 9 febbraio 2023 ore 17

​I Calcagnini in Romagna

Presentazione del libro di Francesco Pertegato

Longo Editore, Ravenna 2021
Dialogano con l’Autore Giuseppe Lipani (Università di Ferrara), presidente di Italia Nostra sezione di Ferrara e Cecilia Vicentini (Università E-campus).
I Calcagnini sono un astro di prima grandezza nella costellazione di potentati locali gravitanti intorno al ducato ferrarese, dislocati tra Ferrara, Ravenna, Rovigo, Modena e Reggio, ai quali i duchi estensi conferivano legittimità di potere in cambio della fedeltà. Sono altresì uno specchio della società feudale fondata sul rapporto tripolare tra la Chiesa e il feudatario, detentori dei privilegi, e le comunità locali. La singolare longevità del casato è frutto delle accorte relazioni interparentali e di una politica delle alleanze flessibile quanto basta per transitare, senza traumi, al diretto dominio pontificio su uno dei feudi conseguente la devoluzione di Ferrara. Saranno i governi della breve parentesi napoleonica a spazzare via feudi e titolo nobiliare dando inizio alla stagione “borghese” che, nel corso dell’Ottocento e dei primi decenni del Novecento, vede i Calcagnini ridotti al rango di semplici possidenti, conf rontarsi sia coi mutamenti sociali introdotti dalle organizzazioni d’ispirazione socialista, sia col nuovo assetto agrario e le innovazioni colturali e meccaniche, che precedono il loro tormentato declino economico.

Conferenze e Convegnivenerdì 10 febbraio 2023 ore 17

Il “Giorno del ricordo” in Biblioteca

Intervento di Alberto Andreoli

Saluto introduttivo di Flavio Rabar, Presidente del Comitato Provinciale di Ferrara Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia
L’Istria, la città di Fiume e il golfo del Quarnero, la Dalmazia sono terre bellissime di antica civiltà, ricche di contrasti, state oggetto di secolari contese. Dal 2004 una legge della Repubblica italiana (L. 30 marzo 2004, n. 92) promuove la conoscenza di alcune delle più significative e drammatiche vicende storiche del Novecento avvenute in quei luoghi. Precisamente, il “Giorno del ricordo” (10 febbraio) si prefigge di «conservare e rinnovare la memoria della tragedia degli italiani e di tutte le vittime delle foibe, dell’esodo dalle loro terre degli istriani, fiumani e dalmati nel secondo dopoguerra e della complessa vicenda del confine orientale». In occasione della XIXa edizione della solennità civile del “Giorno del ricordo”, la Società Dante Alighieri – Comitato di Ferrara APS si propone di fornire un breve profilo storico-culturale della presenza italiana sull’Adriatico oriental e.
A cura della Società Dante Alighieri – Comitato di Ferrara APS

Conferenze e Convegnilunedì 13 febbraio 2023 ore 17

​I due occhi dell’anima: intelligenza e amore nella mistica d’occidente, dal Medioevo a oggi

Presentazione del libro curato da Giovanni Giambalvo Dal Ben

Dialoga con il curatore Marcello Girone Daloli
Il volume raccoglie i contributi presentati in un ciclo di incontri on-line, promosso nel 2021 dal Centro di Meditazione Cristiana di Firenze. Il testo copre un arco temporale che va da san Bernardo e Meister Eckhart ad Etty Hillesum e Simone Weil, dunque dal Medioevo al mondo contemporaneo, e si concentra su un aspetto particolare del discorso mistico: la relazione tra intelligenza e amore quali vie per giungere all’unione con il divino. Il lettore è così invitato a compiere un inedito viaggio, dalle radici della cultura spirituale pre-moderna alle più recenti esperienze in questo campo. Non mancano, inoltre, collegamenti con la mistica orientale, che mettono in grado di cogliere l’universalità dell’anelito alla conoscenza di Dio. Un testo, dunque, dal duplice interesse, tanto storico quanto spirituale.
Giovanni Giambalvo Dal Ben, medico e meditante, da molti anni si occupa di medicina energetica e fitoterapia, cercando di portare avanti nella propria pratica clinica un approccio integrato. Oblato della Comunità Mondiale per la Meditazione Cristiana, dal 2017 è Coordinatore del Centro di Firenze. Ha curato, con Michela Pereira, il volume Le vie di Ildegarda. Saperi, contemplazione, cura (Gabrielli, 2020) ed è autore di una raccolta di acronimi in rima dal titolo Le radici del Sorriso. Ritratti in versi (Phaser, 2022).

Scarica la locandina  Incontri con la Spiritualità applicata GEN-MAR 2023

Incontro con l’autoremartedì 14 febbraio 2023 ore 17

La strana morte del marchese

Presentazione del libro di Sergio Gnudi

Este Edition, 2022
Moderazione e letture a cura del Consorzio Eventi Editoriali
Sergio Gnudi, scrittore,poeta e giornalista autore di quasi 20 fra silloge e romanzi  ha voluto cimentarsi nel romanzo d’ambiente di una Ferrara passata da oltre 70 anni dalla Signoria Estense al Papato.
Il marchese Guido Villa viene trovato morto, ucciso con un colpo a bruciapelo nel suo palazzo fuori dalle mura di Ferrara. Una Ferrara passata da oltre 70 anni dalla Signoria Estense al Papato. Era un uomo saggio e benvoluto. Tutti si chiedono chi può essere stato e gli sbirri comandati da Siginulfo da Frascati incominciano le indagini. Dopo il funerale ecco la lettura di un testamento che pare alquanto misterioso.
A cura del Consorzio Eventi Editoriali

Conferenze e Convegnimercoledì 15 febbraio 2023 ore 17

Siamo tutti stranieri

Conferenza di Franco Mosca, esperto di dinamiche e flussi migratori

Introduce Cinzia Brancaleoni
Uno degli aspetti meno conosciuti, ma paradossalmente più nominati nel dibattito sociale e politico, è certamente l’immigrazione. L’incontro si propone di fare chiarezza sul tema ricorrendo a dati statistici e spiegando l’immigrazione come un fenomeno complesso che va studiato e affrontato con la giusta preparazione.
Franco Mosca, nato a Copparo (Fe) nel1954, vive a Ferrara e si occupa di problemi connessi con l’immigrazione straniera. Per oltre 10 anni è stato responsabile dell’Osservatorio sull’immigrazione della Provincia di Ferrara, seguendo i percorsi di inserimento lavorativo degli stranieri
A cura dell’Associazione Olimpia Morata di Ferrara

Conferenze e Convegnigiovedì 16 febbraio 2023 ore 17

Morte di un Commesso Viaggiatore

A cura di Stefano Caracciolo con gli Attori della Compagnia ‘Arte e Salute ONLUS”

Contrappunto fra vita e finzione nella vita di Arthur Miller, con un intermezzo teatrale
Il più longevo ciclo di conferenze della Biblioteca Ariostea in questo incontro si occupa di una delle più importanti opere del teatro contemporaneo, Morte di un commesso viaggiatore. Dramma che nel 1949 valse ad Arthur Miller, uno dei più importanti rappresentanti della cultura americana del secolo scorso, il Premio Pulitzer e il Tony Award.
Anatomie della mente – Cento anni di psicologia ferrarese, dalla scuola freniatrica ferrarese fino ai giorni nostri, hanno disegnato una traiettoria varia e composita, con alterne vicende ma con una costante attenzione per la città ed i suoi grandi momenti scientifici, culturali, artistici. Nella rinnovata ed antica cornice del Teatro Anatomico si aprono dunque di nuovo, per il sedicesimo anno, le porte della Biblioteca Ariostea per proseguire con nuove tappe del percorso di un viaggio con la psicologia ed altre storie.
Per il ciclo Anatomie della mente e altre storie… – Sei conferenze di varia psicologia.  Anno XVI. In collaborazione con la Sezione di Neurologia, Psichiatria e Psicologia Clinica Facoltà di Medicina, Farmacia e Prevenzione dell’Università di Ferrara

Scarica la locandina  Anatomie della mente 2023 agg.

