editoria

Comunicazioni Elara

Alla chiusura delle librerie si deve aggiungere il blocco di molte delle catene on line, che hanno sospeso la raccolta di ordini e le ordinazioni dirette, mentre il nostro distributore per le fumetterie è a sua volta bloccato trovandosi in piena zona rossa, e questo ritarda anche le forniture alle grandi catene on line, attualmente sospese. Dalle ultime indiscrezioni sembra che queste attività di distribuzione possano sia pur gradualmente riprendere, con una limitata riapertura delle librerie e delle fumetterie. Ma questo è ininfluente fino a quando non sarà possibile ricevere almeno B. C., e cioè fino a quando le spedizioni internazionali al sud Europa non saranno ripristinate.

Come se tutto questo non bastasse, le più importanti fiere del settore, Collezionando, Napoli, Reggio Emilia, Vicenza, l’Italcon 2020, e molto probabilmente il Salone del Libro di Torino, sono state sospese o rinviate a data da destinarsi. Anche questo elimina i più importanti canali di vendita.

Grazie all’attività di Poste Italiane, resta come unico canale la vendita diretta per corrispondenza, che stiamo personalmente curando, e che procede regolarmente, con un ulteriore ostacolo, però.

Le vendite dirette immediate sono limitate ai titoli disponibili presso il nostro deposito di Bologna. Il magazzino centrale si trova infatti fuori provincia, quindi al momento non è raggiungibile. Questo significa che i titoli “in rifornimento” potranno subire qualche ritardo, sperando che la data del 3 maggio per la riapertura di questo nuovo confine e per la possibilità di uscire dalle provincie di residenza venga mantenuta, cosa possibile a quanto detto dal presidente della Regione Emilia-Romagna. Nel frattempo, stiamo richiedendo alla Prefettura un’autorizzazione a compiere almeno un viaggio di rifornimento.

Tutte queste misure, che nell’ottica della priorità della salute pubblica sono comunque opportune e auspicabili, hanno creato però una situazione drammatica. Le vendite di marzo hanno segnato un calo del 92% rispetto a quelle di gennaio e febbraio, in primis perché la gente pur avendo tanto più tempo libero e tanto più bisogno di occuparlo preferisce l’ossessionante sequenza dei servizi televisivi e delle chat alla soluzione più semplice ed economica, l’acquisto di un libro, poi perché ci sono alcuni che non effettuano ulteriori acquisti fino a quando non ricevono i libri prenotati, e/o per tanti altri motivi che ciascuno può intuire, tutti condivisibili in astratto ma perniciosi nella pratica..

Senza il più agguerrito manipolo di sostenitori fedeli e generosi, quelli legati alla Lista della Fenice e alla Contrada delle Stelle, e se negli ultimi due anni e mezzo non avessimo recuperato una buona parte del vecchio pubblico, questa situazione eccezionale sarebbe stata il colpo decisivo capace di annientare qualsiasi speranza di recupero e ripresa da parte di una casa editrice fragile ma non quanto può apparire, una casa editrice dalla cui esistenza comunque dipendono più di mezza dozzina di famiglie, quelle di collaboratori e operatori che si sono dedicati con abnegazione a questo lavoro.

La situazione è ancora gestibile solo perché la ripresa rigidamente controllata, la continua sollecitazione dei lettori, spesso male interpretata dai soliti disfattisti, pessimisti ed egoisti che – come è nel loro diritto – non pensano mai alle ragioni o alle difficoltà degli altri ma guardano solo i loro piccoli orizzonti senza neppure tentare di rivolgere lo sguardo oltre – ma che hanno sempre anticipato possibili problemi, gli sforzi di una consistente parte di quel gruppo piccolo ma scelto che ho citato, e che non ha certo colpa di avere fatto una scelta di cuore e di passione e non essere rimasto alla finestra a guardar correre le nuvole, per supportare i nostri sforzi, hanno reso concreta la possibilità di resistere alla tempesta che travolgerà tante, troppe piccole e medie aziende italiane. Anche il metodo dei pagamenti anticipati ai fornitori, sia pure scomodo, sia pure in questo momento abbia prosciugato diverse migliaia di euro, ha impedito un incremento del debito, anzi, lo ha ridotto, tanto che malgrado quanto ho elencato sopra, è possibile resistere, perché il problema maggiore è oggi quello di sopravvivere fino al momento in cui l’emergenza si sarà attenuata di quel poco che permetta una ripresa credibile. Vero, in questo momento ci siamo privati di una somma vicina ai 20.000 euro, più di un 10% del fatturato annuale, per pagare anticipatamente libri che non sappiamo quando potremo ricevere. Il fatto di aver dato vita a una forte ripresa con le sole nostre forze e quelle del pubblico diretto rende questo esborso particolarmente pesante, anche di fronte a oltre il 90% di decremento dei fatturati, ma rende anche possibile affrontare questo periodo emergenziale per tutti, e avere la concreta speranza non solo di sopravvivere, ma di uscire da questa prova finalmente più forti.

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