conferenza

Maggio alla Ariostea

Eventilunedì 2 maggio 2022 ore 17

La scatola degli antichi bottoni

Presentazione di ebook e audiolibro

Intervengono Giorgio Ferroni (II° vG del Distretto Lions 108 Tb) Lorella Ansaloni, Rosa Fogli, Alessandra De Rosa, Camilla Insarda (Gruppo New Voices Distretto Lions 108 Tb), Mario Sileo (Liceo Scientifico A. Roiti) e Carla Fiorini (Biblioteca Comunale Ariostea)
La scatola degli antichi bottoni, un gioco online che durante la pandemia ha visto la partecipazione di persone di tutte le età, in una scrittura emotivamente coinvolgente, che ha attinto al passato, ai ricordi…
Chi, infatti, non ha nella propria casa un semplice bottone? E’ incredibile come un piccolo oggetto apparentemente insignificante possa ridestare in noi un ricordo… Un vestito comprato per un’occasione speciale, una nonna sarta affettuosa, una divisa alla marinara…
Ecco, allora, questo racconto corale trasformato in un ebook e in un audiolibro (realizzati dagli studenti del Liceo A.Roiti sotto la supervisione del prof. Mario Sileo), un regalo alla cittadinanza che ci insegna come, anche in un periodo di clausura forzata, la nostra mente e la nostra fantasia possano sempre librarsi in volo.
Da un’idea del Gruppo New Voices del Distretto Lions 108 Tb, in collaborazione con il Liceo Scientifico A.Roiti e il Servizio Biblioteche e Archivi del Comune di Ferrara

Incontro con l’autoremartedì 3 maggio 2022 ore 17

​Monet cieco

Presentazione del libro di Roberto Dall’Olio

Dialogano con l’Autore Roberta Barbieri e Giuseppe Quattrini
Letture di Maria Calabrese
Monet cieco può anche essere definito una serie di variazioni sullo stesso colore, il nero, quasi totalmente assente nell’opera di Monet, nero che contiene tutti i colori e compito dei versi appare proprio quello di estrarli con leggerezza dal tessuto della luce con uno stile impressionista e jazzistico per cogliere appieno le sfumature del mondo circostante. Svolge un ruolo di catalizzatrice la reinterpretazione moderna della musa di Manet- la pittrice Berthe Morisot- mai citata nel testo.
Monet cieco è un’opera tra artisti : da una parte il pittore con lo spessore del suo talento e dello sguardo, dall’altra il poeta che lo stuzzica, lo rimescola, lo gira come un calzino. Nei testi ci sono i grandi temi della vita e dell’arte, ci sono odori, colori e liquori: “Monet é cieco/ha le persiane abbassate/Che cosa sia il blu/purtroppo/non lo sa più” e “l’orto dei mandarini/con le zagare/dei tuoi maglioni/ha il colore/dell’utopia”. (dalla post-fazione di Roberta Barbieri).
Opera adamantina, i suoi versi si susseguono con lineare bellezza, limpidi e caldi come un mare del Sud. Da leggere e da amare. (dalla prefazione di Marcello Buttazzo).

Conferenze e Convegnimercoledì 4 maggio 2022 ore 17

Mappe e sentieri

Un’introduzione agli studi urbani critici

Barbara Pizzo, Giacomo Pozzi e Giuseppe Scandurra ne parlano con Maria Giulia Bernardini (Università d Ferrara), Orsetta Giolo (Università di Ferrara) e Michele Nani (CNR-ISMed)
E’ possibile superare la gabbia degli steccati disciplinari? Si può dar vita anche in Italia a degli studi urbani che siano terreno di confronto comune per tutti i ricercatori che con sguardi differenti studiano la città? Cosa vuol dire applicare uno sguardo “critico”? Proviamo a rispondere a queste domande interrogando gli autori del libro “Mappe e sentieri” (Editpress) e quelli di “Abitare i diritti” (Pacini editore)
A cura di Università di Ferrara – Dipartimento di Studi Umanistici

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Mappe e sentieri
 

Conferenze e ConvegniGiovedi 5 maggio 2022 ore 17

Archimede, l’arte della misura

Conferenza di Marco Andreatta

Misurare lo spazio è cruciale per il nostro processo di conoscenza. Archimede è un pioniere della geometria, nella sua accezione più letterale di «misura della terra». Primo nel misurare enti curvi nello spazio e nel calcolare la superficie e il volume della sfera, fu geniale nel metodo, che affascinò tutti i grandi protagonisti della scienza moderna: da Galileo che ne riprende le dimostrazioni con una sensibilità nuova, a Gauss che ne estende i calcoli con conseguenze mirabolanti, fino a Einstein che con la sua Equazione di campo scopre una delle formule più famose della storia del pensiero scientifico, un’espressione che può essere pensata come la versione contemporanea della formula di Archimede.
Marco Andreatta è professore ordinario di Geometria all’Università di Trento, dove è anche direttore del dipartimento di Matematica e del Centro Internazionale di Ricerche Matematiche. È stato presidente del MUSE, Museo delle Scienze della stessa città. Con il Mulino ha pubblicato «La forma delle cose. L’alfabeto della geometria» (2019).
A cura dell’Accademia delle Scienze di Ferrara

Conferenze e Convegnivenerdi 6 maggio 2022 ore 17

L’Istria e Fiume nel Novecento: culture a confronto nell’epoca degli Stati nazionali

Conferenza di Vanni D’Alessio, docente di Storia Contemporanea dell’Università di Napoli Federico II

Quali sono le particolarità dell’Istria e di Fiume? Come si sono definite storicamente nell’epoca moderna e contemporanea? In che modo l’Impero Austro-Ungarico governava le sue genti e qual è stata la sua l’eredità nelle società dell’Adriatico settentrionale? Com’è avvenuta la transizione ai Regni d’Italia e Jugoslavia, poi alle Repubbliche Italiana e Jugoslava, e infine alla Slovenia e alla Croazia? Quali le conseguenze per questi territori e le sue genti? In una sorta di viaggio virtuale, l’incontro con Vanni D’Alessio, intende offrire un affresco storico di questi luoghi e proporre una discussione sui molti temi che li toccano.
A cura dell’Associazione Amici della Biblioteca Ariostea

Conferenze e Convegnilunedì 9 maggio 2022 ore 17

​Intelligenza artificiale: opportunità o deriva?

Ne parlano Maura Franchi (Università di Parma) e Alessandro Piccirillo (Centro Studi Etica e Bioetica -CSEB di Padova)

Introduce Alfonso Sciasci (CERBI)
L’intelligenza artificiale, tema poco presente nell’agenda culturale pubblica, in realtà è già attiva nella vita delle persone e pone delle incognite non trascurabili riguardo al futuro. Le macchine intelligenti sono più veloci e performanti degli esseri umani, costano ma non percepiscono lo stipendio, non hanno riposi compensativi e ferie, non dormono e non si ammalano. Oltre a questo, acquisiscono sempre più lo status di agenti artificiali morali, divenendo così da mezzi a soggetti, da strumenti ad attori. La soglia della moralità è stata attraversata. Quale significato ha questo attraversamento? Quali limiti devono essere posti (o imposti?) affinché le creazioni umane, non sfuggano di mano agli esseri umani stessi? Quali effetti a lungo periodo sul mercato del lavoro, sui processi democratici e sulle istituzioni politiche? L’intelligenza artificiale non è più solo un argomento pe r addetti ai lavori, ma i suoi studiosi e ricercatori sono al centro dell’azione politica. Questo e le ricadute sull’ambito lavorativo, sociale, dell’assistenza, sulla finanza e tanti altri ancora sono un motivo ulteriore per promuovere una riflessione allargata e partecipata sul tema.
A cura di CERBI e Alleanza Evangelica Italiana 

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Conferenze e Convegnimartedì 10 maggio 2022 ore 17

Il riconoscimento dell’invalidità civile e la Legge 104/92

A cura dell’associazione A.L.I.Ce Ferrara odv in collaborazione con il Centro H

Intervengono Anna Guarnieri, responsabile del servizio Centro H CAAD –  InformaHandicap del Comune di Ferrara, e Claudio Mari, presidente A.L.I.Ce Ferrara odv
Quando si è stati colpiti da Ictus o da grave disabilità, usciti dalla fase ospedaliera, i pazienti ed i loro familiari si pongono molte domande, fra le quali cosa sono l’invalidità civile e la Legge 104/92, ovvero il riconoscimento invalidità ed handicap.
Partendo da questi presupposti, A.L.I.Ce Ferrara odv (associazione per la lotta all’ictus cerebrale), e il CENTRO H – INFORMAHANDICAP – CAAD incontrano la cittadinanza per spiegare cos’è il riconoscimento dell’invalidità civile e la legge 104/92
Si parlerà, in particolare, del riconoscimento dell’invalidità e dell’handicap, dell’accertamento, di come leggere i verbali, quali contributi si possono richiedere, delle normative, cosa è il CAAD (Centro per l’Adattamento dell’Ambiente Domestico) ede gli altri servizi del Centro H del Comune di Ferrara. Si affronterà, inoltre, del ruolo dell’associazione A.L.I.Ce Ferrara odv.
L’iniziativa è patrocinata dal Comune di Ferrara

