Argomenti vari

Febbraio in biblioteca

martedì 1 febbraio 2022 ore 17

Archeologia in Biblioteca. Spina “d’Adria Reina”e la geografia storica del delta padano in età classica

Intervengono Paola Desantis e Alberto Andreoli

II. La scoperta della città perduta
Spina è rimasta per secoli un mistero. Cent’anni fa, la casuale scoperta del sepolcreto di Valle Trebba – connessa con la bonificazione del bacino lagunare – mise in discussione la questione dell’ubicazione della antica città, fino ad allora vanamente cercata. La rilevanza, qualitativa e quantitativa, del materiale rinvenuto durante le diverse campagne di scavo pose il problema della sua musealizzazione. Nel 1935 fu inaugurato il Regio Museo di Spina, ospitato nel cinquecentesco ‘Palazzo di Lodovico il Moro’, a Ferrara. Al secondo dopoguerra risale un secondo ciclo di felici ritrovamenti ‘spinetici’ – questa volta in Valle Pega –, pure correlati a coeve operazioni di bonifica: l’esplorazione di un esteso settore necropolare, con il recupero di oltre 2300 sepolture; la messa in luce di “ruderi architettonici romano-medievali”, presso l’argine dei Borgazzi; l’individuazione, per il tramite dell’aerofotografia, delle (credute) “tracce dell’abitato” e del “canale portuale di Spina”. Una stagione archeologica assurta agli onori della cronaca internazionale, in concomitanza con la quale si organizzarono eventi congressuali ed espositivi di alto profilo scientifico.
Il ciclo di tre incontri a cadenza mensile (18 gennaio1 febbraio8 marzo) si propone di fornire una panoramica aggiornata dello stato degli studi e delle conoscenze storico-geografiche sulla città di Spina e il territorio deltizio, dalle origini all’epoca romana.
In collaborazione con la Società Dante Alighieri – Comitato di Ferrara APS

Incontro con l’autoregiovedì 3 febbraio 2022 ore 17

Io ti assolvo

Presentazione del libro di Stefano De Lellis

Dialoga con l’Autore Vanessa Ferrari, responsabile Delle Edizioni Linee Infinite
Letture di Roberto Gamberoni
“Un prete pedofilo, cinque adolescenti suicide, quattro sacerdoti assassinati e un solo fievole indizio che l’assassino lascia tra le dita delle sue vittime per annunciare che colpirà ancora, per l’ultima volta. Un macabro gioco la cui soluzione è sotto gli occhi di tutti, lettore compreso, a patto che sia appassionato di scarti, sciarade, acrostici, zeppe, cambi e metagrammi. Ma non c’è tempo da perdere, perché il tempo sta per scadere.”
Io ti assolvo è l’ultima fatica letteraria di Stefano De Lellis. Un thriller ambientato in una città italiana (tra le righe il lettore potrebbe rivedere il luogo in cui vive), un romanzo dalle tinte cupe che mette in risalto lo spaccato di una società, quella italiana, che mette i brividi. La mano ferma dell’autore non trema nel mettere in luce efferati omicidi, non si tira indietro nel giudicare, indagare, spremere veri o presunti colpevoli. Un romanzo rapido, intrigante e soprattutto reale.
A cura dell’Associazione Culturale Olimpia Morata di Ferrara

Incontro con l’autorevenerdì 4 febbraio 2022 ore 17

​Delitto sull’isola Bianca

Presentazione del libro di Chiara Forlani

Dialoga con l’Autrice Milvia Malservigi
Un’isola al mezzo al Po, un mistero da risolvere, un giovane ombroso che vive con un proiettile conficcato nel cranio e viene coinvolto in una vicenda dai contorni tenebrosi. Nel 1950 diverse famiglie vivono sull’isola Bianca, un luogo sperduto dove l’esistenza segue i ritmi e le cadenze dell’Ottocento. Vita di campagna, amori, saggezza popolare e segreti inconfessabili: tutto concorre alla soluzione del mistero, in un crescendo di tensione che si stende come un sudario sulla bellezza selvaggia della terra situata tra la città di Ferrara e il grande, maestoso fiume Po.
Chiara Forlani è nata e vive a Ferrara. Si è laureata in Storia dell’arte e insegna Lettere. Ha pubblicato La tasca sul cuore e Una rosa tra i capelli, io e Boldini, oltre a racconti presenti in varie antologie. A scopo benefico, per aiutare i pazienti pediatrici, ha dato alle stampe il romanzo per ragazzi Il viaggio di Kordelia. Delitto sull’isola Bianca nel 2020 si è aggiudicato il primo posto per la miglior ambientazione al concorso Giallo Festival ed è risultato secondo al Premio De Filippis Gold Crime.

Incontro con l’autorelunedì 7 febbraio 2022 ore 17

Alfonso II, l’ultimo Duca

Presentazione del libro di Giancarlo Bresciani

Edizioni La Carmelina
Alfonso II d’Este è stato l’ultimo duca di Ferrara, era nato nel 1533 ed è vissuto sino al 1597, in queste pagine racconta in prima persona i sessantatrè anni in cui è stato interprete e testimone dei suoi tempi. Tempi dal precario equilibrio tra Impero, Chiesa e Mondo Musulmano, ma ricchi di ogni forma d’arte e cultura. Questa è una interpretazione di come lui può aver visto la sua storia.
A cura del Consorzio Eventi Editoriali