Conferenze e Convegnivenerdì 17 febbraio 2023 ore 17

Una classe, tante lingue. Educare alla diversità attraverso un insegnamento ‘laico’ della grammatica

Conferenza di Nicola Grandi, docente di Linguistica UNIBO

Quando si parla di classi plurilingui ci si riferisce sempre alla presenza di più lingue. Ma la diversità linguistica si manifesta molto più spesso attraverso la convivenza di varietà della stessa lingua. Infatti, in una stessa classe possono convivere sia persone che parlano lingue differenti, come il cinese, l’arabo, il rumeno, ecc. sia persone che usano varietà diverse della stessa lingua, come un italiano molto vicino al modello colto o un italiano un po’ dialettizzato e apparentemente sgrammaticato. Questa diversità è spesso considerata un problema, ma può in realtà rivelarsi una risorsa preziosissima per stimolare una riflessione sulla lingua che porti a rafforzare la competenza metalinguistica di bambini e ragazzi e a maturare piena consapevolezza sulle ricadute sociali delle scelte linguistiche. In questo contributo cerch erò di smontare alcuni pregiudizi grammaticali e di suggerire alcune strategie di riflessione sulla lingua a partire dagli usi reali.
Per il ciclo “I colori della conoscenza. I linguaggi e le arti” a cura di Istituto Gramsci e Istituto di Storia contemporanea di Ferrara

Scarica la   Locandina I colori della conoscenza 2023

Conferenze e Convegnilunedì 20 febbraio 2023 ore 17

Ferrara dalle origini all’anno Mille. Parte II

A cura di Alberto Andreoli

L’evo antico, la tarda antichità e l’altomedioevo
Il ciclo di tre incontri iniziato il 10 gennaio u.s. si propone di delineare un profilo critico delle testimonianze archeologiche e documentarie inerenti le più antiche fasi della storia urbana di Ferrara. Previa una breve premessa, il primo appuntamento ha richiamato l’attività investigativa che, dalla trecentesca Chronica parva Ferrariensis alle recenti edizioni di scavi archeologici, ha affrontato la questione delle origini della città e considerato le molteplici trasformazioni ambientali prodottesi nel corso dei secoli. Questo secondo incontro si prefigge invece un’ampia riflessione sul popolamento dell’area durante l’evo antico, la tarda antichità e l’altomedioevo: ineludibile premessa ai fini della comprensione delle dinamiche insediative tardobizantine e/o carolingie, dell’ecclesia Ferrariensis e dell’assetto urbano della ‘civitas nova’.
Per il ciclo “Archeologia in Biblioteca” (9a edizione), in collaborazione con la Società Dante Alighieri – Comitato di Ferrara APS

Conferenze e Convegnimartedì 21 febbraio 2023 ore 17

Sinistre narrazioni tra favole e politica

Conferenza di Cinzia Carantoni, insegnante – Direttivo Istituto Gramsci

Come scriveva Roland Barthes, il racconto comincia con la storia stessa dell’umanità. Siamo una specie che produce e consuma storie. Collante della società e, allo stesso tempo, costruttrice di significato, la narrazione ricopre per noi una funzione evolutiva importante. Per questo l’agone politico trasla talvolta nell’immaginario per bambini, colonizzandolo e facendolo proprio a fini ideologici. Dal detto “i comunisti mangiano i bambini” alla figura di Pinocchio, con le sue poliedriche interpretazioni, si affronterà un viaggio nella narrativa per l’infanzia storicamente trasfigurata in chiave politica.
Per il ciclo “I colori della conoscenza. I linguaggi e le arti” a cura di Istituto Gramsci e Istituto di Storia contemporanea di Ferrara

Scarica la   Locandina I colori della conoscenza 2023

Incontro con l’autoremercoledì 22 febbraio 2023 ore 17

La Voce senza Corpo

Presentazione del saggio di Emanuela Calura

Tiemme Edizioni Digitali, 2022
Intervengono Federica Graziadei e Nicoletta Zucchini, presidente e vice-presidente del Gruppo Scrittori Ferraresi Aps e l’editore Riccardo Roversi
Il raro e prezioso saggio “La voce senza corpo” di Emanuela Calura, tratta di alcuni aspetti della relazione tra il corpo e la voce, soprattutto nella declinazione femminile. Nella seconda parte del testo sono riportate trenta recensioni, pubblicate su riviste e con alcune inedite.
Emanuela Calura ha insegnato in alcuni licei a Ferrara. Esordisce in poesia con la raccolta “L’antica fiaba” Poeticamente 1980 Ferrara. “The Ancient Fairy tale” Prateria – Southern Methodist University- Dallas – Texas –USA 1980- Saggi : “L’ orizzonte mitologico e fantastico nella Vita del Cellini” in Lingua e Stile /a. XXII , n.1, marzo 1987-Il Mulino-Bologna. “Desiderio e Amor cortese .Gaspara Stampa e il Rinascimento” Lampi di Stampa -2013- Milano “Ungaretti Saba Montale” Lampi di stampa -Milano 2015 Recensione a Marco Bertozzi “La tirannia degli astri. Aby Warburg e l’astrologia di Palazzo Schifanoia (Ferrara)” Cappelli –Bologna -1985 in Intersezioni/a.VI ,n.2, agosto 1986.- Il Mulino- Bologna.
A cura del Gruppo Scrittori Ferraresi Aps

Conferenze e Convegnigiovedì 23 febbraio 2023 ore 17

Il sesso e l’omosessualità: un paradosso darwiniano

Conferenza di Laura Beani (Unifi)

Il sesso, scrive Darwin, è un modo complicato per produrre nuovi individui e mescolare la  ricetta genica di un individuo con quella del partner, una soluzione costosa, perché i gameti maschili e femminili – lo spermatozoo e la cellula uovo – contengono solo la metà del patrimonio genetico di un individuo, e perché il corteggiamento, la lotta tra rivali, la scelta del partner richiedono tempo ed energia. Il paradosso della riproduzione sessuale diventa ancora più incomprensibile se si considera l’omosessualità, l’attrazione tra individui dello stesso sesso che certo non possono riprodursi tra loro. L’omosessualità non è una patologia né una stravaganza, ma un fenomeno naturale che si è evoluto e si mantiene nel tempo, e che è diffuso in tanti rami del grande albero della vita, insetti, anfibi, pesci, uccelli, mammiferi, e   anche nella nostra specie. Il paradosso dei geni “omosex” deve nascondere un qualche valore adattativo.
A cura dell’Associazione Amici della Biblioteca Ariostea

Conferenze e Convegnivenerdì 24 febbraio 2023 ore 17

Giovanni Pico della Mirandola, principe di Concordia, e il suo discorso sulla “pax philosophica”

Conferenza di Marco Bertozzi

Presentazione di Filippo Domenicali
Nel 1486, il giovane e ambizioso Giovanni Pico, conte di Mirandola e Concordia, si proponeva di organizzare un grande convegno, a Roma, a cui intendeva invitare (a sue spese) i sapienti dell’epoca, per presentare e discutere le sue Novecento tesi (filosofiche, teologiche, cabalistiche). Alla discussione, da tenersi l’anno seguente, dovevano partecipare papa Innocenzo VIII e il senato pontificio. Per questo evento, aveva scritto una prolusione, la celebre “Oratio de hominis dignitate”, in cui sosteneva che tutte le filosofie e teologie (greche, arabe, orientali, ebraiche) potevano contribuire a confermare una unica verità. Ma Giovanni Pico non riuscì a pronunciare il suo discorso sulla dignità dell’uomo, perché alcune tesi furono giudicate eretiche ed egli dovette rifugiarsi in Francia, dove fu catturato, ma poi liberato dal sovrano francese, riuscendo così a tornare a Firenze, sotto la protezione di Lorenzo dei Medici. Si è ipotizzato che il grande disegno pichiano di una “pax philosophica” abbia ispirato la cosiddetta Scuola di Atene, il capolavoro dipinto da Raffaello nella Stanza della Segnatura, in Vaticano. Al centro della scena, in primo piano, sono rappresentati Platone e Aristotele, attorniati da numerosi filosofi e scienziati. Forse è l’immagine di quel “concilio” (evocato nelle sue tesi) che Pico aveva creduto potesse contribuire a trovare le vie della concordia verso una sola e comune verità.
Per il ciclo “Anatomia della pace”, a cura dell’Istituto Gramsci e dell’Istituto di Storia Contemporanea di Ferrara