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Incontro con l’autoremercoledi 11 maggio 2022 ore 17

Un caffè da Compay: appunti di viaggio

Presentazione del libro di Stefano Bottoni

CEE Edizioni, 2022
Intervengono Massimo Benedetti e Gianni Fantoni
Moderazione a cura del Consorzio Eventi Editoriali
Partendo dal principio, da me molto sentito, che “i ricordi sono fatti per essere ricordati”, alcuni anni or sono, una domenica mattina presto di novembre, ritrovai casualmente una foto fatta d’estate a Rimini alla fine degli anni ’50. D’incanto mi “vidi“, bambino di sette anni in compagnia di mia madre, perso nel ricordo di una mia piccola avventura davanti, dentro e sopra il palco di un caffè concerto, un’estate sulla riviera adriatica. Da quella foto, e da quel particolare ricordo estivo, altre foto più o meno annebbiate sono sbucate per incanto allo scoperto, facendo nascere in me il piacere di assaporare, a distanza di tempo e luoghi, ricordi apparentemente slegati tra di loro ma che, letti dal mio personale “computer di bordo”, sono ancora lì, incastonati in un file fantastico e che, con tutta la loro casualità, riemergono in superficie.
A cura del Consorzio Eventi Editoriali

Incontro con l’autoregiovedi 12 maggio 2022 ore 17

Il viaggio di una promessa. Attraverso la storia di un popolo dimenticato: gli armeni nascosti dell’Anatolia.

Presentazione del libro di Fatemeh Sara Gaboardi Maleki Minoo

Linee Infinite, 2021
Letture di Roberto Gamberoni
Un viaggio-reportage di testimonianze e immagini legati al Genocidio degli Armeni dal 1915 con le ripercussioni che ancora oggi comporta nei rapporti tra popoli che abitano sulla stessa terra tra guerre e odii… non molto distanti dalle motivazioni, spesso economiche, che le governano. Fatemeh, mossa da un legame con quelle storie, ne ha fatto un viaggio di studio approfondito tra luoghi e testimonianze dirette di molti dei suoi protagonisti. Una promessa fatta ne è stata il motore e la spinta per trovare radici ed emozioni che non pensava di poter provare. Letture e immagini accompagneranno la narrazione.
A cura dell’Associazione Culturale Olimpia Morata di Ferrara

Conferenze e Convegnivenerdì 13 maggio 2022 ore 15 e sabato 14 maggio 2022 ore 9,30

Libri e lettori al tempo di Dante. La biblioteca di Santa Croce in Firenze

Giornate di studio a cura del Dipartimento di Studi Umanistici dell’Università di Ferrara

L’evento fa parte del progetto di ricerca di rilevante interesse nazionale (PRIN 2017) dedicato allo studio, alla valorizzazione e alla tutela del patrimonio librario dell’antica biblioteca francescana di Santa Croce in Firenze. Le due giornate di lavoro, organizzate in collaborazione con le Università di Bologna e di Roma Tre, hanno l’obiettivo di offrire al pubblico i primi risultati dello studio dei manoscritti (ora conservati presso la Biblioteca Laurenziana e la Biblioteca Nazionale di Firenze), la cui straordinaria complessità ha consentito un’analisi interdisciplinare delle forme concrete in cui i testi classici, filosofici, storici e teologici furono prodotti e tramandati, letti e studiati a Firenze fra tardo Medioevo e primo Rinascimento.

Venerdì 13 maggio ore 15

Mirna Bonazza (Biblioteca Comunale Ariostea), Saluto di benvenuto ai partecipanti
Sandro Bertelli (Università di Ferrara), Apertura dei lavori

ore 15.20
Presiede Sandro Bertelli (Università di Ferrara)
Roberta Iannetti (Università di Ferrara), Codici e copisti francescani a Firenze nel sec. XIV.
Veronica Albi (Università Roma Tre), I Minori e il “Libro di Giobbe”.
Antonello Gatti (Università di Ferrara), Per la biblioteca di Santa Croce: uno sguardo sul mondo
classico.
            *Pausa caffé*
Costantino Marmo (Università di Bologna), La logica dei Modisti a Santa Croce, tra fine XIII
secolo e inizio XIV secolo.
Claudia Appolloni (Università di Bologna), Terminologia linguistica, studio dell’ebraico ed
esegesi biblica nelle “Note” attribuite a Ruggero Bacone (BML, Plut. 25 sin. 4).
ore 18.30
Discussione sulle relazioni (S. Bertelli, N. Maldina, C. Marmo, A. Pegoretti, F. Rossi)

Sabato 14 maggio ore 9.30

Presiede Costantino Marmo (Università di Bologna)
Benedetta Mariani (Università di Ferrara), Art and patronage: an analysis of selected
illuminated manuscripts from Santa Croce in the National Library of Florence.
Anna Pegoretti (Università Roma Tre), Le “Lamentazioni” a Firenze tra Santa Croce
e la “Vita nova”.
            *Pausa caffé*
Nicolò Maldina (Università di Bologna), Un francescano nella Firenze di Dante:
Servasanto da Faenza.
Federico Rossi (Università Roma Tre), Un libro-biblioteca dei frati Minori: il ms.
Laurenziano Plut. 19 dex 10.
ore 11.45
Discussione sulle relazioni (S. Bertelli, C. Marmo, A. Pegoretti).

Scarica la locandina Libri e lettori al tempo di Dante

Incontro con l’autorelunedì 16 maggio 2022 ore 17

​Martin Lutero

Presentazione del libro di Guido dall’Olio

Dialoga con l’Autore Marcello Girone Daloli
Il volume traccia un profilo della vita e dell’operato del riformatore sassone (1483-1546), dedicato in particolar modo agli studenti, ma anche ai lettori comuni che desiderino un’informazione sintetica ma corretta e scrupolosamente documentata su un personaggio fondamentale della storia europea della prima età moderna. Il pensiero e l’opera di Lutero continuano a far discutere anche a distanza di cinquecento anni e meritano ancora di essere conosciuti in un paese come l’Italia, che nella sua storia ha conosciuto una sola confessione cristiana.
Guido Dall’Olio insegna storia moderna all’Università di Urbino Carlo Bo; è autore di studi su eresia e inquisizione nell’Italia del Cinquecento, oltre che su esorcistica e caccia alle streghe; il suo ultimo lavoro è “Nella valle di Giosafat. Giustizia di Dio e giustizia degli uomini nella prima età moderna” (Roma, Carocci, 2021)

Scarica la locandina Incontri con la spiritualità applicata 2022

Incontro con l’autoremartedi 17 maggio 2022 ore 17

Nova

Presentazione del libro di Fabio Bacà – finalista al Premio Strega 2022

Adelphi, 2021 
Ne parlano con l’autore Roberta Barbieri e Maria Calabrese
Del cervello umano, Davide sa quanto ha imparato all’università, e usa nella sua professione di chirurgo. Finora gli è bastato a neutralizzare i fastidiosi rumori di fondo e le modeste minacce alla vita tranquilla che  ha consolidato insieme alla famiglia  nella casa in cui vive alle porte di Lucca: l’estremismo vegano della moglie, ad esempio, oppure il litigio con il vicino di casa piuttosto aggressivo. L’incontro con Diego, che diviene il suo enigmatico maestro zen, lo spinge a sondare quelle vibrazioni più sinistre che lo toccano in profondità, causate da altri inattesi episodi della vita quotidiana. Suo malgrado Davide si trova ad avere a che fare con la componente violenta della vita, e allora scopre che a contare, e spesso a esplodere in modo feroce,  è quanto del cervello non si sa. O si preferisce non sapere. 
A cura dell’Associazione Amici della Biblioteca Ariostea

Invito alla letturamercoledì 18 maggio 2022 ore 17

​I pilastri della Terramara (Vol. I e II)

Alle radici di economia società e ambiente nel territorio di Bondeno

Presentazione dei volumi a cura di Massimo Vidale, Simone Bergamini, Giulia Osti, Vito Giuseppe Prillo, Chiara Reggio, Filippo Trevisan
Intervengono Simone Bergamini, Daniele Biancardi, Chiara Milanesi
Edizioni Antilia, 2021
I due volumi presentano in modo dettagliato i risultati delle campagne di scavo effettuate dal  2013 al 2018 sul sito della Terramara di Pilastri di Bondeno (FE), uno dei tanti villaggi arginati del II millennio a.C. che costellano la Pianura Padana e le tracce della sua complicata idrografia, qui “decifrata” in modo esauriente. Questo studio è incentrato sullo scavo di uno dei più antichi laboratori ceramici della penisola tramite una accurata definizione degli spazi scavati, di come essi fossero diversamente utilizzati da punto a punto, e della sua cronologia, sia attraverso il radiocarbonio, sia mediante lo studio comparativo dei frammenti di vasi. I risultati delle ricerche hanno dimostrano che la Terramara di Pilastri faceva parte di un reticolo di scambi e contatti di ampiezza insospettata, che potrebbe aver abbracciato l’entroterra Tosco-Emiliano, l’Europa centro-orientale, le sponde del Mar Baltico e la Sicilia.