Conferenze e Convegnimartedì 8 febbraio 2022 ore 17

“Il futuro della democrazia” di Norberto Bobbio

Conferenza di Alberto Castelli

Pubblicato per la prima volta nel 1984, il volume comprende otto saggi che circoscrivono un autentico viaggio in ciò che rappresenta il pensiero democratico e  affronta con piglio estremamente pragmatico le differenze che sussistono tra realtà ideale e realtà storica, dunque tra democrazia ideale e democrazia reale, evitando però catastrofismi e affidandosi ad un’analisi accurata e consapevole. Tutti i testi sono stati scritti per un pubblico che si interessa di politica, non per gli addetti ai lavori, e sono stati dettati dalla preoccupazione di  “far discendere la democrazia dal cielo dei principi alla terra dove si scontrano corposi interessi”. Colpisce del libro l’attualità di alcune delle domande che pone, nonostante siano trascorsi quasi quarant’anni dalla sua pubblicazione, e la lucida analisi dei ‘mali’ della democrazia, cost antemente accompagnata dall’invito a non scoraggiarsi e a non cedere alla lusinghe di alternative pericolose.
Per il ciclo “Tempo di riletture” cura dell’Associazione Amici della Biblioteca Ariostea

Conferenze e Convegnimercoledì 9 febbraio 2022 ore 17

Su ciò che non può essere detto. I 100 anni del Tractatus Logico-Philosophicus.

Conferenza di Beatrice Beccari e Alice Morelli

“Il Tractatus Logico-Philosophicus di Ludwig Wittgenstein certo merita di essere considerato un evento importante nel mondo filosofico”. Così scrisse Bertrand Russell nel 1922 all’inizio della sua introduzione all’opera. A cent’anni dalla sua pubblicazione, il Tractatus può ritenersi a tutti gli effetti un classico della filosofia che segna una tappa importante nella storia del pensiero occidentale. Ancora oggi questo testo non smette di affascinare, già a partire dal suo aspetto bizzarro e non convenzionale, e rimane fonte inesauribile di riflessioni, studi, dibattiti. Nel susseguirsi delle sue proposizioni numerate, formulate in uno stile particolarmente austero e rigoroso, vengono sviluppati temi complessi e rilevanti come la natura del linguaggio e il suo rapporto con la realtà, la delimitazione della sfera del “sens o” e del “non-senso”, la legittimità dell’uso del linguaggio nei campi della scienza, dell’etica e dell’estetica, ma anche il ruolo della stessa filosofia. Al contempo, nel ricercare la soluzione a questo genere di problemi, Wittgenstein mostra come questa soluzione sia di poco conto. Nel delimitare il dominio del dicibile affiora infatti la dimensione opposta, quella di ciò che non può esser detto e che tuttavia, pur rimanendo chiusa nel silenzio, esibisce tutto il suo valore.
Per il ciclo “I colori della conoscenza. I linguaggi e le immagini” a cura di Istituto Gramsci e Istituto di Storia Contemporanea di Ferrara

Conferenze e Convegnigiovedì 10 febbraio 2022 ore 17

“Trasumanar significar per verba…” (Paradiso I, 70): ineffabilità e progetto metamorfico nel Paradiso

Conferenza di Ennio Granata

Beatrice continua a fissare il suo sguardo nel sole e Dante rivolge gli occhi al volto della donna amata: in questa contemplazione si sente trasumanare, come il pescatore Glauco che mangiando un’erba divenne una divinità. Il poeta è incapace di esprimere questo suo intimo cambiamento se non con l’esempio mitologico, né sa se la sua ascesa si compisse con l’anima o anche con il corpo. L’eterno moto dei cieli, con l’ineffabile armonia delle sfere celesti, attrae la sua attenzione, mentre gli appare un immenso lago di luce. Chiede spiegazione della causa e la santa guida gli spiega non essere lui più sulla terra, e sta salendo con la velocità della folgore verso il cielo, luogo deputato alle anime.
Per il ciclo “DANTE 700”, in collaborazione con il Servizio Biblioteche e Archivi

Incontro con l’autorevenerdì 11 febbraio 2022 ore 17

Andrea Samaritani fotoreporter

Presentazione del volume di Mario Samaritani

Argelato, Edizioni Minerva, 2020
Promossa dal Centro Etnografico Ferrarese, che nel 2022 ricorda i suoi 50 anni di attività, la presentazione del volume prevede le comunicazioni dell’autore della monografia Mario Samaritani, dell’editore Roberto Mugavero (Edizioni Minerva), dell’etnografo e fotologo Roberto Roda.
Introduce Angelo Andreotti, dirigente del Servizio Biblioteche e Archivi del Comune di Ferrara

Scomparso prematuramente nell’agosto 2020, il fotografo centese Andrea Samaritani ha segnato con le sue straordinarie immagini, la fotografia italiana di reportage, a partire dalla metà degli anni ’80 del ‘900, quando ha iniziato a collaborare col Centro Etnografico del Comune di Ferrara e con il Centro studi “Fotografia e Territorio”. Con questi istituti si è formato, dando un contributo fondamentale a importanti campagne nazionali di ricerca e rilevamento fotografico del territorio e dei beni etnoantropologici. È stato poi collaboratore del quotidiano “La Nuova Ferrara” e in anni più recenti de “Il Resto del Carlino”. La svolta professionale è avvenuta però nel 1990 quando ha fondato a Bologna, con Paolo Righi, l’Agenzia fotogiornalistica “Meridiana Immagini”, per la quale ha realizzato innumerevoli servizi fotogiornalistici in giro per l’Italia, finendo p er ritrarre il gotha della cultura italiana, intellettuali, scrittori, artisti, personaggi dello spettacolo… Il volume Andrea Samaritani fotoreporter, è nato intorno a numerose conversazioni raccolte da Mario Samaritani, docente universitario e fratello del fotografo centese che, con accuratezza e sentimento, ha dettagliatamente ricostruito la vicenda umana e professionale di Andrea, creatore di immagini.