Scarica la locandina  Anatomia della pace

Eventilunedì 27 febbraio 2023 ore 16,30

​Il sorriso di Luca

Famiglia, amici e colleghi, insieme nel giorno del suo compleanno

Un pomeriggio insieme nel ricordo dell’amato Luca Taddia, con i racconti e le voci della sorella Monica e della nipote Rachele. Insieme ai famigliari, i colleghi della biblioteca e gli amici condivideranno racconti, poesie, immagini.
Per raccogliere e trattenere pezzi di vita, nel segno del suo sorriso.
Nell’occasione verranno presentate le due iniziative che prenderanno avvio in ricordo di Luca: una raccolta di memorie, aneddoti e fotografie di quanti lo hanno conosciuto e stimato e un progetto di studio dedicato al Lazzaretto sull’isola del Boschetto a Mizzana, suo ‘luogo dell’anima’.
 
Da qualche parte
c’è un tarlo che ripete il suo tic tac.
Sembra la batteria di mio fratello
che giace abbandonata nella polvere;
di mio fratello
che adesso in altro luogo sta suonando
la sua canzone ancora non finita.
Le marionette in legno lì daccanto
hanno un sorriso mesto perché sanno.
                                 Monica Taddia (dicembre 2022)

Incontro con l’autoremartedì 28 febbraio 2023 ore 17

Filo d’erba

Presentazione del libro di Elli Signani

Il Ponte Vecchio, 2022
Intervista l’autrice Maria Nolet
Intermezzi musicali a cura di Federico Baldassarri
Racconti brevi, o brevissimi, dipingono un mosaico di voci femminili che aleggiano sul filo d’erba della solitudine, o meglio, delle tante solitudini che compongono queste storie, comunissime dispersioni e rinascite, perdite e illuminazioni, dove la fatica di stare nel mondo diventa macigno di sogni, ora agognati allo spasimo, ora franti e rassegnati, ai piedi del monte dell’esistenza. L’animo sempre curvo sui tanti ruoli che travagliano le stagioni della vita, spesso l’io narrante, senza infamia e senza gloria, tende a sfuggire alle proprie angosce come anguilla che scivola e guizza tra le mani, pur di rimanere a galla nel proprio immobilismo. Pur di non identificarsi troppo a lungo con il problema, odi doversene giustificare. Affidando la narrazione a un parlato sommesso ,dilazionando i ricordi delle azioni in movimenti rapidi e fugaci di ballerine in gabbia, queste figure restano tuttavia autentiche testimoni della solitudine delle loro scelte, a volte con ironica consapevolezza, a volte con rabbia e l’ansia fobica di non volere più sentir parlare di se stesse pur ciarlandone in modo continuo ed esacerbato, altre, con uno stupefacente pensiero di gratitudine per la vita e il dono che hanno ricevuto in una lotta tanto impari. Nello specchio di queste ambivalenze soverchie e continue, l’empatia per la propria condizione travalica il genere e rappresenta commedia più ampia e universale, dove ai destini umani si legano le note della bellezza contristata del vivere.
Elli Signani, nata a Filo di Alfonsine (Ra), ha lavorato presso istituzioni culturali, tra cui la Biblioteca Classense e il Mar di Ravenna, e si è dedicata all’insegnamento negli istituti di istruzione secondaria. Da anni si occupa di scrittura anche in lingua romagnola, suoi testi sono presenti in diverse Antologie e Riviste. Per la poesia ha pubblicato D’Amour, poesie. Roma, Lo Faro, 1991, Raffiche, poesie dell’istante. Grizzana Morandi, Seledizioni, 1991, Per la prosa Ridotto di provincia. Faenza, Mobydick, 1994, Et labor fuit. Racconti brevi sul lavoro che fa male. Roma, Albatros, 2011. Per Pontevecchio (Cesena) sono usciti Di luce sparsa. Racconti per un romanzo, 2013, Api coriandoli passioni, poesie, 2014, Sissy and Cleo. Se un cane e un gatto adottano la tua casa. 2015, Nuclei. Un amore ai confini di Cernobyl, romanzo, 2020. Filo d’erba, Racconti, 2022. In lin gua romagnola ha pubblicato Ad sgrinfi e ‘d sgranfi int la mi tera. Sonetti e altri metri in lingua romagnola, 2008. E’ cor de temp… e étar scurs. Il cuore del tempo… e altri discorsi. 2019. A cul scvert. Voci e paesaggi della pandemia in lingua romagnola, 2021.

storia

Lo spirito Prussiano

bondeno

A volte si afferma, “Lavorate per il re di Prussia!” Per dire che si favorisce il nemico.    Ad un prof cattivo gli studenti dicono sempre, “È un prussiano!” Oggi i figli replicano ai genitori, “Questa casa è una caserma prussiana!”  Nella quotidianità l’aggettivo prussiano risulta  sfavorevolissimo. La storia tuttavia è più ampia. Fortunatamente. Tutto ciò che è definito prussiano non può essere inteso solo come militaresco. L’anima prussiana ha una complessità. Ha una ricca vicenda storica  che intercettò pure le libertà illuministiche. Perché, mentre nell’Europa settecentesca la giustizia era scellerata, nella terra prussiana invece la legge era una certezza, i profughi ugonotti venivano accolti e assistiti, il sistema fiscale tentava di essere il più moderno.

Alcuni docenti dicevano che la Prussia fu un esercito con uno Stato, non uno Stato con un esercito. Ma le società andrebbero interpretate interamente. Andrebbe approfondito il tutto con il libro di Hans Joachim Schoeps, ‘Lo spirito prussiano’, pubblicato dalla Oaks editrice. Questo testo del 1964 schiude un’antologia di punti di vista, di citazioni, di esperienze che, per un bilancio storico, dicono come l’anima prussiana non è  “un appiattimento sui valori ‘da caserma’ o una esaltazione della brutalità primitiva.”

Per un primo atavico campione della moralità prussiana, ecco la lettera di un principe elettore Johan Cicero (1486-1499). Ecco emergere il principe che curava le sue proprietà così come provvedeva ai poveri del paese, “Prendi sotto la tua protezione i poveri. Non potrai consolidare meglio il tuo trono di principe che se aiuterai  gli oppressi, se baderai a che i ricchi non sopraffacino gli umili,..” Viaggiando tra i documenti di Schoeps, troviamo l’idea della difesa dei bisognosi, il richiamo ad un originario welfare state, come nella frase di Hans von Seeckt, “La Prussia è stata  uno Stato sociale nel senso migliore del termine. L’assistenza sociale consiste anzitutto nel dare ad ognuno la possibilità di lavorare, di conservare e impiegare le proprie forze,..”