Conferenze e Convegnigiovedì 19 maggio 2022 ore 17

Che cosa è la gratitudine. Psicologia di un sentimento da riscoprire

A cura di Stefano Caracciolo

La gratitudine non è solo la più grande delle virtù, ma il genitore di tutte le altre. Cicerone

Anche quest’anno le “Anatomie della mente”, il più longevo ciclo di incontri della Biblioteca Ariostea, ha esplorato paesaggi straordinari come la narrativa internazionale, la follia, l’anima, la poesia, i sentimenti e la vita attraverso la lente della Psicologia, moderno strumento di lettura di una società sempre più indecifrabile.
Le “Anatomie della mente” del prof. Caracciolo ritorneranno in Biblioteca Ariostea il prossimo 15 dicembre 2022.
Per il ciclo Anatomie della mente – Conferenze dei Giovedì di Psicologia – Anno XV, in collaborazione con la Sezione di Neurologia, Psichiatria e Psicologia Clinica della Facoltà di Medicina, Farmacia e Prevenzione dell’Università di Ferrara

Conferenze e Convegnivenerdì 20 maggio 2022 ore 17

Preferisco di no. Vita onesta di Cesare Goretti

Conferenza di Filippo Domenicali

Introduce Nicola Alessandrini
Cesare Goretti, che la città di Ferrara ricorda come «filosofo patriota», è stato testimone di alcune delle vicende salienti della storia intellettuale italiana tra le due guerre. Laureato con Gioele Solari all’università di Torino nel 1909, ma soprattutto allievo – l’unico, secondo Bobbio – dell’importante filosofo Piero Martinetti, di cui è stato anche l’avvocato, il confidente e l’amico, negli anni del regime ha dato prova di non comune rigore morale, rifiutando ostinatamente ogni compromissione. Segretario, nel 1926, del VI congresso della Società filosofica italiana presieduto dal Martinetti, e sciolto d’imperio dall’autorità fascista; protagonista dell’avventura della «Rivista di filosofia», tra le poche voci eretiche nell’Italia allineata degli anni Trenta; raffinato cultore degli studi giuridici e al contempo filosofo dalle letture sterminate, Cesare Goret ti a causa – o forse in ragione – della sua integerrima struttura morale giunse molto tardi, solo dopo la Liberazione, alla cattedra universitaria in filosofia del diritto, e proprio a Ferrara. Con la sua intransigenza, Goretti ha incarnato l’esempio di una vita onesta, fatta di pazienza, antifascismo e rigore.
Per il ciclo “Elogio dell’onesto ignoto” a cura di Istituto Gramsci e Istituto di Storia Contemporanea di Ferrara

Scarica la locandina Elogio dell’onesto ignoto 2022

 

MostreInaugurazione venerdì 20 maggio 2022 ore 17,30 in Sala Ariosto

Ferrara per i soldati d’Italia – il Comitato di Preparazione e Organizzazione Civile della città

Mostra promossa dal Servizio Biblioteche e Archivi del Comune di Ferrara in collaborazione con l’Associazione di ricerche storiche Pico Cavalieri

Interverrà l’Assessore alla Cultura Marco Gulinelli
L’esposizione, curata da Enrico Trevisani del Servizio Biblioteche e Archivi prevede un percorso ricco di documentazione cartacea e fotografica, in gran parte inedita, relativa alla vita cittadina ed al conflitto dal 1914 al 1918.
In esposizione anche oggettistica recuperata nelle zone di guerra ed il teatrino dei burattini.
La prima guerra mondiale sconvolse e mutò il territorio, l’uomo e le sue condizioni di vita. Una guerra che si identificò nel fante, nella trincea, nei combattimenti in prima linea, ma che coinvolse anche la popolazione civile, le attività industriali, commerciali, agricole e la scuola. Le industrie dovevano convertirsi alla produzione militare, le campagne dovevano essere coltivate, le bestie accudite ed i bambini dovevano soffrire il meno possibile questa situazione di disagio e continuare ad essere istruiti. Si doveva pensare anche ai soldati impegnati al fronte, in un immane e massacrante conflitto. Ai primi sentori di un intervento in guerra della nazione, già dai primi mesi del 1915, iniziarono a prendere vita, grazie alla disponibilità di cittadini di ogni ceto e condizione, i Comitati di assistenza civile su tutto il territorio nazionale, pronti a dare il proprio contributo in favore della popolazione, dei militari e della macc hina bellica già in movimento. Ferrara, che ospitava diverse realtà militari, dalle caserme all’aeroscalo, si trovò, già dal gennaio del 1915, gremita da militari che, con l’avvicinarsi dell’intervento in guerra dell’Italia, crebbero in modo esponenziale. Per sostenere gli uffici pubblici e dare aiuto ai militari, alle famiglie dei richiamati, ai profughi, agli orfani di guerra, ai feriti e mutilati ed alle persone bisognose, a Ferrara si insediò nei primi mesi del 1915 il Comitato di Preparazione ed Organizzazione Civile. Le realtà benefiche di maggior rilievo sul territorio ferrarese durante la grande guerra furono il Comitato di Preparazione ed Organizzazione Civile e la Casa del Soldato.
Grazie al riordino dell’Archivio del Comitato di Preparazione e Organizzazione Civile di Ferrara ed al fondo Pietroboni, conservati presso l’Archivio Storico Comunale, e all’archivio fotografico del Centro Etnografico Ferrarese, anch’esso oggi collocato all’Archivio Storico Comunale, si è potuto realizzare un flash back temporale della vita cittadina dal 1914 al 1918. Un viaggio tra le carte, le immagini, gli oggetti, farà rivivere quel momento storico così importante e così sofferto.
All’inaugurazione sarà disponibile anche la pubblicazione – catalogo della mostra.
Per info 0532 418246.

Invito alla letturasabato 21 maggio 2022 ore 10,30

LEGGERMENTE – Gruppo di lettura dedicato alle “discipline della mente”

“La forza di essere migliori – Trattato sulle virtù cardinali” – Parte I (fino al cap. V) di Vito Mancuso

A cura di Giancarlo Moretti
«La qualità della nostra vita interiore, il valore di ciò che siamo dipendono da noi e illuminano il nostro destino.»
Viviamo secondo un modello di sviluppo che adora gli oggetti, non la lettura, la cultura, la partecipazione sociale e politica. Consumiamo, inquiniamo, ma così devastiamo noi stessi e il nostro pianeta. Essere migliori è diventato quindi un’urgenza, e il lavoro etico e spirituale una necessità non rimandabile. Ma come far nascere, in noi, il desiderio di praticare il bene? Dove trovare una motivazione che sappia liberarci dalle catene dell’effimero/della società, una forza motrice che dia impulso al nostro costante bisogno di guarigione e al nostro infinito desiderio di bellezza? Riscoprendo le nostre radici che affondano nella cultura classica e nella tradizione cristiana Vito Mancuso ci accompagna in viaggio lungo il sentiero delle quattro virtù cardinali, e offre una nuova prospettiva di senso per le nostre vite in balìa dei tumultuosi venti dell’esistenza. Perché solo colui che non cerca più di vinc ere e di prevalere, ma recupera il senso profondo dell’essere forte, saggio e temperante, può infine essere giusto, e fiorire in armonia con il mondo.
Partecipazione libera e gratuita, previa iscrizione. Info e iscrizioni: Carla Fiorini (c.fiorini@edu.comune.fe.it tel. 0532-418201 – 418202)
In collaborazione con il Servizio Biblioteche e Archivi