Incontro con l’autorelunedì 14 febbraio 2022 ore 17

Filosofia del dialogo interreligioso

Presentazione del libro di Roberto Celada Ballanti

Dialoga con l’autore Marcello Girone Daloli
Oggi il dialogo tra fedi e religioni è quanto mai essenziale. Ma affinché il dialogo sia autentica relazione occorre ripensare l’esperienza dialogica a partire da una riflessione sulle condizioni che la rendono possibile. Roberto Celada Ballanti, che ha riflettuto su questo nel suo recente volume Filosofia del dialogo interreligioso edito da Morcelliana, ci guiderà lungo un percorso che mostra come nella filosofia occidentale esistano dei modelli di dialogo interreligioso, integrando il discorso sulla tradizione con una riflessione teorica sull’attualità.
Roberto Celada Ballanti è professore ordinario di Filosofia della religione e di Filosofia del dialogo interreligioso all’Università di Genova. Autore di moltissimi saggi, tra cui La parabola dei tre anelli presentato a gennaio nella nostra rassegna.

Conferenze e Convegnimartedì 15 febbraio 2022 ore 17

Gramsci e l’immaginario per l’infanzia

Conferenza di Cinzia Carantoni, Direttivo Istituto Gramsci

Coltivare una sensibilità narrativa per trovare un proprio posto nel mondo. In un’epoca dominata dalla tecnica, la società appare sempre più concentrata sullo sviluppo di abilità logico-scientifiche per rispondere alle esigenze di crescente specializzazione. È ancora utile saper raccontare storie, fiabe, favole e miti? Il grande intellettuale, politico e filosofo sardo, è anche padre premuroso che, nella lontananza del carcere, ci incanta raccontando storie a figli e nipoti che non potrà vedere crescere. Un Gramsci ancora poco dibattuto che ci insegna il valore del pensiero narrativo.
Per il ciclo “I colori della conoscenza. I linguaggi e le immagini” a cura di Istituto Gramsci e Istituto di Storia Contemporanea di Ferrara

Incontro con l’autoremercoledì 16 febbraio 2022 ore 17

La mia prima volta in Inghilterra / Ti amo Oxford

Presentazione dei libri di Anna Quaglia

Gruppo Albatros Il Filo
Dialogano con l’autrice Nicoletta Zucchini e Cinzia Berveglieri

La mia prima volta in Inghilterra – I viaggi hanno il potere di cambiare le persone. Chi parte per una meta sconosciuta torna inevitabilmente mutato, con occhi nuovi, sviluppando nel cuore un legame indissolubile che trasforma certi luoghi nel porto sicuro dove tornare di tanto in tanto per potersi rifugiare. L’autrice Anna Quaglia ha vissuto un’esperienza simile con l’Inghilterra e la condivide intimamente in questo libro, che arricchirà il lettore con un viaggio narrativo attraverso alcuni angoli di Oxford.
 
Ti amo Oxford – Qualche anno dopo essere rientrata in Italia, Anna sente un richiamo irresistibile, e decide di tornare a vivere un periodo da studentessa in una pensione, un collegio dove frequentare i corsi, mangiare e dormire. Una nuova sfida per lei, ma anche una nuova occasione per lasciarsi incantare dalla città che già aveva saputo conquistarla con i suoi angoli suggestivi, i suoi monumenti, i suoi parchi e le mille sfaccettature da scoprire. Ed ecco che il lettore viene preso per mano e trascinato tra le vie di Oxford, vivendo insieme alla protagonista le giornate nel college, i momenti conviviali nei caratteristici pub inglesi gustando una pinta di Guinness, l’incontro con ragazzi e ragazze provenienti da tutto il mondo, ognuno con la sua meravigliosa storia da raccontare e condividere. Momenti indimenticabili, vissuti in modo così intenso e unico da occupare per sempre un posto speciale nei suoi ricordi. Terminato il corso d i inglese, Anna troverà altri pretesti per tornare a Oxford, prima come accompagnatrice di un gruppo di studenti, e poi ancora da studentessa al Magdalen College: il legame con la sua amata città è troppo forte per starle lontana.

Conferenze e Convegnigiovedì 17 febbraio 2022 ore 17

La storia di Virginia Stephen coniugata Woolf. Fervore e violenza nel cuore di una grande scrittrice

A cura di Stefano Caracciolo, Ordinario di Psicologia Clinica, Università di Ferrara

Il terzo appuntamento delle “Anatomie della mente” si occupa di una delle più autorevoli scrittrici inglesi del Novecento, attivamente impegnata nella lotta per la parità di diritti tra i sessi e da sempre interessata ai meandri della mente. “Carissimo, sono certa di stare impazzendo di nuovo. Sento che non possiamo affrontare un altro di quei terribili momenti…” questo l’incipit della lettera con la quale annunciò al marito il suo suicidio.
Per il ciclo Anatomie della mente – Conferenze dei Giovedì di Psicologia – Anno XV, in collaborazione con la Sezione di Neurologia, Psichiatria e Psicologia Clinica della Facoltà di Medicina, Farmacia e Prevenzione dell’Università di Ferrara

Invito alla letturavenerdì 18 febbraio 2022 ore 17

​Tornata in vita

Presentazione del libro di Grant Allen e della nuova collana “I Cormorani” (Clown Bianco Edizioni)