Insomma, una questione di stile sociale. Remoto stile prussiano. O meglio c’era un popolo da sostenere, ciò rappresentava il dovere primario dello Stato. Si comprende di più sfogliando il primo capitolo “Lo stato prussiano e la sua etica” in cui la parola dovere riecheggia in diverse accezioni.  Per secoli i prussiani discussero del tempo dei  doveri che, attenzione, coincideva con la dignità umana. Proprio l’idea del dovere è commentata da Giovanni Sessa, che, nell’introduzione, scrive, “Tale esaltazione della religione dei doveri è ben sintetizzata  su una lapide sepolcrale   della Marca di Brandeburgo: ‘Preferì cadere in disgrazia  quando l’obbedienza non fu più compatibile con l’onore’, il dovere per il dovere, senza alcun riferimento all’utile, senza occhieggiare il profitto, questa è la nobiltà!” E l’elaborazione critica di tale frase spinge a riflettere sulla civiltà del  dovere in un  presente condizionato dai diritti per convenienza di cui le bocche sono piene.

La silloge di Schoeps sa tenere alto  l’interesse del lettore proponendo aneddoti, versi, canzoni di quella terra europea. Vi sono rarità letterarie ritrovate che possono entusiasmare lo studioso di storia della guerra. Versi scritti di sergenti audaci. Parole lanciate nella battaglia e trascritte sui taccuini bruciati dallo zolfo. Come queste, “La palla del moschetto fa un buchetto / La palla del cannone ne fa uno assai più grosso / le palle son fatte  tutte di ferro e piombo / E a qualcuno le palle passano vicino.”

Ritornano le memorie leggendarie imparate a scuola: i fucilieri di Forcadè, la cavalleria prussiana nella battaglia di Jena, poi Clausewitz, von Molthe, von Schlieffen, i generali delle grandi strategie, delle grandi sconfitte, dei destini militari incrociati, delle frasi famose sul letto di morte, “Rinforzate l’ala destra!” Vittorie, sconfitte, uomini che, grazie a Schoeps, scoviamo sinceri. Come in questa citazione del generale von Schlieffen,“Fare molto, non emergere, tenere più ad essere che a sembrare.”

Le parole di von Schlieffen o di von Clausewitz  utilizzate nei manuali di management dei nostri giorni. La ricerca affannosa della felicità di Heinrich von Kleist: al poeta Kleist ogni anno è intitolato il famoso premio per la letteratura tedesca. La Croce di Ferro di Prussia oggi sui mezzi dell’aviazione tedesca, un simbolo mai nato nazional-socialista. In nuce, questo e altro rappresentano la Kultur prussiana da cui trarre considerazioni, per allontanarsi  dalle superficialità di certa storiografia contemporanea che attribuisce, all’esemplarità di una terra, solo significati oscurantisti.

Ora il lettore può incontrare una Prussia cristiana e tradizionalistica che seppe gestire  lo Stato con saggezza; concesse la Costituzione ai suoi sudditi nel 1848; ed ebbe la drammatica speranza di abbattere la tirannide il 20 luglio 1944, quando  i suoi figli tentarono di uccidere Hitler, con “un ultimo puro riflesso dell’antica severa idea prussiana intesa in termini etici.” Nel  capitolo XV, con differenti testimonianze, emerge l’idea di una terra anti-nazista. Julius Evola non era d’accordo perché ricordava che l’aristocrazia prussiana sostenne il nazismo con von Hindenburg. Per tutto ciò, quindi,  la lettura dell’antologia di Schoeps può mettere il lettore nelle condizioni di farsi una sua idea, leggendo questi pensieri dedicati ad una civiltà europea.

Hans Joachim Schoeps, ‘Lo spirito prussiano’ Traduzione di Julius Evola, Oaks editrice, pagg. 270, euro 18.00 – ordinabile  su:  info@oakseditrice.it

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Il migliore dei mondi

Naturalmente, tutto è legale, legalissimo. Ovvio: comandano loro. Quindi niente automobile, niente casa, infreddoliti, una vita da nomadi in affitto. Il giurista nazionalsocialista Ernst Forsthoff spiegò il significato che per i dominanti ha la legalità “Chi ha lo Stato, fa le leggi e, cosa non meno importante, le interpreta. Egli stabilisce che cosa è legale. La legalità è qualcosa di puramente formale e non significa altro se non che la volontà di un partito è diventata disposizione di legge. La legalità è il mezzo con cui colpire il nemico politico: dichiarandolo illegale, ponendolo fuori dalla legge, squalificandolo dal punto di vista morale e consegnandolo all’eliminazione per mezzo dell’apparato statale.“ Teoria e prassi del collettivismo oligarchico. Ah no, quelli erano nazisti.

George Soros e la Open Society – Libro

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Bibliteca Ariostea

martedì 10 gennaio 2023 ore 17

Ferrara dalle origini all’anno Mille

A cura di Alberto Andreoli per il ciclo “Archeologia in Biblioteca” (9a edizione)

«L’uomo di oggi vive nella città di oggi, la vede, la osserva e la conosce direttamente. […] A misura che risaliamo a ritroso nel tempo […] per difetto di informazioni la conoscenza della città si fa più incerta e difficile, fino quasi a perdersi» (Pierluigi Tozzi, 1997).
Quali sono, dunque, allo stato attuale le conoscenze che possediamo sulle più antiche fasi della storia urbana di Ferrara? È quanto si propone di verificare, e condividere con un ciclo di conferenze mensili (10 gennaio, 20 febbraio, 30 marzo), la IXa edizione di “Archeologia in Biblioteca”.
Il primo appuntamento considererà l’attività investigativa, che a più riprese ha affrontato la questione delle origini della città (precedenti insediativi, poleogenesi, più antiche fasi di sviluppo), e le molteplici trasformazioni ambientali prodottesi nel corso dei secoli. Il secondo incontro svolgerà una riflessione sul popolamento dell’area durante l’evo antico, la tarda antichità e l’altomedioevo. Infine, si tratterà dell’abitato tardobizantino/carolingio di Ferraria, dell’ecclesia Ferrariensis e dell’assetto urbano della ‘civitas nova’.
In collaborazione con la Società Dante Alighieri – Comitato di Ferrara APS

Conferenze e Convegnimercoledì 11 gennaio 2023 ore 17

L’uomo e la marionetta. Presente e futuro dell’intelligenza artificiale

Conferenza di Maura Franchi – Sociologa UNIPR

Daniela Cappagli introduce e presenta il ciclo di incontri 2023 “I colori della conoscenza. I linguaggi e le arti”

Il mondo in cui viviamo sta cambiando con rapidità crescente. Per questo è indispensabile comprendere i nuovi fenomeni. Nell’incontro intendiamo porre l’attenzione sull’Intelligenza Artificiale. Che cos’è l’intelligenza artificiale? Che cosa la distingue dall’intelligenza di un essere umano? L’uso di questa espressione ormai diffusa può servirci per comprendere meglio i cambiamenti sociali e culturali in atto? L’Intelligenza Artificiale è implicata in un’enorme e crescente tipologia di macchine e dispositivi. È possibile che l’Intelligenza artificiale elimini ogni nostra scelta, consentendo di trasferirla alla capacità delle macchine? Chi decide cosa è intelligente, una volta che la capacità cognitiva umana viene assegnata alle macchine? Che futuro avranno la libertà e la coscienza delle singole persone? Già porsi le domande giuste ci aiutan o ad immaginare le nuove problematiche che le continue innovazioni tecnologiche propongono alla riflessione collettiva e alla formazione dei futuri cittadini del mondo.
Per il ciclo “I colori della conoscenza. I linguaggi e le arti” a cura di Istituto Gramsci e Istituto di Storia contemporanea di Ferrara

Scarica la   Locandina I colori della conoscenza 2023

Invito alla letturagiovedì 12 gennaio 2023 ore 17

Tra Rodano e Po. La bestia del Vacarés di Joseph d’Arbaud

Partecipano alla discussione Monica Longobardi, Rosella Pellerino, Valter Zago, Irene Lycourentzos, Giulia Ziviani

