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Lo compresero prima di tutti due studiosi americani, Edward Bernays- inventore del termine propaganda nell’accezione corrente – e Walter Lippman, che introdusse il concetto di “democrazia dello spettatore”, teorizzando il ruolo passivo, di semplice recettore, delle masse, vezzeggiate come cittadini consapevoli, detentori del potere, nello stesso istante in cui erano vittime di indottrinamento, manipolazione, propaganda. I due, brillanti psicologi e sociologi, anticipatori delle moderne tecniche cognitive, nella prima metà del secolo XX lavoravano per il successo del modello socio economico e culturale statunitense. Furono i maestri di quelli che Vance Packard chiamò i persuasori occulti in un libro del 1957 che fece epoca.

Packard svelò la capacità di agire sui registri emotivi e sull’inconscio del pubblico, sul suo narcisismo, su quella che definì insicurezza emotiva, alla base dei messaggi pubblicitari, commerciali ma anche politici, ideologici, valoriali.  “C’è chi si comporta come se l’uomo esistesse solo per essere manipolato”, concludeva. Moltissima acqua è passata sotto i ponti e le tecniche, i mezzi, le capacità di modificare e falsare le credenze e i modi di pensare della massa hanno raggiunto altissimi livelli di perfezionamento. Il maggiore teorico della propaganda autoritaria fu Joseph Goebbels, la cui intuizione fu che la propaganda ha le sue radici nella paura.

Il governo attraverso la paura è ciò che viviamo da marzo 2020, alba dell’epidemia: paura della morte per contagio, accettazione dello spossessamento di sé, un nuovo “vissuto “basato sull’Altro come nemico, potenziale untore, e nell’’accettazione pedissequa dei comportamenti suggeriti/imposti dal potere: maschere, igienizzanti, distanziamento “sociale”, vaccinazione di massa, demonizzazione dei non vaccinati, trattati da assassini e sociopatici. La propaganda di guerra in atto dal 24 febbraio scorso è il prolungamento della narrazione pandemica: paura del nemico come minaccia alla libertà e democrazia, odio diffuso a reti unificate con esiti che sarebbero ridicoli se non fossimo dinanzi a una precisa operazione politico- antropologica di ampio respiro. La lezione di Bernays (nipote di Sigmund Freud) resta importante. Fu il primo a trattare indifferentemente propaganda e pubblicità. Venne incaricato dal governo Usa di organizzare la propaganda di guerra, dirigendo contemporaneamente la pubblicità dei maggiori gruppi industriali dell’epoca.

La sua propaganda non si basava tanto sulla paura, quanto sulle teorie psicologiche di Gustave Le Bon e di Sigmund Freud sulle masse, i cui comportamenti funzionano in modo distinto rispetto a quelli degli individui. Fu Bernays a introdurre i concetti di “mente collettiva” e “fabbrica del consenso”. Non è difficile osservare che le masse non sono capaci di autonomia e tendono all’unanimismo. Il dissidente è espulso dal corpo sociale e può diventare un nemico, il “capro espiatorio” analizzato da René Girard. Chiunque dissenta è escluso dal corpo sociale. E’ il meccanismo utilizzato dal marketing, dalla pubblicità e dalla televisione (audience). La censura determina opposizione e frattura nel corpo sociale, mentre la propaganda genera il gregge. Da anni le oligarchie parlano dei popoli in termini zootecnici. Mario Monti disse: “la democrazia è una forma di governo sbagliata perché è assurdo che siano le pecore a guidare il pastore”.

Nel gregge non può esistere libero arbitrio: il potere è saldamente nelle mani del pastore. L’opinione del gregge non conta, e del resto non è possibile che esista un’opinione autonoma in masse zoologiche eterodirette. Il potere- pedagogo e propagandista – ci illustra qual è il nostro bene. Sta a noi comportarci di conseguenza, ed è esattamente ciò che accade.

Ci ha colpito il commento di un politico ungherese d’opposizione alla vittoria elettorale (la quarta consecutiva) di Viktor Orbàn, bestia nera delle oligarchie liberal, di George Soros e dei gerarchi dell’Unione Europea. Orbàn avrebbe vinto in quanto controlla gran parte della stampa e dei mezzi di comunicazione magiari. In realtà nella nazione danubiana resta assai intenso l’attivismo anti governativo delle centrali globaliste, ma indubbiamente ci sono elementi di verità nel rassegnato commento degli sconfitti. Che dire, allora, della potenza di fuoco unanime dispiegata dalla propaganda filo occidentale, europeista, anti sovranista, liberista in economia, radicale sui temi etici, bellicista da quando è scoppiata la guerra?