All’incontro saranno presenti: Maria Silvia Avanzato, Stefano Bonazzi e gli editori
Una collana dedicata ai classici del giallo, del noir, del mistery mai pubblicati in Italia o di difficile reperibilità. È questa l’idea alla base de I Cormorani, che Clown Bianco Edizioni ha realizzato grazie alla collaborazione con la scrittrice Maria Silvia Avanzato, che si occupa della selezione e della traduzione di opere in lingua inglese, e con l’artista ferrarese Stefano Bonazzi, curatore del progetto grafico e della creazione delle copertine.
Il primo titolo uscito in questa collana, che alla Biblioteca Ariostea verrà presentato in presenza per la prima volta, è Tornata in vita di Grant Allen, pubblicato nel 1891 e mai tradotto in italiano prima d’ora. Protagonista della storia è una giovane donna che, per scoprire l’assassino del padre, non esita a viaggiare – in un’epoca storica in cui non era certo comune che una donna, seppur benestante, viaggiasse sola – tra Inghilterra e Canada e ad analizzare, con coraggio e lucidità, ricordi della sua infanzia a cui non riesce a dare una spiegazione.
Una curiosità sull’autore, Grant Allen. Il 25 ottobre 1899 morì nella sua casa nel Surrey, in Inghilterra, mentre terminava Hilda Wade, un romanzo a puntate. L’ultimo capitolo dell’opera fu dettato dal letto di morte all’amico e vicino di casa Sir Arthur Conan Doyle: quest’ultima chicca letteraria dell’autore comparve sullo Strand Magazine nel 1900 con l’appropriato titolo L’episodio dell’uomo morto che parlò.

Invito alla letturasabato 19 febbraio 2022 ore 10,30

LEGGERMENTE “The Game”, di Alessandro Baricco.

Gruppo di lettura dedicato alle “discipline della mente”

Quella che stiamo vivendo non è solo una rivoluzione tecnologica fatta di nuovi oggetti, ma il risultato di un’insurrezione mentale. Chi l’ha innescata – dai pionieri di Internet all’inventore dell’iPhone – non aveva in mente un progetto preciso se non questo, affascinante e selvaggio: rendere impossibile la ripetizione di una tragedia come quella del Novecento. Niente più confini, niente più élite, niente più caste sacerdotali, politiche, intellettuali. Uno dei concetti più cari all’uomo analogico, la verità, diventa improvvisamente sfocato, mobile, instabile. I problemi sono tradotti in partite da vincere in un gioco per adulti-bambini. Perché questo è The Game. (dalla quarta di copertina)
In collaborazione con il Servizio Biblioteche e Archivi

Conferenze e Convegnimartedì 22 febbraio 2022 ore 17

“Qual si partìo Ippolito d’Atene…” (Paradiso XVII): Cacciaguida e l’amara profezia dell’esilio

Conferenza di Ennio Granata

L’accenno alle discordie fiorentine alla fine del canto XVI del Paradiso, spinge Dante a chiedere al suo trisavolo Cacciaguida quale sarà il suo futuro, e ciò perché durante il suo “itinerarium” ha udito “parole gravi” circa il suo destino. Per quanto egli si senta ben temprato ai colpi della sfortuna, preferisce conoscere la verità. E Cacciaguida gli risponde con parole chiare: egli, Dante, dovrà lasciare Firenze, come l’incolpevole Ippolito; e questo per le mene della curia, che è già all’opera; la colpa, come al solito, verrà addossata agli offesi, ma presto avrà luogo la punizione divina a ristabilire la verità e la giustizia. Dante dovrà lasciare le cose più amate e vivere la dura esperienza dell’esilio. Si troverà insieme con compagni malvagi e pazzi, che gli saranno nemici, per cui gli c onverrà fare parte per se stesso.
Per il ciclo “DANTE 700”, in collaborazione con il Servizio Biblioteche e Archivi

Conferenze e Convegnimercoledì 23 febbraio 2022 ore 17

Cosmetica e canoni estetici della bellezza femminile nel Rinascimento

Conversazione con Gina Nalini Montanari

Introduce la presidente dell’Associazione Culturale Gruppo Scrittori Ferraresi, Federica Graziadei
Una breve passeggiata tra le odorose ricette della cosmetica estense rinascimentale. Duchesse e dame, promotrici e custodi del Bello ovunque e comunque si potesse manifestare, dedicavano tempo e danaro “a far la faccia bella et lucente et colorita”. Dagli aromatori di corte e dagli speziali dello Studio apprendevano le proprietà dei fiori, frutti, erbe e piante per ricavare dalle loro essenze profumi e soprattutto misture con cui conservare la giovanile freschezza della pelle, perché, come ricordava il poeta Ovidio, “la bellezza è un bene fragile in balia dell’ora che passa”. E per le Dame la bellezza era un modo per sedurre, ma anche uno strumento di potere e comunicazione politica al pari dell’arte. In questa convinzione assumevano una particolare importanza gli occhi che dovevano essere scuri, grandi ed espressivi per comunicare affidabilità e intercettare i segreti degli interlocutori.
Per i “Mercoledì de’ l’Ippogrifo” a cura del Gruppo Scrittori Ferraresi