Il grande Pan è morto? Non nella Camargue misteriosa evocata da Joseph d’Arbaud ne La Bèstio dóu Vacarés (1926). Qui avviene l’incontro fra un mandriano e una sorta di fauno, esule in una delle ultime terre selvagge. Presagio malinconico di una natura insidiata dal disincanto della modernità. In occasione della prima traduzione italiana dell’opera (trad. di Rosella Pellerino, pref. di Monica Longobardi, la Noce d’Oro 2022), una riflessione comune su Rodano e Po: due grandi fiumi e una letteratura che li tiene uniti per temi e motivi legati ad un paesaggio deltizio senza tempo. I relatori esporranno le loro ricerche e le loro esperienze “Da un Delta all’altro”.
A cura dell’associazione Amici della Biblioteca Ariostea

Incontro con l’autorevenerdì 13 gennaio 2023 ore 17

​La stanza sull’acqua

Presentazione del romanzo di Roberto Pazzi

La nave di Teseo, 2022
Dialoga con l’Autore Francesca Capossele
Sulle sponde del Nilo non si vedono che distruzione e presagi di morte. Una nave, bianca e misteriosa, risale a fatica le acque. Un’altra, nera e non meno inquietante, discende il fiume. Entrambe sono l’ultima dimora di due vite specularmente affini, dai legami del sangue al destino iscritto negli astri. Cesarione, presunto figlio di Cesare e Cleopatra, scappa dai romani che lo temono perché potrebbe compromettere l’ascesa di Ottaviano e Afra invece fugge dagli etiopi dei quali è regina non voluta. I loro destini si incroceranno in un amore che ha per casa le acque del Nilo e in una fine inaspettata verso l’oblio e la salvezza.
Roberto Pazzi, poeta, narratore e giornalista tradotto in ventisei lingue, con più di trenta pubblicazioni fra sillogi e romanzi, è considerato uno dei più originali e visionari scrittori italiani. Già collaboratore del “Corriere della Sera” e “The New York Times”, oggi è opinionista di “QN”. Ha insegnato nella scuola e nell’università a Ferrara e a Urbino. Della sua opera ricordiamo, Cercando l’Imperatore (1985, premio Selezione Campiello), La principessa e il drago (1986, finalista premio Strega, Vangelo di Giuda (1989, superpremio Grinzane Cavour), La città volante (1999, finalista premio Strega), Conclave (2001, superpremio Flaiano), Hotel Padreterno (2021, premio Carlo Levi 2022).

Invito alla letturasabato 14 gennaio 2023 ore 10,30

Leggermente – Gruppo di lettura dedicato alle “discipline della mente”

“Homo incertus. Il bisogno di sicurezza nella società della paura” di Vittorino Andreoli

Rizzoli, 2020
A cura di Giancarlo Moretti
Vittorino Andreoli, con tutta la competenza e l’umanità di un grande autore, ci suggerisce come gestire l’insicurezza e giunge a mostrarci la nostra fragilità che richiede l’aiuto dell’altro, di un’altra fragilità, e fare così dei legami interumani la via per vincere la paura. Come a dire che due fragilità generano forza.
La condizione umana è caratterizzata dal bisogno di aggregazione per vincere il senso della paura e dell’insicurezza che si accendono di fronte ai pericoli dell’ambiente, del mondo. Ci sono periodi della storia in cui questi sentimenti si fanno particolarmente intensi e rendono l’esperienza esistenziale ancora più difficile. Se la comunità serve a dare certezze e difesa, si può giungere alla paura di vivere a contatto con gli altri come se un uomo fosse un nemico sempre. E cosi si finisce per rimanere soli mentre si cerca disperatamente un rifugio.
In collaborazione con il Servizio Biblioteche e Archivi

Conferenze e ConvegniLunedì 16 gennaio 2023 ore 17

Croce, l’esoterismo e la Filosofia della Libertà di Steiner

Conferenza di Stefano Arcella

Casa Editrice Pagine, 2022Introduce Marcello Girone Daloli
Questa nuova edizione de “Le radici dell’Idealismo” di Julius Evola si distingue per la pubblicazione unitaria del rapporto epistolare che l’autore ebbe con B. Croce e G. Gentile. Tale scelta è motivata dall’esigenza di un ripensamento critico complessivo dell’interlocuzione che il filosofo tradizionalista ebbe con Croce e Gentile. Il parere favorevole di ‘don Benedetto’, in ordine alla pubblicazione di Teoria dell’Individuo Assoluto e di Tradizione Ermetica di J. Evola, apre un’ intrigante ricerca sul sostrato culturale sotteso al colloquio fra i due filosofi, così come l’apertura di Gentile alla collaborazione di J. Evola all’Enciclopedia Italiana introduce un profilo sorprendente sul rapporto fra i due pensatori, iniziato – e questo è un dato del tutto nuovo – già molto prima delle lettere, nel 1923, con la dedica a Gentile di un quadro dadaista di J. Ev ola.
Stefano Arcella, saggista, studioso dei culti gentilizi in Roma arcaica, dei culti misterici del mondo antico e, in particolare, dei Misteri romani di Mithra in etàimperiale, nonché della spiritualità e della cultura esoterica del Novecento.Ha pubblicato: I Misteri del Sole. Il culto di Mithra nell’Italia antica (2002), Misteri antichi e pensiero vivente (2016), Il dio splendente. I Misteri romani di Mithra fra Oriente e Occidente (2019). Ha curato e introdotto il testo di J. Evola. La Via della realizzazione di sé secondo i Misteri di Mithra (2007).
Rassegna di Incontri con la spiritualità applicata

Scarica la locandina  Incontri con la Spiritualità applicata GEN-MAR 2023

Incontro con l’autoremartedì 17 gennaio 2023 ore 17

​Nosferatu. Sinfonia di terrore

Graphic novel di COLLIRIO Gianfranco Vanni

Edizioni La Carmelina, 2022
Graphic novel ispirata al capolavoro cinematografico del regista tedesco Frierich Wihelm Murnau del 1922. Il film è considerato uno dei capisaldi del cinema horror ed espressionista, a sua volta ispirato al romando di Bram Stoker “Dracula” del 1897. Tutte le copie della pellicola, a causa delle controversie giudiziarie sui diritti, furono distrutte, tranne una copia “clandestina che fu salvata dallo stesso Murnau.
Gianfranco Vanni (Collirio) Insegna storia dell’arte in un liceo ferrarese. Si occupa di fumetti e illustrazioni fin dagli anni Ottanta. Ha pubblicato su importanti riviste del settore: Tempi supplementari, Frigidaire,Casting, Selen, Blue.
A cura del Consorzio Eventi Editoriali

Incontro con l’autoremercoledì 18 gennaio 2023 ore 17

​RI_EVOLUZIONI URBANE: Ferrara dalla nascita della città industriale alla città d’arte e di cultura

Alberto Guzzon presenta due libri sull’architettura ferrarese di cui è l’autore: “Novecento, Ferrara il sogno di una moderna metropoli” e ”Stefano Marini, architettura e_vocazione urbana”