Invito alla letturamartedì 24 maggio 2022 ore 17

​L’individualismo radicale di Max Stirner

Presentazione del libro di Giovanni Feliciani

Nichilismo e terrorismo nell’Europa della seconda metà dell’Ottocento
Bibliosofica, 2021 

Intervengono Riccardo Roversi, Riccardo Forni e Flavio Baroni
Per la casa editrice saranno presenti Ottavia Murru e Chiarastella Feliciani

Per radicalità si deve soprattutto intendere il processo storico che apporta dei mutamenti all’ordine esistente, ma qualsiasi azione o pensiero teso a radicalizzare o a superare il presente, va realizzato senza schemi prefissati o ideologie di qualsiasi sorta. Il gesto e il pensiero radicale supera ogni limite o costrizione presente, rovescia la banalità del quotidiano, attua il “desiderio”. La radicalità è dentro di noi, essa aspetta solo di poter esplodere per sommergere il vecchio mondo con i suoi rifiuti.
Giovanni Feliciani (Siena, 1951 – Roma, 2017). Laurea in Filosofia e Diploma di ricerca nelle Scienze storico-morali, da sempre ha una grande passione per i libri e la lettura. È stato libraio, bibliotecario, ricercatore. Ha fondato e diretto la Casa Editrice Bibliosofica. Ha pubblicato: “Biblius. Libro dei Libri”(1999); “Bibliosofia. Scienza del Libro e della Lettura” (2011); “Vivere al ritmo della radicalità nella storia”, (2015); inoltre ha curato, la raccolta di studi “La Biblioteca Pubblica. Antologia degli scritti di Virginia Carini Dainotti” (2014) e insieme ad altri il volume “La Cultura brucia. Anna e la libreria uscita nella Roma degli anni ’70” (2010). È stato cofondatore della collana di Studi Storici, Filosofici Umanistici “Tempora”.

Invito alla letturagiovedì 26 maggio 2022 ore 17

La dignità dell’uomo di Giovanni Pico della Mirandola

Presentazione del libro a cura di Raphael Ebgi

Einaudi, 2021
Ne parlano con il curatore Marco Bertozzi (Università di Ferrara e direttore I.S.R.) e Franco Bacchelli (Università di Bologna)
Nel 1486 Pico scrisse l’introduzione a quelle “Conclusiones” che avrebbero dovuto essere discusse davanti ai sapienti della Chiesa, ma che finirono invece accusate di eresia, come il loro autore. Originariamente senza titolo, il testo venne denominato “Oratio de hominis dignitate” dall’edizione di Strasburgo del 1504. Dimenticato per più di due secoli, venne riscoperto tra Ottocento e Novecento, diventando una specie di manifesto dell’Umanesimo. Ora che le idee ottocentesche e primo-novecentesche sul Rinascimento e certe forzature interpretative dell’Oratio appaiono superate, si può rileggere Pico reinnestando il suo pensiero nella temperie teologica della sua epoca. Ma la sua antropologia e la sua idea di cultura restano un vertice della filosofia italiana e continuano ad avere molto da dire anche nel nostro tempo.
A cura dell’Istituto di Studi Rinascimentali, in collaborazione con Musei di Arte Antica e Fondazione Ferrara Arte
 

Incontro con l’autorevenerdì 27 maggio 2022 ore 17

Scultura

Presentazione del libro di Mirta Carroli

Edizioni Magonza, Arezzo, 2022
Dialogano con l’artista Angelo Andreotti e Maria Luisa Vezzali
La monografia ripercorre l’opera dell’affermata artista attraverso i testi critici di Renato Barilli, Pasquale Fameli, Enrico Crispolti, Giorgio Bonomi e Pietro Bellasi. All’interno del volume immagini ad altissima qualità illustrano gli interventi scultorei di Carroli nei grandi spazi esterni, seguendo le numerose mostre personali di carattere antologico, come “L’alfabeto del grano” di Brisighella (2008), “La persistenza del segno” ambientata nel suggestivo scenario del Castello di Pergine (2009), o come le aeree sculture pensate per dialogare con gli affreschi di Palazzo Schifanoia nell’installazione che si è tenuta a Ferrara nel 2010. Durante la presentazione verrà proiettato un video che ripeterà in loop tutte le pagine del libro, permettendo di apprezzare non solo l’accurata veste grafica della realizzazione editoriale, ma soprattutto l’intensità dell’arte di Carrol i, dove l’astrazione dà vita a forme essenziali e archetipiche, fissate in materiali arcaici e potenti come il ferro o in leghe più recenti ed espressive come l’acciaio corten. In dialogo con l’artista ci saranno Angelo Andreotti e Maria Luisa Vezzali, poeta i cui testi interagiscono da decenni con la produzione scultorea di Carroli, in una sintonia estetica ed etica di singolare affinità. Insieme per affermare una volta ancora con decisione quanto una concezione dell’arte aperta e plurale, fondata sullo studio della tradizione, sull’esplorazione dell’inconscio e sull’analisi sempre lucida della realtà, possa rappresentare un antidoto alla violenza e all’incomunicabilità che contraddistinguono il nostro triste presente.
In collaborazione con il Servizio Biblioteche e Archivi
 

Incontro con l’autorelunedi 30 maggio ore 17

Rubens giocava a pallone

Presentazione del libro di Stefano Muroni

Pendragon, 2021
Letture e presentazione di  Roberto Gamberoni
Interviene Samuele Govoni, scrittore e redattore de La Nuova Ferrara
Partendo da un’attenta ricerca storica, l’autore riporta alla luce la vita di un campione dimenticato che ha il respiro dell’epopea e la magia di una leggenda. “Il 4 maggio del 1949 l’aereo che trasportava i giocatori del Grande Torino, di ritorno da Lisbona, precipita sulla collina di Superga. Rubens Fadini, calciatore, ferrarese, è la più giovane vittima della più grande tragedia sportiva italiana…” (dall’intervista al TG2 del 4 maggio 2021)
Durante l’incontro Stefano Muroni anticiperà importanti progetti cinematografici su Ferrara, Città del Cinema.
A cura dell’Associazione Culturale Olimpia Morata di Ferrara

Incontro con l’autoremartedì 31 maggio 2022 ore 17

Davanti allo specchio

Presentazione della monografia autobiografica di Paolo Baratella

Ghirlandina Editore, 2022
Dialogano con l’Autore Gian Pietro Testa e Lucio Scardino

Si tratta di una monografia autobiografica nella quale racconto come in un romanzo la storia della mia carriera d’artista a partire da quando avevo sei anni e la maestra in divisa fascista, nella scuola di via Bellaria, m’assegnò il primo premio per un disegno che avevo fatto. Il libro è illustrato con il lavoro realizzato in ogni decennio arrivando ai giorni nostri.”
 
Paolo Baratella è nato a Bologna nel 1935 da genitori ferraresi. Inizia la sua attività espositiva nei primissimi anni ‘60 a Milano, per proseguire in molte altre città italiane ed europee, quali Bonn, Parigi, Berlino, Barcellona, Basilea, Helsinki, Bruxelles, Mosca, oltre che a New York, San Francisco, Toronto e Montreal. Nel 1973 espone al Palais des Beaux Arts di Bruxelles e nel 1974 al Musée d’Art Moderne de la Ville de Paris mentre, nel 1976, gli viene assegnata dal senato di Berlino la borsa del D.A.A.D. che darà luogo a una serie di mostre in varie città tedesche.
Numerose sono le mostre in Italia: Biennale di Venezia del 1972, Biennale di Milano del 1974 e 1994, Quadriennale di Roma del 1986 e 1999 e Triennale di Milano del 1992. Molte anche le personali dedicate alla sua opera, tra le quali si ricordano le esposizioni alla Mudima di Milano e alle Gallerie Civiche di Arte Moderna e Contemporanea di Ferrara nel 1995, a Palazzo Reale di Milano nel 1998, all’area esposizione Zona Servizi Territoriali di Castelfranco Veneto, alla Galleria Soave di Alessandria nel 2002 e a Palazzo Guasco di Alessandria nel 2003.
L’artista ha inoltre insegnato per 10 anni alla Accademia di Brera di Milano.  Oggi vive e lavora a Lucca.

fantascienza

Valerio Evangelisti

Oggi ci lascia un grande, un maestro della narrativa italiana che con Urania ha avuto un legame speciale fin dall’inizio della sua brillante carriera.

Valerio Evangelisti (20 giugno 1952 – 18 aprile 2022) si è spento a Bologna all’età di 69 anni, dopo una lunga lotta contro la malattia.