Conferenze e Convegnigiovedì 24 febbraio 2022 ore 17

Tesori ritrovati: due ballate di Francesco Landini

Conferenza di Pasquale Spinelli

Un nuovo frammento musicale del Trecento alla Biblioteca Ariostea di Ferrara
Una ricerca tra i libri un tempo appartenuti alla Congrega gesuitica di Ferrara, conservati alla Biblioteca Ariostea, porta alla scoperta di un frammento musicale inedito, proveniente da un codice medievale oggi disperso. Il frammento rivela un segreto, antico e affascinante: due composizioni di musica profana, due ballate, poesie e musica da cantare a due voci, opera del fiorentino Francesco Landini, il più famoso compositore e musicista del Trecento italiano. Ne parla  Pasquale Spinelli, bibliotecario e musicologo. Il Dipartimento di Musica antica del Conservatorio Frescobaldi ne propone una preziosa e rara esecuzione, curata da Marina Scaioli.
Per il ciclo “Testo e contesto” a cura dell’Associazione Amici della Biblioteca Ariostea 

Conferenze e Convegnivenerdì 25 febbraio 2022 ore 17

​Forme di resistenza: il trattato di Torquato Accetto “Della dissimulazione onesta” (1641)

Conferenza di Marco Bertozzi

Presentazione di Filippo Domenicali
Il Seicento, si è detto, è il grande secolo della dissimulazione. Torquato Accetto, in un esile ma denso trattato, si chiede come comportarsi in una società oppressiva e conformista. Si tratta di agire con prudenza, cercando di evitare menzogne e ipocrisie, in un gioco di pazienza con il potere, adottando forme di resistenza compatibili con una “onesta” dissimulazione. Una sottile dialettica tra ciò che si dice e ciò che si pensa, velando temporaneamente la verità, in attesa di risvegliarla al momento opportuno. Svelare a tutti gli “arcana imperii” (i segreti disegni del potere) significa imparare a difendersi dalla tracotanza dei potenti. Un piccolo capolavoro dell’età barocca.
A cura dell’Istituto Gramsci e dell’Istituto di Storia Contemporanea

Incontro con l’autorelunedì 28 febbraio 2022 ore 17

Nei sogni di una cometa

Presentazione del libro di Monica Taddia

Ne parla Gina Nalini Montanari
Le liriche di questa raccolta intonano il canto sommesso di un cuore che vibra di sentimenti, emozioni, affetti: l’Autrice contempla i campi silenti di un cielo stellato, posa lo sguardo sulla natura dell’amato paesaggio: una sinfonia di colori, suoni, voci che invitano alla quiete e a pensare che «Qualcuno ci ama, / ci ascolta / ci manda l’essenza della vita» (Oltre, p. 26).
A cura della Società Dante Alighieri – Comitato di Ferrara APS

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Risultati

questi sono le statistiche di una inserzione a pagamento su Facebook: come si vede loro hanno fatto la loro parte, ma le risposte sono eloquenti…

Il libro cui si riferiva era questo

https://www.lulu.com/en/en/shop/paolo-giatti/gli-anni-60-in-100-post/paperback/product-1ggvjjnj.html?page=1&pageSize=4

acquistabile per 13,51 dollari più 6 euro di spese postali pagabili con postepay o carta di credito

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Archibiblio web TV

Il lento miglioramento della situazione pandemica ha consentito una cauta ripresa delle attività “in presenza” delle biblioteche comunali.
Da giugno, infatti, anche le conferenze e le presentazioni librarie si svolgono “in presenza di pubblico”.
Si può, pertanto, accedere a Sala Agnelli per assistere agli incontri culturali fino al raggiungimento dei 36 posti disponibili, rispettando le procedure di sicurezza (green pass, mascherina, sanificazione, distanziamento e termoscanner).
Su Archibiblio Web Tv (canale YouTube del Servizio Biblioteche e Archivi https://www.youtube.com/channel/UC1_ahjDGRJ3MgG45Pxs90Bg) proseguono  le “dirette video” per poter assistere agli incontri comodamente da casa attraverso una semplice connessione Internet.
Per ulteriori informazioni consultare il sito del Servizio Biblioteche e Archivi o telefonare al 0532 418212.

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La scopertadell’acqua calda

Queste le significative conclusioni del citato articolo de Il Tempo del 23 settembre 2021: “Secondo la tesi del libro, il finanziamento del laboratorio fu opera di Daszak che – si legge – ottenne dal governo Usa importanti finanziamenti per Zheng-Li Shi, una specialista sui coronavirus dei pipistrelli del laboratorio Biosafety Level 4 di Wuhan, anche sospettata di aver fatto sparire alcuni documenti dal laboratorio in questione”. “A rendere Zheng-Li Shi ed il Wuhan Institute i principali sospetti di questo insabbiamento – proseguono gli autori – c’è l’intensa attività di Gain of Function sui coronavirus praticata in quell’istituto”. “Daszak e la sua Ong riuscirono a finanziare il laboratorio con 7 milioni di dollari stanziati dai National Institutes of Health, a cui vanno sommati altri fondi provenienti dal Dipartimento di Stato, aggirando i divieti di finanziamento su queste ricerche ‘critiche’ stabilita dal presidente Barak Obama nel 2014 e solo parzialmente revocata da Donald Trump nel 2017”.

Infatti, “allo scoppio della pandemia – ricorda Barnard – l’amministrazione Trump si era resa conto dell’imbarazzante commistione fra fondi pubblici americani e “Gain of Function” in Cina ed aveva bloccato la seconda tranche che Daszak stava consegnando a Zheng-Li Shi. L’esperta – si legge ne “L’origine del virus” – “aveva pubblicato un importante studio proprio sulla creazione in laboratorio dei virus ‘chimerici’ dei coronavirus, la cui tecnica usata per manipolare i genomi virali non lascia alcuna traccia. Quindi, secondo il libro L’origine del Virus gli Stati Uniti hanno finanziato il laboratorio di Wuhan nell’ambito di un’operazione di intelligence e in questi casi spiccano sempre figure molto particolari come quella di Peter Daszak che ha svolto un’indagine sostanzialmente su se stesso, ma è anche colui che, nel dicembre del 2019, in un’intervista televisiva, aveva preannunciato, da un momento all’altro, lo scoppio di una pandemia, in qualche imprecisata parte del mondo.