Novecento, Ferrara il sogno di una moderna metropoli
Il libro è una riscoperta per immagini di luoghi, architetture e disegni strategici rimossi dalla coscienza collettiva, e non compresi nella parte di carica positiva che ad essi era associata. La storia di quel periodo, che si è materializzata nella città, ci fa riflettere su come in seguito alle rivoluzioni sociali e industriali, il suo disegno fosse divenuto inadeguato ai progetti futuri e si rendesse necessaria una riconsiderazione generale del suo assetto.
Stefano Marini, architettura e vocazione urbana
Il libro mette in luce come Marini, architetto ferrarese, operando con l’UTECO (Ufficio Tecnico Cooperativo) negli anni in cui questa città tentava il riscatto da un passato prima agricolo e poi industriale, per proporsi come città d’arte e di cultura, ne abbia accompagnato la crescita attraverso opere emblematiche delle varie tappe della sua affermazione, dall’archeologia industriale, al restauro dei monumenti, alle strutture ricettive turistiche e protette ecc, fino ai progetti avveniristici dell’Università e delle aziende tecnologicamente più avanzate; varie tappe tematiche si sono succedute e oggi testimoniano più di ogni narrazione i vari periodi.
Alberto Guzzon. Collaboratore e fotografo ufficiale de “La Pianura” rivista della Camera di Commercio di Ferrara, ha collaborato a diverse altre pubblicazioni. Architetto, laureato a Venezia con il prof. Carlo Aymonino, per l’Amministazione Comunale di Ferrara ha seguito il restauro del centro storico, delle mura e di antichi palazzi. per poi collaborare al progetto UNESCO di valorizzazione turistica e culturale del centro storico. Tra i maggiori progetti si segnalano il restauro della Casa dell’Ariosto, di Stellata di Bondeno sede del Museo Archeologico “G.Ferraresi”, la Pinacoteca “Cattabriga” di Bondeno, il recupero della Darsena di San Paolo e il “Museo_Parco di Scienze Naturali ed Ecologia” del Comune di Ferrara (progetto).
Stefano Marini. Architetto, laureato  anch’egli a Venezia con il Prof. Carlo Ajmonino, personalità  che oggi diremmo archistar. E’ stato uno dei membri più attivi dell’UTECO (Ufficio Tecnico Cooperativo) di Ferrara. Fin dai primi anni di attività si è confrontato con le più importanti tematiche architettoniche che trovavano terreno fertile di applicazione nella città, operando nel settore del recupero delle aree industriali dimesse come quelle degli ex zuccherifici da adibire a nuove funzioni in quello del restauro di alcuni importanti edifici storici come ad esempio la Casa di Biagio Rossetti, l’ex Monte di Pietà (Borsa) o i Trepponti di Comacchio. Inoltre, ha progettato interventi di edilizia residenziale e strutture alberghiere. Da ultimi i progetti per la nuova sede Hera a Castenaso, il silos per auto in zona Cortevecchia e i nuovi uffici Zuffellato. Dall’int eresse iniziale della tesi di laurea, in un ideale filo conduttore della carriera, è da segnalare il Campo da Golf nel Parco Urbano e la costante attenzione per il contesto presente in tutti i progetti.

Conferenze e Convegnigiovedì 19 gennaio 2023 ore 17

L’Attrice e lo Scrittore

A cura di Stefano Caracciolo, Ordinario di Psicologia Clinica, Università di Ferrara

La psicologia del comportamento amoroso e la storia di Vitaliano Brancati e Anna Proclemer
Il più longevo ciclo di conferenze della Biblioteca Ariostea torna con un incontro dedicato a “una storia d’amore che ha superato la barriera del tempo e della morte”.
Cento anni di psicologia ferrarese, dalla scuola freniatrica ferrarese fino ai giorni nostri, hanno disegnato una traiettoria varia e composita, con alterne vicende ma con una costante attenzione per la città ed i suoi grandi momenti scientifici, culturali, artistici. Nella rinnovata ed antica cornice del Teatro Anatomico si aprono dunque di nuovo, per il quindicesimo anno, le porte della Biblioteca Ariostea per proseguire con nuove tappe del percorso di un viaggio con la psicologia ed altre storie.
Per il ciclo Anatomie della mente e altre storie… – Sei conferenze di varia psicologia.  Anno XVI. In collaborazione con la Sezione di Neurologia, Psichiatria e Psicologia Clinica Facoltà di Medicina, Farmacia e Prevenzione dell’Università di Ferrara

Scarica la locandina  Anatomie della mente – Anno XVI
 

Conferenze e Convegnivenerdì 20 gennaio 2023 ore 17

La scelta della pace in epoca moderna. Motivazioni laiche e religiose.

Conferenza di Piero Stefani

Nicola Alessandrini introduce e presenta il nuovo ciclo di incontri 2023 “Anatomia della pace”
Nell’Ottocento l’uomo politico quacchero John Bright affermò di voler affrontare la questione della pace non in nome di un astratto pacifismo cristiano, bensì con argomenti accettabili anche dai suoi oppositori. L’opzione è una specie di riassunto di un lungo arco temporale in cui alcune convinzioni religiose assolute si incrociarono con le istanze diplomatiche simboleggiate dalla scritta collocata sulla tavola della Friedenssal di Münster: «audiatur et altera pars» («si ascolti anche l’altra parte») (Pace di Vestfalia 1648). Dal canto suo, a fine XVII secolo William Pen scelse come esergo di un suo breve saggio dedicato alla pace in Europa il detto: «Beati Pacifici. Cedunt Arma Togae». Discorsi di ieri che si ripropongono, con drammatica attualità, nell’oggi.
A cura dell’Istituto Gramsci e dell’Istituto di Storia Contemporanea a di Ferrara

Scarica la locandina  Anatomia della pace

Conferenze e Convegnisabato 21 gennaio 2023 ore 9

Poteri, patrimoni, scritture. L’abbazia di Pomposa tra esarcato e regno (secoli IX-XI)

Convegno di studi

Nell’ambito del progetto “Cantiere Pomposa”, la Deputazione provinciale ferrarese di storia patria, in collaborazione con il Progetto PRIN “Fiscal Estate in Medieval Italy: Continuity and Change (9th – 12th centuries)”, presenta un convegno di studi dedicato ai rapporti tra l’abbazia di Santa Maria di Pomposa e i poteri e le istituzioni dell’esarcato e del regno italico nei secoli centrali del medioevo, con particolare attenzione alle scritture e alle strategie documentarie.
Secondo appuntamento del convegno, che si aprirà presso la Biblioteca di Casa Niccolini (Via Romiti, 13) nella giornata di venerdì 20 gennaio 2023 alle ore 15. 
Link alla prima sessione a Casa Niccolini

Seconda sessione

  • Paolo Tomei (Università di Pisa) Adriatico Tirreno. Sui rapporti fra i marchesi di Tuscia, Pomposa e l’area deltizia (secoli IX-XI)
  • Maria Elena Cortese (Università di Genova) Comacchio, Pomposa e l’area del delta nella sfera d’influenza ravennate (secoli IX-XI)
  • Enrico Cirelli (Università di Bologna) I rapporti fra Pomposa, l’area settentrionale dell’esarcato e Ravenna alla luce delle fonti archeologiche
  • Discussione

Terza sessione

  • Corinna Mezzetti (Archivio Storico Comunale di Ferrara) «Per iussionem domni abbatis»: tabellioni, dativi e notai al servizio di Pomposa (secoli X-XI)
  • Antonio Manfredi – Anna Berloco (Biblioteca Apostolica Vaticana) Tra libri e documenti: grafie monastiche a Pomposa nel secolo XI
  • Discussione e conclusione dei lavori

Sarà possibile seguire i lavori anche online su piattaforma Teams. Per ottenere il link, e per ogni altra informazione, scrivere a Giovanni Isabella – giovanni.isabella@unibo.it; Corinna Mezzetti – corinna.mezzetti@gmail.com

Incontro con l’autorelunedì 23 gennaio 2023 ore 17

Storie minori della Ferrara di un tempo. Tra curiosità, misteri e fatti straordinari