Ecco cosa raccontava nel 2007, in occasione dell’uscita del suo romanzo di fantascienza “La luce di Orione”:

Non posso dimenticare quel giorno del 1994 quando, da un autobus, riconobbi esposto in un’edicola il mio primo romanzo, “Nicolas Eymerich, inquisitore”. Fu un’emozione forte. Quando scesi, lo comperai con voce che mi tremava. Urania era stato uno dei capisaldi della mia adolescenza e, oserei dire, uno straordinario strumento formativo. 

Dopo la vittoria del premio Urania nel 1994, Evangelisti ha dedicato un intero ciclo di romanzi a Nicolas Eymerich, indimenticabile personaggio ispirato a un inquisitore medievale realmente esistito, recentemente tornato alla ribalta tra i Capolavori di Urania con “Rex Tremendae Maiestatis” ed “Eymerich risorge”.

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Florida penna del New Weird e del New Italian Epic, Evangelisti ha dato vita a molte altre opere di successo, spaziando tra la fantascienza, il romanzo storico e la saggistica.

E anche se molti lo celebrano come un “maestro del fantasy”, noi vogliamo ricordarlo come un grande autore a tutto tondo, e un “maestro della fantascienza”,capace di ampliare l’immaginario collettivo come pochi.

(…) non amo che si parli, a mio riguardo, di fantasy. È un genere nobilissimo, ma non è il mio. La fantascienza ha rapporti tenui con la favola. È piuttosto la proiezione nel futuro, attraverso ipotesi tecnologiche, economiche, sociali, di eventi accertati o di credenze collettive. Anche se riferiti a un passato che pare remoto, come il medioevo che provo a tratteggiare.

Addio, Valerio. Ti cercheremo in uno dei tanti, affascinanti futuri che ci hai lasciato sognare.

Il ricordo di Franco Forte:

Quando ti lasciano gli amici, le persone importanti della tua vita personale e professionale, il dolore è forte, difficile da contenere. Poi quando a lasciarti è un compagno di tante battaglie nel mondo della scrittura e dell’editoria… be’, allora il dolore si somma ad altro dolore, e al ricordo dei momenti di condivisione vissuti insieme.

E con Valerio Evangelisti, che ci ha lasciati a soli 69 anni, se ne vanno tanti di questi ricordi e momenti di condivisione, perché io e lui ci siamo conosciuti fin dai giorni del suo esordio su Urania con il suo primo romanzo pubblicato di Eymerich (in realtà anche prima), e abbiamo frequentato parecchi ambiti insieme, abbiamo partecipato e curato antologie, scambiandoci spesso il ruolo (a volte io ero autore e Valerio curatore, a volte il contrario), e in qualche modo ci siamo sempre scambiati pareri, impressioni e valori, umani e professionali.

Persona squisita e di una bontà d’animo esemplare, Valerio si divertiva a incarnare con il suo aspetto un po’ segaligno il suo personaggio più celebre, quell’inquisitore Eymerich che gli consentì di vincere il Premio Urania e, da quel momento, imporsi all’attenzione del pubblico italiano e internazionale.

Purtroppo, la vita ha chiesto il suo tributo, e si è ripresa Valerio, con cui non potrò più condividere bellissimi momenti di intelligente condivisione. Ma come spesso succede con i grandi autori – e Valerio resterà a lungo uno dei più grandi autori italiani tout court – saranno le sue opere a continuare a parlarmi, e a dialogare con chiunque vorrà leggerlo. Non solo Eymerich, ma i tantissimi e profondi romanzi che Valerio ha scritto nella sua lunga carriera, tutti in qualche modo importanti e unici, come solo lui sapeva fare.

Addio, amico mio, e riposa in pace.

editoria

Francesca Donato

L’anomalia risiede nel fatto che le grandi compagnie del big tech sono orientate a considerare sé stesse come piattaforme, però agiscono come editori.
Questa ambiguità va risolta una volta per tutte. Il sistema democratico, di fronte allo strapotere di questi monopoli delle multinazionali nordamericane, è sotto scacco e bisogna reagire.
Una legge che faccia chiarezza è urgente, perché sono in gioco i nostri diritti e la democrazia.
Lo dico purtroppo nel momento meno favorevole, quando il discorso dominante è quello che vuole trasformare la guerra in Ucraina in una Guerra Totale in cui tutta la nostra vita viene piegata alla logica della “debellatio”, con sempre meno margini di tolleranza. Ma dobbiamo salvaguardare la possibilità di esprimere pensieri e idee diverse, senza assoggettarli mai alla ristrettissima visuale dei censori, che per la sua ristrettezza può portarci alla distruzione economica e al collasso della libertà. Che significa libertà di esprimere idee che gli altri non sono obbligati a condividere.
Esprimo la massima solidarietà mia e di Alternativa a Francesca Donato, affinché possa esprimersi liberamente, così come tanti che vogliono da diverse angolazioni spegnere l’incendio della guerra.

Pino Cabras in https://www.ariannaeditrice.it/articoli/la-macchina-del-faang-contro-la-liberta

fantascienza

Urania collezione 230

“L’uomo che possedeva il mondo”, Charles Eric Maine, Urania Collezione n. 230, marzo 2022

“L’uomo che possedeva il mondo”, Charles Eric Maine, Urania Collezione 230, marzo 2022

L’astronauta Robert Carson perde la vita nel drammatico tentativo di diventare il primo uomo a raggiungere la Luna.

Quando la sua navicella spaziale, la Wanderer II, fallisce una delicata manovra, Carson si ritrova a vagare nel vuoto cosmico su un’orbita sbagliata, destinato a una lentaagonia. Decide di restare vivo il più a lungo possibile e continuare a parlare con il suo registratore fino all’inevitabile, che non si fa attendere.

Ottomila anni dopo, Carson si risveglia.

Riapre gli occhi in una stanza dalla luce incandescente, con il corpo avvolto in una rete di cavi, e scopre di essere stato riportato in vita su Marte, in un mondo in cui la morte è ritenuto un “male curabile”, specialmente se avviene nello spazio, come nel suo caso. E specialmente se c’è un motivo importante per riportarlo in vita.

Sono stati gli scienziati marziani a risvegliarlo, e la loro motivazione non è da poco: a causa di una serie di avvenimenti storici, come beneficiario postumo di una fondazione a suo nome e di un mastodontico fondo fiduciario che nei millenni ha finanziato i grandi cambiamenti del mondo… Robert Carson si ritrova di fatto a essere il padrone di tutto il pianeta Terra!

C’è solo un problema: giù sulla Terra, dentro un mastodontico mausoleo, in una teca di cristallo… giace ancora il suo corpo, recuperato millenni dopo la morte proprio dalla fondazione che porta il suo nome.

Chi sarà dunque il vero Robert Carson?

E quali motivi potrebbero avere, i coloni marziani, per mandare un Robert Carson fasullo a reclamare il loro antico pianeta natale, con cui sono ormai in conflitto da tempo?

Preparatevi a immergervi He Owned the World (1961), un gioiello della Golden Age della fantascienza, in una nuova traduzione integrale!

Charles Eric Maine (Liverpool 1921 – Londra 1981) pseudonimo di David McIlwain, è stato uno scrittore e sceneggiatore britannico. Autore di Timeliner (1955), Crisis 2000 (1955) e The Isotope Man (1957), ha iniziato a interessarsi alla fantascienza in giovane età, frequentando associazioni di appassionati del genere insieme a John Burke e Sam Youd. Autore per radio e tv, ha trasposto molte delle sue storie sulla carta stampata.

Fra i numerosi romanzi dell’autore comparsi su Urania ricordiamo “Delitto alla base spaziale” (Urania n. 657), “Mondo di donne” (Urania n. 415), “Senza traccia” (Urania n. 560),  “Il grande contagio” (Urania Collezione n. 72) e “Luna chiama Terra” (Urania Collezione n. 221).

E all’interno, i racconti: “Lotteria” di Davide De Boni; “Electric Jailbreak” di Lorenzo Fontana; “L’arciere della domenica” di Liudmila Gospodinoff; “L’inversione dei fattori” di Paolo C. Leonelli e “Didattica a distanza” di Beppe Roncari.

Abbiamo chiesto agli autori un indizio sulle loro storie, ecco cosa ci hanno risposto:

“In un mondo in cui l’accesso alle cure dipende da un’estrazione a sorte, per guarire la figlia malata un uomo deve essere disposto a tutto.” (Davide De Boni)

“Se la tecnologia imperversa e tutto è ipersorvegliato, anche rubare un’auto può diventare un’impresa. E se a provarci sono un paio di ladruncoli…” (Lorenzo Fontana)

“Dopo una settimana di lavoro è rilassante trascorrere una giornata espugnando castelli, azionando catapulte, abbattendo portali, uccidendo, torturando…” (Liudmila Gospodinoff)

“Davanti allo specchio fissò la sua immagine: un viso scavato, occhiaie mostruose e sguardo distrutto. Quella che aveva davanti era l’immagine di un uomo di novant’anni invece che di trenta.” (Paolo C. Leonelli)

“Nessuno si aspettava la didattica a distanza. Almeno… non a distanza interplanetaria!” (Beppe Roncari)

corso, Letteratura

Letteratura latina

I libri di testo sono strani: devono essere comprati per forza, quindi non devono piacere; dal momento però che la scuola ormai non esiste più, possono essere comprati come una enciclopedia a un costo relativamente ridotto per cultura personale.