È evidente, quindi, che intorno al laboratorio di Wuhan ruotano trasversalmente interessi economici e di intelligence che fanno capo sia alla Cina che agli Stati Uniti e non è casuale che sul laboratorio hanno mentito sia il governo cinese, l’Oms, la comunità scientifica e chissà quanti altri mentiranno ancora per nascondere la verità. La cosa non sorprende più di tanto perché, come insegna il grandissimo scrittore tedesco Johann Johann Wolfgang von Goethe: “La pazzia, a volte, altro non è che la ragione presentata sotto diversa forma”.

di

Ferdinando Esposito

http://www.opinione.it/societa/2021/09/30/ferdinando-esposito_covid-19-sars-cov-2-il-fatto-quotidiano-the-lancet-il-tempo-paolo-barnard-steven-quay-l-origine-del-virus/

Argomenti vari, Società

Ballard

A distanza di mezzo secolo si può affermare che la hard science-fiction riposava su un cumulo di illusioni. Nel 2021, anziché svariare su macchine volanti o passare le ferie su Marte o in una colonia extramondo di Ganimede, siamo bloccati a terra nella ruota da criceto di una tecnologia invasiva quanto inetta. Le arditezze dei sociali, invece, in ispecie di Ballard, Dick e Thomas Disch sono andate quasi tutte a segno. E perché? Per colpa dei calcoli sbagliati degli scientisti, certo (mai così sbagliati), e anche perché le illusioni servono a governare meglio. L’illusione dell’auto per tutti, della lavatrice, della plastica, dei frigoriferi e dei viaggi interstellari si è rivelata sempre più una fanfaronata da imbonitore western se non un vero e proprio incubo; anzi, stiamo assistendo a una regressione verso un miserabile tecno-trogloditismo da cui sarà quasi impossibile riemergere.
Aver obliato le antiche saggezze del corpo e dell’anima è stato un errore assai poco scientifico.

Solo alcuni enclavi sopravviveranno conservando un minimo di buon senso. Essi saranno gli Uomini-Libro. A loro è affidata la fiammella della resistenza.

estratto da https://alcesteilblog.blogspot.com/2021/09/fianco-coscia-o-petto.html

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Men are coming

Men are coming»

La battuta più interessante di tutto l’articolo del Los Angeles Times è quella che smonta in sole tre parole tutta la retorica sul gender, sul sentirsi uomo o donna, sull’identità fluida, eccetera eccetera. Quando la realtà diventa pressante, quando – come in questo caso – il pericolo che gli stupri aumentino è un pericolo molto reale, concreto, sentito, fattuale, bastano le tre parole con cui le guardie hanno avvisato le detenute del prossimo arrivo dei trans: «Men are coming». Attente, gli uomini stanno arrivando. Unisex – Libro

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Letture vintage

Pubblicato il 12 gennaio 2021 da Mauro Poggi

Ho finito di rileggere “Diario di un Curato di Campagna“, di Bernanos, nell’edizione del 1954 della Medusa.
La collana è quella con copertina rigida verde, caratteri in oro impressi a incavo; ha sovracopertina con cornice verde, caratteri nero in campo bianco e logo che rappresenta il volto stilizzato di Medusa.
Avevo trovato il libro un paio di anni fa, in una bancarella del Centro storico di Genova, tenuta da un signore di colore che mi sorprese quando, chiesto il prezzo, mi rispose che i libri esposti erano a disposizione di chi li volesse, ma che se lo ritenevo potevo lasciare un contributo a piacere.
Presi quel volume insieme a un secondo libro, sempre della stessa collana ma in brossura: “Niente di nuovo sul Fronte Occidentale“, di Remarque, edizione 1950.
Non sono un collezionista di libri vintage, ma non so resistere quando mi capita di ritrovare qualche titolo o edizione che in anni lontani accesero le mie voglie adolescenti di accanito lettore e aspirante bibliofilo.

Altri volumi che ho trovato rovistando nelle bancarelle di libri usati:
“Resurrezione” di Tolstoi,  (Barion, Casa Per Edizioni Popolari, anno X-1933, dove X sta evidentemente per decimo dell’era fascista). La fragilità degli anni e della rilegatura americana ne sconsigliano la lettura: già solo una cauta ispezione mostra diverse pagine sciolte e altre precarie.  Peccato, perché la traduzione di Luigi Ermete Zalapy è di tutto rispetto.
“I Miserabili” di Hugo, editore Carlo Simonetti (1881) unica edizione “autorizzata dall’editore Carlo Barbini proprietario del diritto della traduzione italiana“; edizione “riveduta e riccamente illustrata“. È un grosso tomo rilegato secondo il gusto del tempo con copertina in cartone telato e dorso in pelle a caratteri dorati. Tra le pagine avevo trovato due stelle alpine, messe lì a essiccare più di un secolo fa (mi piace pensare da una mano di fanciulla), e lì dimenticate. Non vi si trova nessuna indicazione né del traduttore (Carlo Barbini è indicato solo come proprietario dei diritti di traduzione), né dell’autore delle numerose tavole ben disegnate.

