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Rebus

Fonte: Guido Dalla Casa

Ecco la situazione attuale del mondo, sintetizzata in poche righe:

–        I cambiamenti climatici, disastrosi per la loro rapidità, sono ormai evidenti e causati dalle attività proprie della civiltà industriale;

–        L’acqua, base della Vita, viene a mancare quasi ovunque (non piove dove dovrebbe);

–        La popolazione umana mondiale continua ad aumentare inesorabilmente;

–        I Cicli principali della Vita (fotosintesi, ciclo alimentare, impollinazione) sono alterati in modo evidente e pericolosissimo (cause sostanziali sono l’impiego dei pesticidi e una dieta umana carnivora);

–        La Biodiversità, essenziale per le capacità omeostatiche del Pianeta, è in diminuzione vertiginosa;

–        I rifiuti, indistruttibili e pericolosi, si accumulano sulla terra e negli oceani;

–        Molto presto la crisi alimentare mondiale sarà gravissima e incontrollabile.

L’Italia è piccola nel mondo, ma in questi problemi è dentro fino al collo.

  E’ incredibile constatare che, da quando è in corso la campagna elettorale, nessuno parla minimamente dei problemi di cui sopra. I politicanti, i partiti, le cosiddette “forze politiche”, pensano alle alleanze, ai litigi, alle accuse reciproche, a qualche stupido problemino locale e usano il solito linguaggio del secolo scorso (destra, sinistra, centro, e simili amenità). Neppure nei programmi, neppure nelle promesse “da non mantenere” compare il più piccolo accenno ai problemi reali.

  Se ci fosse un minimo di onestà intellettuale, un programma dovrebbe iniziare più o meno in questo modo: L’esperimento iniziato circa due secoli fa e denominato civiltà industriale è fallito, perché abbiamo constatato che è impossibile, dato che i suoi processi sono incompatibili con il funzionamento dell’Ecosfera, il sistema più grande di cui tutti facciamo parte. Proponiamo di uscirne gradualmente in questo modo.

 A questo punto ogni Movimento potrebbe esporre le sue proposte.

  Ma siamo lontanissimi, in un altro mondo. I politicanti pensano e parlano come nel secolo scorso. A questo punto, anche se possiamo condividere in parte il ragionamento di chi dice “Se non voti, è ancora peggio”, per chi credete di poter votare??

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