Quello qui in foto ha larghi spazi già tradotti quindi non necessita la conoscenza della lingua e una volta capito quale autore sia più congeniale ai vostri gusti permette di acquistarne l’opera completa.

libri

Narrativa

Personalmente non amo i romanzi, ma se proprio volete

Il campo dei santi (Le Camp des saints) è un romanzo fantapolitico distopico dello scrittore francese Jean Raspail pubblicato nel 1973 e tradotto nel 1998 in Italia[1]. Ambientato negli anni novanta (cioè vent’anni nel futuro rispetto alla sua scrittura), il romanzo immagina quelle che, secondo l’autore, sarebbero state le conseguenze dell’immigrazione nelle società occidentali.

Indice

Titolo

Jean Raspail

Il titolo deriva da un versetto dell’Apocalisse[2]: «Il tempo dei mille anni giunge alla fine. Ecco, escono le nazioni che sono ai quattro angoli della terra, il cui numero eguaglia la sabbia del mare. Esse partiranno in spedizione sulla faccia della terra, assalteranno il campo dei Santi e la Città diletta».

Trama

All’inizio degli anni Novanta, una folla di paria indiani, guidata da un personaggio chiamato il “coprofago“, s’impadronisce di un centinaio d’imbarcazioni all’ancora nel porto di Calcutta e comincia a navigare verso le coste della Francia. Di fronte all’avanzare di quella che verrà chiamata “armata dell’ultima chance”, l’opinione pubblica e le autorità occidentali sono titubanti e sempre più remissive. Il disarmo morale dell’Occidente sfocerà nella resa incondizionata della Francia di fronte al milione di invasori venuti dal Gange.

Accoglienza e riferimenti

All’epoca della pubblicazione, il libro ricevette un’accoglienza positiva in Francia da numerosi critici letterari, i quali si soffermavano più sulla natura “profetica” e apocalittica della trama che sul suo valore letterario. Il romanzo venne elogiato da diversi intellettuali francesi come Louis Pauwels, Hervé Bazin, Michel Déon, Jean Cau, Jean Anouilh, Thierry Maulnier e il giornalista Bernard Pivot[3][4][5]. Dopo la sua pubblicazione in inglese nel 1975 dalla casa editrice Scribner e nel 1977 in edizione tascabile dalla Ace Books, casa editrice specializzata in romanzi pulp, il giornalista Max Lerner lo elogiò per la sua abilità narrativa e il filosofo Sidney Hook ne sottolineò la portata provocatoria[6]. In una recensione del 1975, il Time Magazine lo definì “una filippica biliosa” e ed è stato criticato più volte per i suoi contenuti apertamente razzisti[7][8][9], xenofobici e anti-immigrazione[10][11][12]. In tempi recenti il libro è divenuto un testo di riferimento per gruppi di estrema destra, suprematisti bianchi, neofascisti e neonazisti[13].

Steve Bannon, prima di divenire consigliere strategico di Donald Trump, ha dichiarato di essere un lettore appassionato di Raspail e ha fatto più volte riferimento al suo libro più celebre: «L’Europa centrale e poi quella occidentale e settentrionale sono quasi sottoposte a un’invasione del tipo Campo dei Santi» (ottobre 2015), «In Europa tutta la questione ruota intorno all’immigrazione, ed è un problema mondiale ormai, questa specie di Campo dei Santi globale» (gennaio 2016); «Quella a cui assistiamo non è una migrazione, è davvero un’invasione. Per me è il Campo dei Santi» (sempre gennaio 2016).

La politica francese Marine Le Pen, durante una trasmissione televisiva, ha invitato i telespettatori a rileggere il romanzo, dichiarandosi fan di Raspail nonostante egli affermò di preferire e votare Nicolas Sarkozy.[14][15]

https://it.wikipedia.org/wiki/Il_campo_dei_santi

conferenza

Biblioteca Ariostea

Incontro con l’autorelunedì 10 gennaio 2022 ore 17

Il gerarca aviatore. Aristide Sarti 1917-1945

Presentazione del libro di Enzo Cartapati

Entusiasmi e delusioni di un giovane fascista
Dialogano con l’Autore Eleonora Ippolita Belletti, socia dell’Associazione culturale Olimpia Morata ed editrice, e Mauro Bergamini
Letture di Roberto Gamberoni
Nelle profondità del vecchio laghetto di Corte Baronina, nei pressi di Goito, giacciono ancora i resti di Aristide Sarti e del suo Messerschmitt, abbattuto il 2 aprile 1945 dall’aviazione alleata. Un monumento ricorda ancora quella presenza, nascosta tra i canneti e il traffico di una strada provinciale. Ma chi era Aristide Sarti? Enzo Cartapati ricostruisce con cura la biografia del gerarca aviatore: la carriera scolastica, l’educazione fascista, i primi voli; e poi la guerra, fatale spartiacque per lui e prima ancora per il fratello Luigi, abbattuto nel 1943 sui cieli di Tunisi. Proprio il dramma familiare segnò gli ultimi anni di Sarti, un fascista poco ortodosso, un idealista deluso che leggeva Marx e che si adoperò per salvare dalla cattura un gruppo di partigiani bolognesi. Tuttavia scelse di non mutare il corso degli eventi restando nella Repubblica Sociale, affrontando i propri fantasmi in un destino già segnato e votato alla sconfi tta.
A cura dell’Associazione Culturale Olimpia Morata di Ferrara

Incontro con l’autoremartedì 11 gennaio 2022 ore 17

Maribulan. Raccolta indifferenziata dei migliori anni della nostra vita

Presentazione del libro di Alessandro Caberlon

Edizioni La Carmelina, 2021
Moderazione e letture a cura del Consorzio Eventi Editoriali
Una serie di racconti, appunti sparsi e ricordi che creano un mix fra risate e ricordi. In queste pagine potrete leggere le avventure della giovinezza di un gruppo di amici che si sono enormemente divertiti, personaggi ed atmosfere che hanno animato gli anni ‘70 e ‘80.

Conferenze e Convegnimercoledì 12 gennaio 2022 ore 17

Il conte Ugolino: quando la politica diventa tragedia

Conferenza di Ennio Granata per il ciclo “DANTE 700”

Nei comuni dell’Italia settentrionale la contesa politica tra guelfi e ghibellini diviene lotta senza quartiere! Caso emblematico quello di Pisa! Ugolino conte guelfo e un arcivescovo ghibellino inscenano il regno dell’orrore senza esclusione di colpi. Situazione significativa di come la contesa politica abbia perso ogni movente ideale e sia divenuta una sordida guerra di potere, assimilabile alle lotte per il dominio nel mondo animale, con un supplemento di crudeltà tipicamente umana: incontrollato sadismo, odio irriducibile, ferocia della ragione. Tradimento della parte e dei parenti, inganno, spietata rappresaglia finché uno dei due contendenti annienta l’altro. Quella del pasto cannibalico è la metafora che esprime un tale mondo: il divorato, nell’aldilà, divora eternamente il cranio del divoratore!…
Per il ciclo “DANTE 700”, in collaborazione con il Servizio Biblioteche e Archivi

Scarica il programma completo DANTE 700 Programma completo

Incontro con l’autoregiovedì 13 gennaio 2022 ore 17

Pianura

Presentazione del libro di Marco Belpoliti

Einaudi, 2021
Ne parla con l’autore Laura Beani
Che cos’è una pianura? Che cos’è, in particolare, la pianura italiana per eccellenza, quella Padana? È un territorio, uno spazio geografico, certo. Ma  anche luogo dell’anima, condizione esistenziale, traccia indelebile.  Pochi luoghi come la Pianura Padana sono allo stesso tempo evidenti e misteriosi. Cuore geografico e produttivo del Paese, la pianura si dispiega allo sguardo esterno apparentemente senza ombre o angoli nascosti: tutti, guardandola da fuori, pensiamo di conoscerla. Ma se ci fermiamo a osservarla meglio,  la pianura diventa   un oggetto misterioso, un teatro a cielo aperto di malinconie e fantasmi.  Attraverso  un viaggio fisico e intellettuale attraverso la Pianura Padana, Marco Belpoliti ne percorre le strade, ne racconta le città e i «paeselli», ma, soprattutto, ne evoca gli abitanti.   Ne esce  un libro allo stesso tempo intimo e collettivo, quasi un’ autobiografia in forma di paesaggio, striata di   nostalgia, capace di raccontare una parte fondamentale dell’Italia, oggi come non mai messa di fronte a una crisi, anche d’identità.
A cura dell’Associazione Amici della Biblioteca Ariostea