Il Diario di un Curato di Campagna viene nella traduzione del poeta genovese Adriano Grande (1897-1972). 
Il romanzo è una sorta di “Cognizione del dolore” in chiave religiosa. Precede l’opera di Gadda di qualche hanno ed è altrettanto prolisso, ma privo di tutte quelle ghiotte invenzioni lessicali che animano l’opera gaddiana rendendone la lettura così stimolante.
Confesso che ho fatto fatica a finirlo. Sono quasi certo di averlo già letto, in passato, e se è così allora dev’essere accaduto durante gli anni della mia giovinezza, diciamo tra i quindici e i venticinque anni: ci sono letture possibili solo durante quell’età eroica, o sconsiderata – dove il tempo da consumare è inesauribile – e che a volte, molti anni più tardi, diventano riletture per una questione di nostalgia.
Tuttavia, anche se mi è famigliare e ho riconosciuto alcuni passaggi, non ne conservo la memoria percettiva, a differenza di altri libri di cui è rimasta ben chiara la sensazione tattile della consistenza e delle pagine sfogliate.

Leggendo, sono incappato in un paio di sottolineature di altri che su quelle pagine mi hanno preceduto:
La prima, a biro rossa, è stata tirata ordinatamente con il righello. Riguarda una frase del curato di Curcy, in amichevole visita al pretino: “Il medioevo l’aveva ben compreso, il medioevo ha capito tutto” che arriva al termine di una digressione sulla Vergine Maria all’interno di un suo lungo discorso.
La seconda è una sciatta sottolineatura a matita, tirata a mano libera: “Quei mattini, quelle strade… quelle strade mutevoli, misteriose, quelle strade piene del passo degli uomini“.
Il diverso stile delle sottolineature, induce a pensare che si tratti di due lettori diversi. Mi chiedo (ma senza particolare curiosità, in modo diciamo accademico), quali particolari interessi abbiano indotto quelle persone a sottolineare quelle due specifiche frasi.
La frase che avrei sottolineato io invece è questa: “L’unico eroismo alla mia portata è quello di non averne; e poiché mi manca la forza, vorrei, adesso, che la mia morte fosse piccola, piccola quanto è possibile; che non si distinguesse dagli altri avvenimenti della mia vita“.
Lo struggente eroismo di chi ne è privo…

Mi ha ricordato il personaggio di una canzone di Brassens, quel pauvre Martin che dopo aver vangato i campi degli altri per tutta la vita, quando si sente chiamato dalla Morte se ne va a scavare la propria tomba, per non disturbare la gente con l’impiccio della sua sepoltura:

Et quand la Mort lui a fait signe
de labourer son dernier champ,
il s’en alla creuser sa tombe,
pour ne pas déranger le gens.

Argomenti vari, conferenza

Conferenze alla Ariostea

PROCEDURE DI SICUREZZA
In questa fase post-covid, è indispensabile osservare tutte le disposizioni di sicurezza previste per le manifestazioni pubbliche.
Per accedere alle sale conferenze (la cui capienza è stata più che dimezzata – nella Sala Agnelli dell’Ariostea, ad esempio, sono disponibili solo 36 posti) sarà indispensabile attenersi ad un preciso protocollo che garantisca gli utenti da possibili contagi.
Pertanto, sarà necessario:

  • entrare con la mascherina e togliersela solo dopo essersi seduti;
  • sanificare le mani all’ingresso della sala,
  • utilizzare solo le sedie indicate da un apposito cartello;
  • rimettere la mascherina durante l’uscita.

Conferenze e Convegnimartedì 13 ottobre 2020 ore 17

Quale scuola, quale Paese

Conferenza di Patrizio Bianchi

Introduce Daniela Cappagli
La pandemia ha bloccato le attività ordinarie della scuola italiana, richiedendo il ritorno alla “normalità”, ma la normalità da cui veniva la scuola italiana non è più sufficiente, l’Italia è il paese con il più alto tasso di dispersione scolastica, il più basso livello di istruzione e addirittura l’ultimo posto come cultura digitale in Europa. Questo è del resto il risultato di un Paese che da 20 anni presenta la più bassa crescita economica d’Europa, e che tagliava gli investimenti in educazione e ricerca,  nel momento più difficile degli ultimi anni, gli anni di uscita dalla prima crisi globale, che del resto erano gli stessi anni in cui cambiava la tecnologia. La scuola del resto è storicamente stato il luogo in cui dapprima si è formata la classe dirigente, poi la stessa comunità e i suoi valori, poi le competenze per lo sviluppo, e infine, più recen temente l’attenzione è stata sulla formazione della persona. Che cosa vuole essere oggi la scuola italiana ? La risposta è: quale Paese vogliamo? E quindi quale comunità, quale sviluppo, quale classe dirigente, a quali valori formare i nostri ragazzi e noi stessi. La Costituzione ci offre risposte che debbono essere i nostri riferimenti oltre il coronavirus e che si basano sui principi di solidarietà e competenza condivisa, che sono oggi anche i pilastri di un nuovo sviluppo umano.
Patrizio Bianchi è ordinario di economia applicata all’Università di Ferrara, dove è stato a lungo rettore; è stato per dieci anni assessore alla scuola della Regione Emilia Romagna. Ha coordinato fino alla fine di luglio il Comitato degli esperti del Ministero dell’Istruzione. È titolare della Cattedra Unesco in Educazione, crescita e eguaglianza.
A cura di Istituto Gramsci e Istituto di Storia Contemporanea di Ferrara