Ne parlano Marialucia Menegatti e Francesco Scafuri

I due studiosi toccheranno episodi poco conosciuti, inediti o curiosi riguardanti artisti ferraresi, o attivi a Ferrara tra il XVI e il XVII secolo. Saranno altresì esaminate, grazie all’ausilio di cronache e documenti dell’epoca, vicende legate ai luoghi deputati ad accogliere le preziose collezioni di opere d’arte (dipinti, sculture, arazzi), come il Castello Estense, il Palazzo Ducale, le residenze nobiliari cittadine. Inoltre, saranno presi in esame alcuni casi riguardanti santi, criminali e figure singolari o misteriose, che hanno suscitato clamore o sgomento in città nel corso dei secoli.
Marialucia Menegatti, storica dell’arte, è autrice di studi dedicati in particolare alle committenze degli Este e alle loro collezioni, nonché di pubblicazioni monografiche dedicate ad alcuni dei principali esponenti della famiglia estense. Borsista di ricerca presso l’Università degli Studi di Ferrara e componente del Consiglio Direttivo di DiDiART- Diagnostica e Digitale per l’Arte-Università di Ferrara, è consigliere della associazione Ferrariae Decus e membro del Comitato Scientifico dell’Istituto di Studi Rinascimentali.
Francesco Scafuri, storico e scrittore, è stato fino al 2021 responsabile dell’Ufficio Ricerche Storiche del Comune di Ferrara. Autore di innumerevoli studi sulla città, ha collaborato con Rai, Mediaset, emittenti locali e straniere, oltre ad aver tenuto conferenze nell’ambito di convegni nazionali e internazionali. Socio dell’Accademia delle Scienze di Ferrara, è consigliere delle associazioni Ferrariae Decus e De Humanitate Sanctae Annae.
A cura della casa Editrice Faust Edizioni

Conferenze e Convegnimartedì 24 gennaio 2023 ore 17

Il corpo femminile nella manualistica medica del ‘500: l’Enneas muliebris di Ludovico Bonaccioli

Conferenza di Gionata Liboni

L’Enneas muliebris di Ludovico Bonaccioli, di cui la Biblioteca Ariostea possiede l’editio princeps del 1502-3,  offre a Lucrezia Borgia un manuale che racchiude le teorie e le pratiche relative al   corpo femminile e  alla sua capacità riproduttiva. In risposta alle attese di un nuovo pubblico di lettrici colte, il Bonaccioli tenta di conciliare visioni della donna appartenenti a tradizioni medico-filosofiche diverse, in cui il retaggio della tradizione scolastica dialoga con i nuovi orizzonti aperti dall’umanesimo.  Ripetutamente stampata in importanti raccolte di testi ostetrici e ginecologici del XVI e XVII secolo, l’opera subisce significativi interventi editoriali che denunciano l’insufficienza – e forse l’inattualità – di un progetto culturale sospeso tra antichi testi e nuovi contesti.
Per il ciclo “Testo e contesto” a cura dell’associazione Amici della Biblioteca Ariostea

Incontro con l’autoremercoledì 25 gennaio 2023 ore 17

Narrando Poesie

Presentazione del volume di Luca Nagliati

Albatros il Filo, 2022
Dialoga con l’Autore Nicoletta Zucchini, vicepresidente del Gruppo scrittori ferraresi Aps
Narrando poesie, è una silloge poetica scritta con linguaggio semplice e con verso libero, componimenti che, come li definisce l’autore, sono “un po’ meno del verso e un po’ più della prosa”. Nella raccolta sono stati trattati diversi argomenti, che riflettono principalmente intorno al vivere intensamente la vita, al coraggio di affrontarla senza paura, assaporando gioie e cercando la forza di rialzarsi dopo dolori e cadute. L’autore si pone domande sull’esistenza, sul guardarsi dentro, fino a meditare sulla “fame di vivere”. Luca Nagliati apre anche una finestra sugli immigrati, sugli ultimi, per dare una voce alle persone meno fortunate di noi, per raggiungere una migliore giustizia sociale. Altra tematica che sta a cuore all’autore riguarda l’ambiente in cui viviamo: la terra, il mare, il cielo e l’uomo che da anni sta inquinando e dissipando le risorse del nostro pianeta, altera ndo gli equilibri della natura. Nel libro non manca il tema dell’amore, altalena di emozioni che si provano quando si vuole bene ad un compagno/a, l’autore racconta una parte di sé stesso, insieme ai tentativi di osservare piccole cose e aspetti che si danno per scontati, ma che scontati non sono.
Luca Nagliati è alla sua seconda esperienza letteraria e con candore confessa: “Spero di essermi fatto del bene, scegliendo di esprimermi a cuore aperto.” Sono convinto che leggere un nuovo libro è come vivere un’altra vita, una “vita nuova”.
A cura del Gruppo scrittori ferraresi Aps

Incontro con l’autoregiovedì 26 gennaio 2023 ore 17

Le carni. Conoscerle per cucinarle meglio

Presentazione del libro di Dino e Claudio Bergamaschi

Europa Edizioni, 2022
Dialogherà con gli autori Federica Graziadei, presidente del Gruppo Scrittori Ferraresi Aps
Curiosità e cenni storici per tutti gli appassionati di cucina della nostra ricchissima tradizione! Per cucinare la carne in modo ottimale, è necessario saper conoscere il taglio anatomico più indicato per ciò che si vuol fare. Ogni taglio ha delle peculiarità e conoscerle è basilare per ottenere il massimo in cucina. Oggi nel commercio moderno, la fa da padrona la grande distribuzione, dove il libero servizio è imperante a discapito del banco assistito. Destreggiarsi tra i vari tagli senza alcun macellaio da cui farsi consigliare non è sempre semplice… quindi perché non farsi consigliare da chi si occupa di questo argomento dal 1980?
A cura del Gruppo Scrittori Ferraresi Aps

Incontro con l’autorevenerdì 27 gennaio 2023 ore 17

Mamma, presto ritornerò

Presentazione del libro di Fabrizio Canella

Pluriversum Edizioni, 2022
Dialoga con l’Autore Antonio Di Bartolomeo (Docente presso Liceo Ariosto di Ferrara)
Interviene Luigia Modonesi, Sindaco di Fiesso Umbertiano (RO) con una testimonianza dal titolo “Siamo qui solo di passaggio. La persecuzione antiebraica in Polesine 1941-45”.
L’evento sarà accompagnato da intermezzi musicali a cura del duo “Braiato & Morali”.
Il libro è tratto dal diario di Elio (Adriano) Canella – padre dell’autore – scritto durante la prigionia in un lager nazista e dopo la liberazione, avvenuta nei primi giorni di maggio del 1945. Il testo contiene considerazioni storiche e rimarca le vicissitudini di una terribile esperienza: due anni di reclusione costellati da fatiche e stenti, da angherie e maltrattamenti. Denominati schiavi di Hitler, i prigionieri erano vittime dell’ideologia xenofoba del totalitarismo tedesco. Il libro, oltre a onorare la memoria di un uomo e di un padre, mette anche in luce il susseguirsi caotico di emozioni per la lunga ed estenuante attesa di un rimpatrio che tardava ad arrivare, prima di riacquistare la libertà e riabbracciare finalmente i familiari. In tal modo, intende celebrare la tenacia, la speranza e la fortuna di chi è sopravvissuto.
Fabrizio Canella nasce nel 1955 a Rovereto, piccola frazione del comune di Ostellato a una ventina di chilometri da Ferrara, città in cui consegue la laurea in Farmacia presso l’Università degli Studi di Ferrara. Per 36 anni ha svolto la professione di informatore medico scientifico che lo porta a spostarsi anche all’estero.