Incontro con l’autorelunedì 17 gennaio 2022 ore 17

Meister Eckhart, l’anima e Dio sono una cosa sola

Presentazione del libro di Marco Vannini

Introduce Marcello Girone Daloli
Meister Eckhart, domenicano tedesco del Trecento, recepisce la lezione della filosofia classica: Conosci te stesso e conoscerai anche Dio, perché uno solo è il logos, umano e divino, e, nello stesso tempo, rivendica per ogni cristiano quel che Cristo afferma di se stesso: essere una sola cosa col Padre. Rovesciando così il dualismo biblico, per cui c’è un Dio lassù nei cieli e un uomo quaggiù in terra, Eckhart insegna invece che anima e Dio sono una cosa sola. Questa paradossale verità la comprende però solo l’uomo completamente distaccato, che ha evangelicamente rinunciato a se stesso e scoperto così l’essenza dell’anima, il suo “fondo”, ove essa diventa spirito, così come Dio è spirito. L’insegnamento di Eckhart ha ispirato i più grandi pensatori e mistici che hanno incarnato la via del Cristianesimo.
Marco Vannini (1948) ha curato l’edizione italiana di Meister Eckhart e di molti autori spirituali dell’occidente, classico e cristiano. Al tema “mistica” ha dedicato diversi scritti. Dirige attualmente la Rivista Mistica e Filosofia. Sul suo lavoro si può leggere R. Schiavolin, Mistica e filosofia nel pensiero di Marco Vannini, Firenze 2019. Per approfondimenti si veda il sito: www.marcovannini.it.
Le sue ultime pubblicazioni Introduzione alla mistica e Mistica, psicologia, teologia offrono una completa sintesi del suo cinquantennale lavoro.

Scarica la locandina  Incontri con la spiritualità applicata 2021_2022

Conferenze e Convegnimartedì 18 gennaio 2022 ore 17

Spina “d’Adria Regina” e la geografia storica del delta padano in età classica

A cura di Alberto Andreoli per il ciclo “Archeologia in Biblioteca” (8a edizione)

Quest’anno ricorre il centenario della scoperta del sepolcreto ‘spinetico’ di Valle Trebba, avvenuta casualmente durante operazioni di bonifica agraria nella primavera del 1922. All’epoca, dopo una preliminare, rapida e accurata ricognizione, era seguita una serie ultradecennale di scavi, con l’esplorazione di oltre 1200 tombe e il rinvenimento di una quantità eccezionale di materiali antichi. Ai fini della conservazione e valorizzazione di questi ultimi nel 1935 veniva istituito il Regio Museo di Spina (ora Museo Archeologico Nazionale) a Ferrara. La località deltizia dei rinvenimenti mise in crisi l’impianto metodologico e critico del dibattito allora in corso sul problema topografico dell’ubicazione della città di Spina, oggetto di una riflessione plurisecolare. A partire dal 1953 si svolse una seconda fase di fortunate indagini arche ologiche ‘spinetiche’, che vide il recupero di oltre 2300 tombe in Valle Pega (e un altro paio di centinaia in Valle Trebba), l’esplorazione dell’area di S. Maria in Padovetere e dell’abitato principale di Spina. Più di recente, l’organizzazione di allestimenti espositivi stabili e temporanei, convegni e pubblicazioni tematiche, e la ripresa di campagne esplorative (con scavi e prospezioni geofisiche), attestano il permanere di un rilevante interesse scientifico e culturale per l’antico centro emporico etrusco-padano.
Il ciclo di 3 incontri a cadenza mensile (18 gennaio – 1 febbraio – 8 marzo) si propone di fornire una panoramica aggiornata dello stato degli studi e delle conoscenze storico-geografiche sulla città di Spina e il territorio deltizio, dalle origini all’epoca romana.
In collaborazione con la Società Dante Alighieri – Comitato di Ferrara APS

Conferenze e Convegnimercoledì 19 gennaio 2022 ore 17

I colori della conoscenza. I linguaggi e le immagini

Presentazione del ciclo di incontri 2021/2022 a cura di DANIELA CAPPAGLI

I linguaggi delle varie aree conoscitive e i temi strettamente connessi della crescita democratica di una società e della convivenza civile costituiscono la traccia sulla quale si sviluppa il percorso del nuovo ciclo di conferenze curate da Istituto Gramsci e Istituto di Storia Contemporanea di Ferrara.

A seguire,
conferenza di MAURA FRANCHI, Sociologa UNIPR, sul tema “Dopo la pandemia, vecchie e nuove diseguaglianze”
Il Covid non ha soltanto rappresentato un grande dramma, ha anche accelerato importanti processi di cambiamento nel lavoro, nell’idea della città, negli stili di vita.
La pandemia ha accelerato l’uso della rete, ha anticipato il passaggio della società verso il mondo digitale, per questo il Covid resterà noto come lo spartiacque tra era analogica e era digitale. La pandemia, inoltre, ha riproposto il tema delle diseguaglianze sociali: il diritto alla salute, ai presidi sanitari, all’istruzione. Il virus ci ha indotto, non da ultimo, a ripensare il nostro modo di stare insieme, di essere uniti e separati al tempo stesso. Come nella metafora dei porcospini di Arthur Schopenhauer, abbiamo cercato la distanza giusta per scaldarci senza pungerci. Abbiamo capito che la città, come ogni spazio abitativo, è uno spazio antropologico, vale a dire, è uno spazio di vita e di relazioni.
Per il ciclo “I colori della conoscenza. I linguaggi e le immagini” a cura di Istituto Gramsci e Istituto di Storia Contemporanea di Ferrara

Conferenze e Convegnigiovedì 20 gennaio 2022 ore 17

Occhio al biondino Nemeczek! Psicologia della Adolescenza

A cura di Stefano Caracciolo, Ordinario di Psicologia Clinica, Università di Ferrara

Il secondo appuntamento delle “Anatomie della mente” si occupa della psicologia dell’adolescenza con alcune riflessioni su uno dei libri per ragazzi di maggior successo del Novecento, “I ragazzi della via Pal” di Ferenc Molnár. Un romanzo di amicizie, bugie e tradimenti che ha come protagonista il coraggioso e leale Ernő Nemecsek, il più piccolo dei ragazzi che si contendono il campetto da gioco al centro di Budapest.
Per il ciclo Anatomie della mente – Conferenze dei Giovedì di Psicologia – Anno XV, in collaborazione con la Sezione di Neurologia, Psichiatria e Psicologia Clinica della Facoltà di Medicina, Farmacia e Prevenzione dell’Università di Ferrara

Scarica il programma completo  Flyer Anatomie della mente anno XV
 

Invito alla letturasabato 22 gennaio 2022 ore 10,30

LEGGERMENTE. Gruppo di lettura dedicato alle “discipline della mente”

“Messaggio per un’aquila che si crede un pollo, di Anthony de Mello”

Anthony De Mello ricorda che spesso “la vita è quella cosa che ci accade mentre siamo impegnati a fare altri progetti”, mentre ce ne stiamo addormentati aspettando che qualcosa succeda. Il suo non è solo un invito, è un grido: “Svegliatevi!”. Con grande umorismo e tanta semplicità, tra parabole indiane, battute, storielle divertenti, ci porta ad aprire gli occhi, a sbarazzarci delle tante etichette che gli altri ci affibbiano e dietro le quali noi stessi talvolta ci nascondiamo, e a prendere in mano ogni aspetto della nostra vita. La parola chiave è “consapevolezza” e, attraverso un percorso fatto di brevi capitoli da meditare e di semplici esercizi, ci conduce nell’intimità di noi stessi, alla scoperta dei nostri veri bisogni e desideri, e ci aiuta a scoprire chi siamo davvero e dove vogliamo andare. Il suo messaggio è forte e diretto: “Scopri te stesso e riprenditi la vita”.
Partecipazione libera e gratuita, previa iscrizione. Info e iscrizioni: Carla Fiorini (c.fiorini@edu.comune.fe.it tel. 0532-418201 – 418202)