Invito alla letturamercoledì 14 ottobre 2020 ore 17

Tre ricordi: Cussler, Sepulveda, Zafon

Omaggio ai grandi narratori scomparsi

Letture e analisi di Enrico Neri, Eleonora Pescarolo e Alberto Amorelli
Questo 2020 non è sicuramente stato parco di dolore. Un anno complicato che ci ha messo e ci sta mettendo alla prova in modi che non potevamo nemmeno immaginare. Parafrasando Haruki Murakami, nella vita ci sono delle tempeste attraverso le quali devi passare e non sai come ne uscirai, ma sai che ne uscirai: “Poi, quando la tempesta sarà finita, probabilmente non saprai neanche tu come hai fatto ad attraversarla e a uscirne vivo. Anzi, non sarai neanche sicuro se sia finita per davvero. Ma su un punto non c’è dubbio. Ed è che tu, uscito da quel vento, non sarai lo stesso che vi è entrato. Sì, questo è il significato di quella tempesta di sabbia.” E’ questo è anche quello che è successo a noi. Dopo questa tempesta siamo rinati, rinati come “Banda del Libro”, con la voglia di sempre e la volontà di sempre di offrire consigli di lettura con un tocco di Robin Hood in più, i banditi della letteratura. Per dare un senso di ciclicità a tutto il nostro operato ripartiamo dal momento in cui siamo stati fermati dal lockdown, con qualche omaggio in più: febbraio Clive Cussler, Aprile Luis Sepulveda, Giugno Carlos Ruiz Zafon. Tre mesi, tre date che hanno portato alla scomparsa di altrettanti importantissimi autori. La Banda del Libro vuole omaggiarli, raccontarveli e portarli a voi attraverso le loro immortali parole.
A cura de “La Banda del Libro”

Incontro con l’autoregiovedì 15 ottobre 2020 ore 17

Occhi di pesce

Presentazione del libro di Gianfranco Vanni (Collirio)

Edizioni La Carmelina, 2019
Graphic novel liberamente ispirato al romanzo Gioventù senza Dio, dello scrittore e drammaturgo Ödön von Horváth, pubblicato nel 1937 presso un editore di Amsterdam. Storia torbida e tragica di adolescenti berlinesi nella Germania nazista, alla vigilia della catastrofe.
Gianfranco Vanni (Collirio) Insegna storia dell’arte in un liceo ferrarese. Si occupa di fumetti e illustrazioni fin dagli anni ottanta. Ha pubblicato su importanti riviste del settore: Tempi supplementari, Frigidaire, Casting, Selen, Blue. Per le Edizioni Trentini, oltre a numerosi opuscoli, ha dato alle stampe due libri: La storia di Ferrara a fumetti (2001) e La strada dei mille errori (2003) dedicato alla vita e all’omicidio di don Minzoni.
Presentazione con supporto di video e immagini.

Incontro con l’autorevenerdì 16 ottobre 2020 ore 17

Racconti surreali

Presentazione del libro di Carlo Avogaro

Faust Edizioni, collana di narrativa ‘I nidi’, 2020
Ne parlerà con l’autore Paolo Maietti. Sarà presente l’editore Fausto Bassini.
Giacomo Leopardi alla ricerca di una pozione magica che conquisti Silvia, ma non sarà l’unico cliente della strega. Il mito del Labirinto visto con gli occhi di uno scaltro Minotauro. Una stralunata casa di riposo per ricchi. L’omonima discendente di un premio Nobel per la letteratura viene sballottata tra gli scaffali di un ipermercato senza logica. Un inquilino resta prigioniero dei lavori condominiali. E molto altro ancora… Sospesi tra atmosfere e suggestioni che omaggiano Beckett, Borges, Buzzati e Kafka, l’autore ci conduce in un sorprendente viaggio surreale lungo 18 racconti. Questo incontro vuole inoltre rappresentare un’occasione ufficiale per ricordare, insieme a chi l’ha conosciuto, la figura del pittore, poeta e illustratore ferrarese Gabriele Turola (sua l’opera “Il viaggio di Magritte”, del 2010, nella copertina del libro di Avogaro), a un anno esatto dalla scomparsa.
Carlo Avogaro. Avvocato bolognese, si dedica alla letteratura sin dagli anni universitari vincendo, con il racconto ‘Morte di un maestro’, un concorso indetto dall’Alma Mater. Ha pubblicato tre raccolte di poesie  e due libri per ragazzi. Nel 2004 vede la luce il romanzo d’esordio “Il messaggio” e tre anni dopo, per Pendragon, il volume di racconti “I segreti della Corte d’Appello”. Nel catalogo Faust Edizioni “La Città. Il quarto romanzo di Kafka”, uscito nel 2017.

Conferenze e Convegnilunedì 19 ottobre 2020 ore 17

​Approccio mistico ai segreti del Corano

Conversazione con Paolo Urizzi

Introduce Marcello Girone Daloli
La numerologia nascosta del Corano con una riflessione sulla visione mistica dei significati. Percorsi nella dimensione trascendente e storica della rivelazione del Testo sacro.
Paolo Urizzi (1951), arabista, esperto di sufismo e di induismo, autore di diversi saggi. Interessato alla Philosophia Perennis, ha fondato la rivista Perennia Verba e dirige la collana di testi del sufismo de Il Leone verde. Ha pubblicato la traduzione di un classico del sufismo antico, il Ta’arruf di Kalabadhi (“Il sufismo nelle parole degli Antichi”). Tiene Master sul sufismo e sulla mistica alla Scuola Superiore di Filosofia Orientale e Comparativa di Rimini.
Scarica  Incontri con la spiritualità applicata