Scarica la locandina  Mamma, presto ritornerò

Incontro con l’autorelunedì 30 gennaio 2023 ore 17

Parole nel vento

Presentazione del libro di Maurizio Olivari

Dialoga con l’autore Cinzia Brancaleoni
Letture di Roberto Gamberoni
I dieci racconti presenti nel libro ci portano a conoscere personaggi singolari e curiosi che potremmo incontrare passeggiando per Ferrara (a volte addirittura inanimati come la vecchia bicicletta voce narrante del primo racconto), e storie che insieme formano un affresco della nostra esistenza nelle sue varie sfaccettature: la gioia, il dolore, il sogno, la nostalgia, l’amore nelle sue varie accezioni.
A cura dell’Associazione culturale Olimpia Morata di Ferrara

Conferenze e Convegnimartedì 31 gennaio 2023 ore 17

Kandinsky e le arti. Dalla parola al segno al colore

Conferenza di Daniela Cappagli

Vasilij Kandinsky è stato uno dei più importanti artisti nella storia dell’arte europea. È considerato il padre della pittura astratta, corrente che ha cambiato per sempre la concezione delle arti figurative. Lui è stato il principale volto dell’Astrattismo ed anche un protagonista del suo tempo, non solo per la sua innovativa pittura ma anche per le sue produzioni scritte di riflessione sull’arte pittorica, per le poesie astratte, per i suoi scritti teatrali e i saggi. Ci ha lasciato in eredità un grande patrimonio artistico e culturale, ma forse il suo più grande lascito è stato quello di fissare per sempre il concetto che l’arte non è solo tecnica, non è solo riproduzione. L’arte è emozione e spiritualità, è rendere visibile l’invisibile e l’opera conserva nei secoli la vi sione dell’artista, rendendolo immortale.
Per il ciclo “I colori della conoscenza. I linguaggi e le arti” a cura di Istituto Gramsci e Istituto di Storia contemporanea di Ferrara

Scarica la   Locandina I colori della conoscenza 2023

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Confutando Max Weber

A conferma del fatto che il processo di capitalizzazione sorse nell’Italia del periodo medievale, ci sono le tesi di svariati illustri storici economici, come ad esempio il celebre studioso francese Fernand Braudel, che, in modo chiaro e senza alcun dubbio, scrisse che il capitalismo si generò dal mondo cattolico e non da quello protestante, arrivando al punto di affermare che furono i protestanti tedeschi e quelli olandesi ad emulare il mondo mediterraneo.

Secondo quanto sostiene Braudel, i cattolici furono più duttili e ricchi di fantasia e Max Weber nei suoi studi artefatti ha creato un pregiudizio e uno schema mentale che è finalmente confutato dalle ricerche storiche e storiografiche più approfondite e documentate.

Braudel dichiarava che i Paesi del Nord non hanno fatto altro che occupare il posto che per lungo tempo era appartenuto ai vecchi centri capitalistici del Mediterraneo,

Invero, essi non hanno inventato nulla, né nella tecnica, né nella conduzione degli affari.

Amsterdam, secondo lo storico francese, aveva ricalcato i modelli di Venezia, come la stessa Londra avrebbe poi copiato a sua volta quelli di Amsterdam.

Tornando allo studio compiuto dal professor Nuccio, si evince quanto egli abbia inteso collocare una pietra tombale sulla tesi secondo la quale il capitalismo sia nato grazie alla Riforma protestante.

Il professore confuta la visione di Weber e di coloro che sostengono la sua tesi storica, dimostrando che essi passano dalla Scolastica medievale alla Riforma protestante, saltando in modo sorprendente il decisivo pensiero umanistico, fase storica fondamentale per comprendere veramente la nascita del capitalismo.

Dagli studi di Nuccio si evince che la cultura laico-umanistica inizia con l’esaltazione della razionalità dell’azione umana condotta da Albertano da Brescia e abbraccia un’ampia area di idee e di pensatori vissuti nella prima metà del primo millennio, per arrivare al primo “codice di comportamento” negli affari di Leon Battista Alberti.

Nuccio, contestando a Weber il fatto di aver evaso dai suoi studi e dalle sue ricerche il periodo storico umanistico e che per questo egli non seppe cogliere l’incapacità di Calvino ad aprirsi al vento dei tempi in modo completo, rimanendo ancorato ai residui vetusti ed inconciliabili con il materiale umanistico, dimostra che ogni idea e ogni precetto riguardante gli affari che gran parte degli storici attribuiscono alle istituzioni e ai dettati del protestantesimo, si riscontra negli sviluppi dell’umanesimo italiano e nel plurisecolare scontro condotto dai mercatores italiani contro gli angusti precetti pauperistici e quindi anticapitalisti della dottrina cattolica e romana nella sua declinazione tanto anacronistica e insensata quanto arretrata.

In finale, Oscar Nuccio, sebbene dimostri che Calvino non sia stato l’artefice del capitalismo, non intende demolire il ruolo storico della Riforma protestante nello sviluppo del capitalismo moderno, ma intende confutare l’interpretazione data da Max Weber e dai post-weberiani, ossia quella equazione anti storica “etica protestante-spirito del capitalismo”.

I posteri e gli attuali storici, nonché gli studenti, dovrebbero essere alquanto riconoscenti al professore, per la sua eccelsa opera di speculazione storica che ha contribuito a svelare i falsi e i luoghi comuni storici che rispondono più a motivazioni ideologiche che a metodologie storiche.

Solo per questi motivi finora esposti, Oscar Nuccio avrebbe meritato il premio Nobel per l’economia se la sua opera non fosse stata, e ahimè continua ad essere, boicottata a causa della grettezza di molti storici suoi connazionali.

http://www.opinione.it/economia/2022/12/15/fabrizio-valerio-bonanni-saraceno_weber-capitalismo-protestanti-nuccio-cattolici/

Argomenti vari

Il futuro è già qui

Del resto il numero di persone con cittadinanza italiana all’estero è impressionante: in aggiunta ai 60 milioni di italiani in Italia, ce ne sono oltre cinque milioni e mezzo – di cui più di due e mezzo tra i 18 e i 49 anni – iscritti all’Aire, l’anagrafe dei residenti all’estero. Molti di questi – oltre 2,2 milioni – hanno il passaporto italiano grazie a qualche padre, nonna, bisnonno, in virtù dello ius sanguinis. Ma c’è anche l’emigrazione nuova, “ripartita” più o meno vent’anni fa e in costante aumento: quella raccontata appunto da Michela Grasso. Nel solo 2020, per esempio, secondo i dati pazientemente e preziosamente raccolti ogni anno nel Rapporto Italiani nel Mondo, quasi 110mila italiani hanno spostato la propria residenza in un altro Paese: una mobilità soprattutto giovane, dato che quasi il 43% dei neo expat del 2020 aveva tra i 18 e i 34 anni.

E tra questi ci sono alcuni dei protagonisti delle 240 pagine del libro. Che sono partiti per le ragioni più svariate: «C’è chi fugge, lottando per la propria sopravvivenza. C’è chi lascia tutto per amore, che sia per un partner o per un figlio. E c’è chi migra con la consapevolezza che ci sia ben poco per cui valga la pena di restare. Le ragioni per andarsene sono innumerevoli e ognuno le vive in maniera diversa».

https://www.repubblicadeglistagisti.it/article/recensione-libro-michela-grasso-futuro-non-puo-aspettare-spaghettipolitics

Argomenti vari

Il figlio del farmacista

Un giovane inquieto in cerca d’un proprio destino decide di entrare nel difficile mondo degli avvocati, con una ingegnosa strategia attuata nel carcere tra i reclusi, diventa un brillante penalista.

Deluso dal formalismo giuridico prende interesse per le scienze sociali e si trasforma in docente di sociologia e scrittore. Comprende le rivoluzioni economiche e scientifiche accadute nel secondo ’900, incontra l’amore – dopo molte delusioni – ed è alla fine un lucido e convinto relativista.

Le ultime quattro sezioni del racconto propongono una teoria del relativismo moderno utile per capire il mondo attuale.

Frequentando un grande artista solitario impara che è ancora possibile nel nostro tempo seguire la propria vocazione senza inutili frenesie di successo ed essere così relativamente felici.

Gian Paolo Prandstraller è sociologo e saggista, autore di numerose opere sociologiche e di ricerche nel campo delle scienze sociali, ha dedicato alla narrativa: Erik il Rosso scopre la Groenlandia (2004), Le galline pavane di Galileo (2006), 1 laghi italiani di Corot (2010), Il vaso sacro di Uruk (2012), Li ultimo viaggio di Antonio (2014)