Un bizzarro pensatore, Nick Land, lo chiama illuminismo oscuro, definendo “cattedrale” la centrale operativa globale che lavora al controllo delle masse e alla soppressione del pensiero. Con termini diversi e da un orientamento opposto, non è forse la stessa conclusione cui perviene Freccero? Oppure, per fare contenti benpensanti e non pensanti dovremmo dimenticare gli apporti di Debord e di chi, come Foucault, Baudrillard, Barthes e altri, ha analizzato le forme e le mistificazioni del potere nelle società liberaldemocratiche?

Soprattutto, dovremmo dichiarare esaurita la dialettica servo/padrone (ribaltata in padrone/servo) giacché adesso solo una delle due parti si arroga il diritto di parola e vanta una vittoria epocale? La lotta di classe, spiegò soddisfatto il miliardario Warren Buffet, “esiste e l’abbiamo vinta noi “. L’errore è pensare che sconfitto sia stato solo il marxismo. Il tallone del Dominio schiaccia tutti, qualunque sia la posizione sociale e l’orientamento ideale.

La grande novità, nelle posizioni della commissione Du Pre- a dimostrazione di quanto siano inservibili i vecchi schemi ideologici, culturali e segnaletici (destra-sinistra, conservatori-progressisti), è di smascherare con sorprendente franchezza la radice oligarchica e neoliberale di tesi, avvenimenti, idee che per decenni sono stati patrimonio delle sinistre politiche, anche di ispirazione marxista.  Parliamo del sistema di idee inaugurato nel 1972 dal rapporto del Club di Roma – legato al Massachusetts Institute of Technology– I limiti dello sviluppo, che inaugurava il modello neo malthusiano oggi vincente, segnalando – nel pieno dell’industrializzazione- i pericoli della crescita della popolazione, dell’inquinamento, della produzione di cibo e di sfruttamento delle risorse.  Sono temi che, mezzo secolo dopo, in piena Quarta Rivoluzione Industriale, porta avanti il sinedrio di Davos.

Nel Club di Roma erano già presenti i temi dell’Agenda 2030 e del Grande Reset, espressi senza infingimenti e con linguaggio chiarissimo. Evidentemente la propaganda ha svolto egregiamente il suo lavoro e le élite ritengono i popoli maturi per la transizione digitale (l’uomo-cifra) e il controllo da remoto (Green Pass, chip, card), un destino servile e post umano. Ne riparleremo in un successivo intervento, riflettendo sui meccanismi di persuasione che ci hanno resi spettatori paganti e plaudenti di un Truman Show di cui siamo le vittime.

1 pensiero su “Informazione”

  1. Si potrebbe titolare bagatelle per una strage. Ma il fatto è che da mezzo secolo stiamo subendo un lavaggio del cervello che nella sua essenza consiste nella soppressione delle facoltà analitiche della mente umana per dar spazio all’immediatezza emotiva: questo funziona con la pubblicità, con politica, con la geopolitica, in qualsiasi campo e permette – assieme alla manipolazione delle informazioni – di diffondere le più rozze e incoerenti narrazioni che in altri tempi non avrebbero potuto passare neanche il vaglio dello scemo del villaggio. E questo meccanismo è in azione per quanto riguarda la strage nazista di Bucha che viene attribuita ai russi in maniera palesemente assurda, come del resto è capitato molte volte e per molti avversari negli ultimi decenni. Intanto non esiste alcun motivo al mondo per cui le truppe russe dovrebbero aver compiuto una strage a Bucha che è un piccolo centro a nord di Kiev sgomberato il 30 marzo come prova di buona volontà durante i colloqui di pace. Dunque cosa fanno i russi? Dicono: per mandare avanti le trattative vi mostriamo la volontà effettiva ritirandoci da un piccolo centro. Ma prima di andare via vi compiono una strage in maniera da darsi la zappa sui piedi in maniera clamorosa. E’ un totale assurdo, eppure sottoposta a un trattamento emotivo anti verità la maggior parte gente non riesce a vedere questo abbagliante non senso.
    https://ilsimplicissimus2.com/2022/04/05/bucha-la-firma-nazi-della-strage/

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