In collaborazione con il Servizio Biblioteche e Archivi

Incontro con l’autorelunedì 24 gennaio 2022 ore 17

Storia di libri e tecnologie. Dall’avvento della stampa al digitale

Presentazione del libro di Maria Gioia Tavoni

Carocci, 2021
Ne parla con l’autrice Antonio Bagnoli
La storia del libro può essere raccontata in molti modi. Quello adottato da Maria Gioia Tavoni  ha un taglio assolutamente innovativo in quanto si concentra sulla causa delle grandi svolte tecnologiche e sull’impatto che esse hanno avuto sia sulla forma del libro (o supporto di lettura), sia sulla società che ha interagito con queste innovazioni contribuendo alla loro diffusione e ulteriore trasformazione. Ampio spazio è dedicato per esempio al ruolo delle donne e dei bambini nella produzione libraria, al fenomeno dei giornali e dei feuilleton (gli antenati delle odierne serie televisive) e alla nascita di nicchie di manifattura artigianale del libro contrapposte alla massificazione industriale. L’opera si conclude con un excursus sul print on demand come possibile ancora di salvezza per librerie e biblioteche pubbliche, e sul futuro di libri e luoghi del sapere.
A cura dell’Associazione Amici della Biblioteca Ariostea

Conferenze e Convegnimercoledì 25 gennaio 2022 ore 17

“Ahi serva Italia…” (Purg: VI)

Conferenza di Ennio Granata per il ciclo “DANTE 700”

Virgilio osserva uno spirito in disparte, altero e sdegnoso. Il poeta latino gli domanda la strada per salire, ma quello, senza rispondere, chiede la loro patria e non appena sente pronunciare “Mantova”, balza verso il compatriota, abbracciandolo e dicendo di essere Sordello «da la tua terra». La scena induce Dante a prorompere in una violenta invettiva contro l’Italia lacerata dalle discordie civili, non più signora dei popoli ma luogo di corruzione. Le leggi non sono applicate e la gente di Chiesa usurpa la funzione dell’Imperatore accrescendo il disordine. Le città italiane sono piene di tiranni! L’invettiva assume toni amaramente sarcastici allorché Dante si rivolge a Firenze in preda a comportamenti squallidamente mutevoli in peggio; la grande “malata” insomma, incapace di sollievo ma pronta a esiliare i suoi figli migli ori!…
Per il ciclo “DANTE 700”, in collaborazione con il Servizio Biblioteche e Archivi

Scarica il programma completo DANTE 700 Programma completo

Incontro con l’autoremercoledì 26 gennaio 2022 ore 17

​Un grido vero. Riflessioni su Primo Levi

Presentazione del libro di Luca De Angelis

Casa Editrice Giuntina, 2021
Dialoga con l’Autore Stefano Pederzani
De Angelis non si appaga di ricostruzioni di maniera, di biografie stereotipate, contesta i giudizi correnti, propone visioni alternative a tesi consolidatesi nel tempo. Di qui il fascino dei saggi qui raccolti, che partono proprio dalla rivisitazione del luogo comune sullo scrittore illuminista e laico, insensibile ai richiami dell’irrazionale. Molte di queste certezze si sono negli ultimi tempi incrinate, le pagine di De Angelis contribuiranno a insinuare dubbi a coloro che inseguono il mito della chiarezza, della reticenza, della moderazione, dell’equilibrio… Il ritratto che emerge dalla lettura di questo studio è un ritratto sfumato, che riporta in superficie le inquietudini, le incertezze, finanche la fragilità di uno scrittore che sfidava il silenzio, osava tentare, a dispetto delle autodichiarazioni pubbliche, la strada del grido, dell’urlo. (dalla Prefazione di A. Cavaglion)
Luca De Angelis, studioso della condizione ebraica e delle sue modalità di espressione letteraria, ha insegnato in diverse università (Trento, Trieste e Münster). Fa parte del comitato scientifico di International Conferences on Jewish Italian Literature (ICOJIL). Tra i suoi libri più recenti: Qualcosa di più intimo. Aspetti della scrittura ebraica del Novecento italiano: da Svevo a Bassani, Giuntina, 2006; Il caso estremo dell’uomo. Essere scrittore ebreo, Ombre Corte, 2019; Cani, topi e scarafaggi. Metamorfosi ebraiche nella zoologia letteraria, Marietti, 2021.

Conferenze e Convegnigiovedì 27 gennaio 2022 ore 17

Anna e Alma: un diario e un violino nell’inferno di Auschwitz

A cura del Gruppo Scrittori Ferraresi in occasione del Giorno della Memoria 2022

Presenta Gina Nalini Montanari, Vicepresidente del Gsf
Dai giovani del Gruppo scrittori ferraresi ci giungono due proposte di lettura per commemorare il Giorno della Memoria, le accogliamo con interesse e le proponiamo al pubblico. Sono due storie vere, la prima è quella di Anna, una ragazzina, la seconda quella di Alma, una giovane violinista. Tutti conosciamo ed abbiamo letto “Il diario di Anna Frank”, i giovani scrittori ferraresi propongono una rilettura di alcuni brani del famosissimo diario, in cui i dettagli della persecuzione nazista sono descritti minuziosamente e grazie alla sua scrittura percepiamo l’infanzia spezzata. Rileggere Anna Frank oggi, forse vuol dire rileggere le sue parole con uno spirito, reso più consapevole dalla recente esperienza della clausura collettiva.
Ogni giorno ad Auschwitz è una lotta per la sopravvivenza, Alma la violinista è intrappolata in un labirinto di filo spinato. Come sopravvivere all’orrore?
Anna morta ad Auschwitz sopravvive ancora oggi con la forza della scrittura, Alma, accomunata dallo stesso destino di Anna, sopravvive per amore e per la forza che le dona la musica.
Letture di brani tratti da “Il diario di Anna Frank” Einaudi Editore e “La violinista di Auschwitz”, di Ellie Midwood, New Compton Editore 2021.
I brani saranno letti sullo scorrere delle note di un violino.
A cura del Gruppo Scrittori Ferraresi 

Conferenze e Convegnivenerdì 28 gennaio 2022 ore 17

Elogio dell’onesto ignoto

Presentazione del ciclo di incontri 2021/2022 a cura di Nicola Alessandrini

A seguire,
conferenza inaugurale di FRANCESCO COMINA dal titolo “Ágnes Heller, in ricordo di un’amica”
Ágnes Heller (Budapest, 1929 – Balatonalmádi, 2019), una tra le più autorevoli voci filosofiche della contemporaneità, ha vissuto due totalitarismi: sfuggita alla persecuzione ebraica, che la lasciò orfana di padre, è stata allieva del filosofo marxista Lukács, divenendo sostenitrice di un marxismo umanista che le costò la persecuzione del regime socialista ungherese. Massima esponente della Scuola di Budapest, la Heller è nota in Italia fin dagli anni ’70 come la teorica dei “bisogni radicali” e della rivoluzione della vita quotidiana. Verso il nostro Paese, “intriso di amore”, ha sempre nutrito una grande fascinazione, ed è proprio qui che ha concepito una delle sue opere più celebri, L’uomo del rinascimento.
Francesco Comina, giornalista professionista e scrittore, ripercorrerà la figura di Ágnes Heller a cui è stato legato da profonda amicizia e da una fertile collaborazione editoriale, di cui ricordiamo l’ultima pubblicazione: Il demone dell’amore (Gabrielli editori, Verona 2019).
A cura  di Istituto Gramsci e Istituto di Storia Contemporanea di Ferrara

Conferenze e Convegnilunedì 31 gennaio 2022 ore 17

Siddaharta e i colori di Hermann Hesse

Conferenza di Daniela Cappagli (Istituto Gramsci)

Per quale motivo rileggere oggi Siddhartha e parlare del suo autore Hermann Hesse?
Nel 2022 ricorre il centenario di Siddhartha che, fra tutti i romanzi di Hesse, ha attraversato indenne un secolo intero ed è stato letto da molteplici generazioni e pubblicato in sempre nuove edizioni. Con una prosa elegante, chiara e poetica propone la storia di una crescita, la ricerca di identità e autonomia personale permettendo una continua identificazione fra le esperienze interiori del lettore e quelle del protagonista.  Hermann Hesse, accanto a Thomas Mann, è lo scrittore di lingua tedesca del XX secolo più letto nel mondo. I suoi libri sono stati tradotti in più di 60 lingue e non si contano le nuove edizioni. Inoltre, non tutti sanno che è stato anche un apprezzato, intenso acquerellista e le sue belle opere aprono nuovi orizzonti di interpretazione dei suoi scritti.
Per il ciclo “I colori della conoscenza. I linguaggi e le immagini” a cura di Istituto Gramsci e Istituto di Storia Contemporanea di Ferrara